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Albenga si collega al depuratore di Borghetto, il comitato civico: “Chiarezza sui rischi per il territorio”

Il gruppo si è fatto portavoce della “preoccupazione e delle perplessità degli abitanti del comune che ospita il depuratore"

Borghetto Santo Spirito. Continua a preoccupare il progetto per il collegamento del comprensorio ingauno e alassino al depuratore consortile di località Cappellotti a Borghetto Santo Spirito. E’ notizia di giorni fa il via libera preliminare che fa da preludio alla gara d’appalto integrato per la progettazione esecutiva e la realizzazione del primo lotto dei lavori.

L’intervento, nel suo complesso, riguarda il conferimento all’impianto di Borghetto dei reflui dei Comuni di Alassio, Albenga Cisano sul Neva, Garlenda, Laigueglia, Ortovero, Villanova d’Albenga e Zuccarello e, conseguentemente, l’ampliamento dello stesso depuratore. Il primo lotto funzionale consentirà di convogliare all’impianto di depurazione di Borghetto i reflui dell’abitato di Albenga in sponda sinistra del fiume Centa. La realizzazione di questa prima fase consentirà di chiudere la procedura di infrazione comunitaria che era stata aperta in quanto Albenga risultava tra i Comuni superiori ai 15 mila abitanti ancora privo di depuratore.

Si tratta di realizzare sul territorio ingauno una nuova stazione di sollevamento per consentire il convogliamento all’impianto di depurazione di Borghetto Santo Spirito del 70 per cento dei reflui prevenienti dal Comune di Albenga e di costruire un tratto di collettore nel territorio di Albenga per una lunghezza complessiva di circa tremila e 290 metri per il collegamento della stazione di sollevamento con la tubazione già esistente nel Comune di Ceriale.

Tale prospettiva preoccupa non poco il comitato civico “Tuteliamo Borghetto”, che ha deciso di farsi portavoce della “preoccupazione e delle perplessità degli abitanti del comune che ospita sul suo territorio l’impianto di depurazione”.

“La notizia dell’imminente gara d’appalto per la realizzazione della stazione di sollevamento a Campochiesa – fanno sapere dal comitato – ha risvegliato nei cittadini di Borghetto il timore per eventuali rischi e ripercussioni che si potrebbero verificare sul territorio in ambito ambientale, di vivibilità e di immagine turistica per un paese che di turismo vive. Nessuno, a partire dall’amministrazione locale, ha mai spiegato chiaramente quali sarebbero i veri rischi (ed i vantaggi per la nostra cittadina?) e le ripercussioni concrete sul territorio. Nessuno ha mai spiegato dettagliatamente come tutto il processo di allaccio, compreso il necessario ampliamento dell’impianto già esistente, verrebbe messo in pratica e con quali costi. E soprattutto da chi saranno sostenuti i costi. Nei mesi scorsi lo stesso sindaco di Borghetto, che non si è mai pubblicamente opposto all’allaccio, aveva paventato in un’intervista costi esorbitanti per l’intera operazione che si andrebbero a riversare sulle bollette dell’acqua con aumenti esagerati. Punto questo mai chiarito in seguito”.

Il comitato attende un segnale anche dalla Regione: “Da mesi ormai era calato il silenzio sulla questione e nel frattempo ci sono state le elezioni regionali e il cambio di giunta. La nuova amministrazione, però, non si è mai pronunciata pubblicamente sulla questione spinosa della depurazione del ponente savonese”.

I membri del gruppo vogliono vederci chiaro: “Vorremmo conoscere la posizione in merito della nuova giunta regionale, che annovera tra le sue fila anche rappresentanti dei territori coinvolti. Sono favorevoli al progetto di allaccio al depuratore di Borghetto come i loro predecessori burlandiani o sarebbero disponibili a riaprire le trattative per un progetto di depurazione autonoma del territorio albenganese? E comunque non chiediamo la luna, bensì un confronto con i cittadini, una comunicazione basata sull’informazione, sul contatto diretto sul territorio e sull’ascolto per una valutazione globale di tutto ciò che comporta una decisione così importante sulla vita di queste comunità a livello ambientale, sociale ed economico”.

Rifiuti e depuratore infiammano l'assemblea pubblica di

Un confronto finora sempre mancato: “Anche con gli amministratori locali che avrebbero dovuto fare da tramite e che invece non hanno mantenuto le promesse di trasparenza. E nel caso di allaccio (fermo restando che ci sembra strano che ‘uno’ a ‘casa sua’ debba per forza sottostare ad un ordine da terze persone) quali sarebbero i vantaggi per i cittadini di Borghetto costretti ad accogliere i reflui di un territorio che non è stato in grado di trovare una soluzione propria?”

“Attendiamo risposte in merito speranzosi anche in una assemblea pubblica da parte dell’attuale giunta per chiarire le idee a tutti i cittadini di Borghetto e ad una risposta chiara, precisa ed esaustiva anche da parte della Regione e dei suoi consiglieri”, conclude il comitato.

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