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Bancomat svaligiati, specialisti del “cash trapping” in azione: aumentano i casi in Liguria foto

La polizia postale ha intensificato i controlli per contrastare il fenomeno

In Liguria sono aumentate notevolmente le denunce dei direttori di uffici postali e banche in merito alla manomissione dei bancomat, con relativi furti. La Polizia Postale e delle Comunicazioni ha quindi intensificato i servizi di prevenzione e contrasto, attività che ha già portato al sequestro di numerosi strumenti utilizzati per manomettere gli apparecchi di erogazione del denaro.

La tecnica utilizzata è quella del “cash trapping”, ampiamente diffusa sul territorio nazionale: gli autori dei furti introducono nei bancomat carte di “debito” dotate di funzione di prelievo internazionale (solitamente del circuito Maestro) emesse da banche straniere (spesso dell’Est Europa) o da altri istituti di credito italiani, per effettuare un prelievo (dell’importo minimo erogabile di 20 o 50 euro) finalizzato all’apertura della bocchetta erogatrice. Ottenuta l’apertura dello shutter, i truffatori inseriscono un dispositivo meccanico (cosiddetta “forchetta”) in grado di bloccare e catturare la somma che verrà erogata nel corso del prelievo successivo.

A questo punto, quindi, i malviventi attendono che un utente tenti di eseguire un prelievo, operazione che apparirà come non perfezionata per il mancato rilascio del contante che, in realtà è stato catturato dalla “forchetta”. Non appena l’utente si allontana, pensando ad una malfuzionamento della macchina, i criminali forzano lo shutter dello sportello ed estraggono la “forchetta” con i soldi trattenuti.

Da qualche anno, però, esiste anche una versione più evoluta e aggiornata di questo metodo: il cash trapping 2. Come nella prima versione, una “forchetta” viene inserita negli sportelli mediante l’utilizzo di una prima carta per generare l’apertura dello shutter, ma successivamente viene impiegata una seconda carta (verosimilmente “clonata”) con cui effettuare un prelievo per il massimo della disponibilità giornaliera. In questa versione evoluta del Cash Trapping i criminali non permettono che all’atto dell’impiego della seconda carta questa venga ritirata, ma la trattengono, impedendo che il distributore la catturi.

Trascorsi 30 secondi, il bancomat entra in “autoprotezione” generando un allarme 2 per malfunzionamento che inibisce il perfezionamento dell’operazione. Determinandosi l’annullamento dell’operazione e il conseguente mancato addebito della carta (in quanto l’operazione non si è conclusa con la registrazione contabile), i ladri rimangono in possesso del documento elettronico, peraltro immediatamente riutilizzabile (anche se presso un altro sportello, poiché quello appena attaccato rimane fuori servizio).

Gli sportelli, una volta “abortita” l’operazione, sono programmati per recuperare i soldi – che comunque vengono approntati all’atto della richiesta – in un apposito cassetto di “recupero”. E’ in questa fase che la “forchetta”, preventivamente installata dai criminali, cattura il contante.

La Polizia di Stato di Stato, quindi, ricorda ai titolari di carte di credito e bancomat di non cedere mai la propria carta ad altre persone e di seguire sempre attentamente le operazioni che compiono. Consigli utili possono essere reperiti sul sito www.poliziadistato.it e su quello del Commissariato di PS on line, oggi anche attraverso l’App scaricabile gratuitamente sul proprio smartphone o su tablet, sia per il mondo Apple che Android.

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