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Albenga, prime polemiche sul nuovo Puc: “Troppo cemento e poca tutela del territorio”

La posizione del Comitato Territoriale e del M5S sul nuovo Puc di Albenga: questa sera la presentazione al San Carlo

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Albenga. In attesa della presentazione ufficiale del Puc comunale che avverrà questa sera all’Auditorium San Carlo di Albenga non mancano già le polemiche sul nuovo strumento urbanistico. Per mercoledì prossimo è stato convocato il Consiglio comunale monotematico per l’approvazione del Puc.

“Riteniamo assolutamente criticabile il metodo e i tempi concessi a un esame di merito che tocca ai cittadini, non solo in funzione delle promesse elettorali dell’amministrazione, ma anche e soprattutto in quanto il Piano deve poter meglio garantire gli interessi collettivi. Nelle scelte attuali riscontriamo una mancata attenzione al futuro della città in una logica superata dai tempi che non garantisce modernità, innovazione e tutela del territorio” afferma il Comitato Territoriale che rappresenta Albenga e le frazioni.

“Nel merito la valutazione unanime dei cittadini che hanno partecipato ai lavori del Comitato sulle scelte di nuove edificazioni, presupposto di nuove cementificazioni sono da rigettare completamente sia nella città che nelle frazioni, anche all’evidenza di esistenza di un numero spropositato di edifici già esistenti e invenduti” afferma il presidente del Comitato Mario Di Gioia.

“Nei lavori del Comitato è emerso all’unanimità dei numerosi partecipanti, la necessità di promuovere delle politiche volte alla riqualificazione del tessuto urbano esistente, non di nuove cementificazioni con relativo consumo irreversibile di suolo. Non è comprensibile la decisione dell’Amministrazione di non rigettare totalmente il progetto della ferrovia a monte, opera faraonica, inutile, costosa e dannosa per gli interessi collettivi della città ancorché vecchia ormai oltre 40 anni”.

“Inoltre l’impossibilità di esaminare il Piano per la ristrettezza dei tempi non ci consente di valutare se esistono innovazioni tese ad un organico sviluppo futuro della città. Alla luce di queste valutazioni il nostro giudizio non è positivo, riteniamo che il Puc di Albenga debba nei prossimi giorni essere adeguatamente modificato con un confronto serio e obiettivo con i cittadini rappresentati dal Comitato Territoriale che non vogliono vedere nei prossimi anni cementificazioni selvagge, ma un rilancio economico e sociale nella logica degli interessi collettivi degli abitanti di Albenga e frazioni” conclude.

Ma il nuovo Puc è finito nel mirino anche del M5S albenganese: “Albenga non ha bisogno di un Puc, ormai vecchio di almeno 8 anni, che prevederà ulteriore cemento sulla Piana, elemento che comporterà un’ulteriore svalutazione degli immobili attualmente presenti sul già fortemente depresso mercato immobiliare, che ha l’ardire di voler costruire senza aver neanche un depuratore, senza neanche avere contezza delle unità abitative vuote, non affittate, non vendute – i famigerati beni strumentali, in mano ai costruttori, di cui si ignora, parola degli uffici tecnici, il numero – ed in considerazione del fatto che, presso l’ufficio tecnico comunale, sono parcheggiate decine di pratiche edilizie e progetti, che non vengono ritirati perché costruire oggi non conviene”.

“Il M5S si oppone duramente al continuo consumo di suolo a discapito dell’agricoltura e dei cittadini tutti, ricordando che per questo progetto si sono spesi già spesi più di 650.000 euro di soldi pubblici. Questo Puc dovrebbe contenere parole come, riqualificazione, messa in sicurezza il territorio dal dissesto idrogeologico, viabilità sostenibile ma non ne abbiamo trovato traccia”.

“L’ultima campagna elettorale è stata ricca di promesse da parte dell’attuale amministrazione, che sosteneva politiche urbanistiche ecologiche ed ecosostenibili, non vorrà tradire il suo elettorato per la mera riscossione degli oneri di urbanizzazione?”

“Il M5S è per il cemento “sostenibile” e non voterà l’approvazione del Puc così come è stato presentato perché non corrisponde all’idea di città che abbiamo e che ha la maggior parte della cittadinanza e ci riserva di effettuare tutte le proposte, che riteniamo migliorative, in accordo con le associazioni cittadine e di categoria, affinché la voce dei molti sovrasti quella dei (spesso troppo influenti) pochi” conclude.

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