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Andora, a Palazzo Tagliaferro arriva il “Museo di Storia Innaturale”

Andora. La natura, la ricerca botanica ed antropologica vista dalla prospettiva dell’artista. E’ il tema portante delle due mostre che portano in Liguria le opere di due affermati artisti internazionali. Si tratta di Dario Ghibaudo ed il suo famoso “Museo di storia innaturale” e dell’artista francese Jean Claude Meynard che presenta la mostra “L’animal frattal que je suis..”,selezione di opere fotografiche del suo Bestiario Frattale.

L’eccezionale esposizione sarà visitabile dal 31 ottobre al 13 dicembre 2015 a Palazzo Tagliaferro L’inaugurazione ufficiale è fissata per sabato 31 ottobre, alle ore 18.00, alla presenza dei curatori. Seguirà buffet. L’esposizione sarà aperta, ad ingresso libero, da giovedì a domenica, dalle ore 15 alle 19. Aperture straordinarie lunedì 7 dicembre e martedì 8 dicembre, dalle ore 15 alle ore 19.

Nelle sale espositive le opere dell’italiano Dario Ghibaudo e della francese Jean Claude Meynard, mostreranno due modi differenti di osservare ed indagare la natura, analizzare la società e le sue contraddizioni. Il pubblico ligure potrà così ammirare le opere de il “Museo di Storia Innaturale”, in una selezione curata del critico d’arte contemporanea e giornalista Matteo Bergamini, che presenta una sezione del mastodontico progetto che l’artista Dario Ghibaudo porta avanti dal 1990. Palazzo Tagliaferro ospita per l’occasione una vera e propria “Camera delle Meraviglie” che trasporterà i visitatori in un universo abitato da animali ibridi che si materializzano attraverso sculture in bronzo e in ceramica, ritratti in inchiostro su carta e installazioni realizzate con tecnica mista.

Lo spazio espositivo andorese si dimostra particolarmente adatto al lavoro artistico di Ghibaudo. Ma cos’è il Museo di Storia Innaturale? Ghibaudo, classe 1955 di base a Milano, porta avanti da 25 anni con dovizia scientifica, e seguendo le classiche catalogazioni di “botanica”, “etnologia”, “esemplari rari” o “antropologia”, solo per citare alcuni lemmi della ricerca, la costruzione di un vero e proprio istituto, diviso in “sale”, attraverso il quale sono messe in mostra creature al limite del fantastico ma assolutamente probabili, evocative di una natura “aliena” ma non per questo meno definibile, anzi.

Il Museo creato da Ghibaudo assume l’aspetto di una provocazione intelligente e ironica in grado di ipotizzare un altro possibile e da la possibilità al pubblico di vedere opere come il Piscis Elephas Perlucidus, o il Tapirus Pugnantes cum Rostro o l’Installazione “Cinquecentocinquanta Pesci Fuor D’acqua” esposta durante la 54° biennale di Venezia nella prestigiosa Cà d’Oro messa a disposizione dalla collezionista Edoarda Crociani o il Cervo di San Giuliano ispirato ad una novella di Gustave Flaubert

Dell’universo naturale si occupa anche la mostra “L’animal frattal que je suis..” dell’artista Jean Claude Meynard, che porta ad Andora opere fotografiche del suo Bestiario Frattale, curata da GianCarlo Pagliasso, critico e scrittore. Jean-Claude Meynard è un artista coraggioso e generoso. L’utilizzo espressivo della figurazione frattalica, per lui, non è un semplice espediente stilistico. Tra i primi in Francia ad averne compreso le potenzialità geometrico-topologiche per la creazione artistica.
Gli animali di Meynard (dal fantastico Nautilo al cavallo piuttosto che l’elefante o il felino) surdeterminano l’elemento iconografico tradizionale ad un registro iconologico nuovo e problematico, dal momento che risulta difficile percepire nelle immagini, causa la concrescenza continua della figuratività frattalica, la linea di giunzione o di snodo tra il naturale e lo storico, tra il simbolico e il reale.

Una simile distribuzione dello spazio rimanda alla dimensione dell’astratto, della “linea mutante senza esterno e interno, senza forma né fondo, senza inizio né fine”. Si sfalda l’oggetto che ha per fondamento la realtà per se stessa: il mondo esterno – in quanto opposto al soggetto che pensa e conosce – non è più mediato da un contenuto oggettivo, per cui si percepisce e rappresenta lo spazio per mezzo di forme sedimentate. I frattali propongono. quindi un insolito incontro fra matematica e immaginazione, capace di descrivere gli oggetti della natura.

Il frattale è una figura geometrica in cui un motivo identico si ripete su scala continuamente ridotta. Ingrandendo una figura frattale si ottengono forme ricorrenti e ad ogni ingrandimento essa rivela nuovi dettagli: il frattale quando è ingrandito non perde dettaglio ma si arricchisce di nuovi particolari.

Il progetto del bestiario frattalico rientra in questa prospettiva, misurandosi simultaneamente con le dimensioni estetica e cognitiva, al fine di articolare un percorso che si interroga circa il ruolo, il posto e la legittimità del porsi dell’uomo nel mondo.

Al visitatore le foto si presentano coinvolgenti perché malgrado l’immagine sia frattalica conserva in sé gli elementi essenziali per il riconoscimento dell’archetipo naturale, dando la possibilità al fruitore di esplorare le molteplici immagini derivate dalla frantumazione e moltiplicazione dell’icona originaria.

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