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Casetta dell’acqua, è polemica a Cisano: minoranza all’attacco

Cisano sul Neva. “Casetta dell’acqua? No, grazie. Come gruppo ‘Facciamo Cisano’ siamo contrari all’installazione della casetta dell’acqua così come decisa dall’amministrazione comunale attraverso la delibera di giunta. Favorevoli al controllo degli enti territoriali sul servizio idrico integrato ed apprezzato l’esposizione a Palazzo Civico dello striscione pro acqua pubblica, la messa in posa di quanto anticipato dall’assessore Guido Rossi porta in realtà, al di là di slogan e belle parole, alla mercificazione della nostra acqua visto che un soggetto privato farà cassa con la sua vendita”. Questa la presa di posizione del gruppo di minoranza del piccolo paese dell’entroterra albenganese.

“Come Facciamo Cisano non ci troviamo per nulla d’accordo dal punto di vista di gestione della cosa pubblica perché dalla documentazione consultata ci risulta che anche in questa circostanza e’ stata ancora una volta coinvolta una sola ditta per definire l’iniziativa. Come ad esempio già successo anche per lavori pubblici definiti indifferibili ed urgenti o per servizi erogati alla comunità, l’installazione della casetta dell’acqua avverrà infatti attraverso un accordo diretto con il coinvolgimento di un solo soggetto senza consultare ufficialmente altri possibili fornitori e verificarne le condizioni di offerta o ricorrere ad un bando”.

“Come Facciamo Cisano non troviamo giusto che un’ azienda privata tragga un guadagno dalla vendita della nostra acqua. Vedere riconosciuto al Comune un aggio di un centesimo a litro erogato ci pare quasi un’elemosina per come la giunta sulla vicenda ha fatto calare le braghe alla collettività. Come cittadini ci siamo fatti già carico di pagare alla ditta privata i lavori per installare la “sua” casetta dell’acqua e a carico della comunità saranno anche le utenze e i consumi di energia ed acqua necessari al funzionamento della struttura che sarà posizionata in centro paese”.

Come Facciamo Cisano ritentiamo che, soprattutto a causa di queste condizioni, “l’investimento” fa acqua da tutte le parti sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista di opportunità politica. Per perseguire fino in fondo e con convinzione la politica dell’acqua a km zero, sul cui principio generale siamo assolutamente d’accordo, forse era preferibile studiare un logo ed un brand specifico per la nostra acqua, coinvolgere nell’elaborazione del disegno scuole e bimbi dipingendo con lo stesso le diverse fontanelle pubbliche esistenti, magari installarne di nuove e anche attivarsi perché ad esempio nelle sagre ed eventi in paese ci sia la possibilità di avere dell’acqua in brocca come avviene a Parigi e New York”.

“Come Facciamo Cisano riteniamo che una seria difesa dell’acqua pubblica piuttosto che da discutibili operazioni commerciali e di marketing deve e può rafforzarsi, come proporremo nel prossimo Consiglio comunale, attraverso l’inserimento nello statuto comunale del riconoscimento del principio che l’acqua e’ un bene comune pubblico e non una merce” conclude il gruppo di minoranza.

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