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Alassio, rimozione del monumento a Bestoso: la figlia pronta a chiedere lo spostamento al cimitero di Stellanello

E la nipote lancia l’appello su Facebook: “Aiutatemi a salvare il monumento di mio nonno"

Alassio. Portare via il monumento da Alassio e trasferirlo a Stellanello, dove suo padre riposa. E’ questa la richiesta che domani Linda Bestoso, la figlia di Mario Bestoso, presenterà al sindaco della città del muretto Enzo Canepa.

Ad annunciarlo è l’ex primo cittadino Roberto Avogadro, che precisa: “Se il monumento verrà rimosso, Linda Bestoso (che ora ha 83 anni ma all’epoca dell’uccisione di suo padre era una bimba) chiede ufficialmente che non resti un giorno di più sul territorio alassino ma che sia trasferito nel cimitero di Stellanello dove suo padre riposa. A questo proposito domani cercherà di incontrare l’amministrazione comunale di Alassio dalla quale non è nemmeno stata avvisata di questa decisione. La signora Linda infatti ritiene che una città senza memoria e senza rispetto del suo passato non si meriti la permanenza del monumento”.

La nipote di Bestoso, Graziella Danio, ha lanciato l’appello su Facebook: “A tutti gli amici di Facebook chiedo di aiutarmi nella campagna per salvare il monumento di mio nonno morto trucidato nel 44 sul molo. L’amministrazione lo vuole spostare per una mera questione estetica e di prospettiva”.

A rendere nota la decisione dell’amministrazione Canepa è stato l’ex sindaco Avogadro, che ha definito il provvedimento “Una cosa gravissima, gravissima sotto molteplici punti di vista, e per l’ennesima volta dimostra l’arroganza, la rozzezza e la mancanza di cultura di questa amministrazione. Non è un caso che il pontile di Alassio sia intitolato a Mario Bestoso, che il monumento in sua memoria sia stato collocato proprio in questo posto nel 1996 con un discorso commemorativo del giudice Capponetto, che tradizionalmente le celebrazioni del 25 Aprile terminano proprio in questo punto con la deposizione di una corona di alloro: fu infatti in questo luogo che nel 1944 Mario Bestoso fu trucidato dopo un processo sommario dai nazi-fascisti. Questo posto è diventato negli anni luogo della memoria, non solo di una Persona, ma di un intero tragico periodo storico e di tutti quelli che in quegli anni persero la vita in nome della Libertà”.

“Rimuovere questo monumento, opera dello scultore Raffaele Mondazzi, dimostra che chi ci amministra non conosce Alassio, le sue tradizioni, la sua cultura, o forse peggio, se la conosce la disprezza e non le tiene in alcun conto – aveva detto Avogadro – La motivazione addotta è assolutamente risibile, permettere la visione del pontile in una nuova prospettiva. Una motivazione che si può accettare da un architetto che calato da Marte si concentra solo sull’aspetto tecnico di questa scelta ma che non può essere avvallata se sostenuta da una amministrazione comunale che dovrebbe conoscere quelli che sono i valori della Città da loro amministrata, e la memoria Mario Bestoso costituisce uno di questi valori” aggiunge ancora Avogadro.

“Ma gli affronti in questa storia non finiscono qui. Qualcuno di questa amministrazione si è degnato di avvisare i parenti di Mario Bestoso che per decisione di sindaco, vicesindaco, ecc. Da questo momento il loro congiunto non rappresenta più per Alassio una memoria degna di questo nome ma è stata avviata sulla strada del dimenticatoio. Qualcuno di questi ha avvisato la figlia Linda Bestoso, ora ottantreenne, che nel 1944 perse il padre a tredici anni, che sul luogo dove fu ammazzato suo padre non c’è più posto per monumento commemorativo perché rovina l’estetica del pontile”.

“Cara Linda l’Alassio per bene ti è vicina, come lo è sempre stata in tutti questi anni, e di tuo Padre si continuerà a parlare con enorme rispetto per lunghissimo tempo, non saranno certo le scelte scellerate, insensibili, miopi, arroganti e barbare di questa amministrazione a scalfire la Sua memoria” concludeva l’ex sindaco alassino.

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