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Albisola, fagiana “ruba” il cibo dei gatti e perde la coda

L'animale è stato soccorso dai volontari dell'Enpa che ora la stanno curando

Albisola S. Una giovane fagiana, appartenente alla sottospecie non comune definita “tenebrosa”, ha cercato di mangiare il cibo dei gatti di una colonia felina ma ha avuto la peggio, perdendo la coda. Il volatile, malconcio per l’attacco dei gatti della colonia, è stato recuperato da un’animalista e consegnato alle cure dei volontari della Protezione Animali.

E’ accaduto sulle alture di Albisola Capo, in via degli Ulivi. “Il volatile fa quasi certamente parte di un gruppo di fagiani d’allevamento, acquistati da Provincia ed Ambiti di Caccia per essere liberati pochi giorni prima dell’apertura della stagione venatoria, per diventare facile preda di una caccia anacronistica e senza alcun senso” attaccano dall’Enpa.

“Si tratta di poveri animali che non conoscono l’ambiente in cui vengono rilasciati, incapaci di procurarsi cibo ed acqua perché li hanno sempre trovati disponibili nelle voliere in cui hanno vissuto nei pochi giorni di accrescimento dopo la schiusa delle uova. Acquistati a migliaia a meno di sette euro l’uno, vengono suddivisi secondo criteri di ‘politica venatoria’ da ‘manuale Cencelli’, assolutamente avulsi da qualsiasi concetto di corretta gestione ambientale, tra le varie squadre comunali di cacciatori, per finire spesso, dopo solo poche ore, in bocca a volpi e gatti o semplicemente per morire di fame e sete; i più intraprendenti si avvicinano ai luoghi abitati poiché le pochissime cose che hanno imparato in voliera è associare la presenza dell’uomo al cibo che gli addetti dell’allevamento gli mettevano nelle mangiatoie” spiegano dall’associazione animalista.

“Nel mese scorso i volontari dell’Enpa ne hanno soccorsi una decina, affamati e disidratati nelle vie di Savona e degli altri paesi; la povera ‘tenebrosa’ verrà ospitata in un recinto in campagna fino alla chiusura della caccia al fagiano; poi verrà aperto il tetto in modo da permetterle di tornare a rifocillarsi finché non sarà divenuta autosufficiente e definitivamente libera” concludono dalla Protezione Animali Savonese.

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