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Al via il progetto “Squadra Droni ANA–Protezione Civile”

Inizia la sperimentazione dell’Università di Genova con l’Associazione Nazionale Alpini per la ricerca dei dispersi e il monitoraggio territoriale

Savona. A un anno esatto (18 settembre 2014) dalla firma dell’Accordo Quadro tra ANA-Prot.Civile e DIBRIS (Dipartimento di Informatica, Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei Sistemi) dell’Università degli Studi di Genova, è al via la fase di sperimentazione sul campo del progetto “Squadra Droni ANA-Protezione Civile”, a cui si è di recente aggiunta anche la Croce Rossa Italiana-Comitato Provinciale di Savona. 

L’efficacia dell’uso di “droni” (tecnicamente il termine esatto è APR: Aeromobili a Pilotaggio Remoto, in inglese UAV: Unmanned Aerial Vehicles) nella ricerca di dispersi in condizioni operative di meteo, luce, ostacoli e affollamento è stata dimostrata sperimentalmente negli ultimi anni in diverse progetti di ricerca finanziati a livello europeo ed internazionale, ma solo in fase pionieristica. UNIGE con ANA e Protezione Civile stanno verificando operativamente l’efficacia della ricerca.

Nel primo anno, grazie alla la creazione di un gruppo di lavoro misto coordinato dall’Ing. Giuseppe Bonaldi per ANA e dal Prof. Ing. Gianni Vercelli per il DIBRIS, si è dapprima puntato sulla formazione come piloti droni di un primo nucleo di volontari di protezione civile. Quindi sono stati studiati gli scenari operativi su cui fare la sperimentazione in collaborazione con le altre Specializzazioni ANA (Alpinistica, Cinofila, Sanitaria) e, grazie al supporto del Comando Truppe Alpine nella persona del Comandante, Generale Federico Bonato, sono stati definiti i piani di lavoro dettagliati per la fase di sperimentazione sul campo.

Compito dell’ANA sono il raccordo e la validazione operativa con la Protezione Civile e gli altri Enti Territoriali coinvolti, mentre il DIBRIS coordina le attività di ricerca e di formazione. Il progetto, di durata triennale, prevede in questo secondo anno la prototipazione di droni specifici per i diversi scenari studiati (disgaggio frane, monitoraggio esondazioni, ricerca dispersi in territorio boschivo) e la definizione delle relative procedure operative, mentre il terzo anno sarà dedicato alla formazione specialistica di gruppi volontari verso le professionalità necessarie (piloti/esploratori, operatori video, capi-squadra), dotandoli delle attrezzature necessarie e infine la validazione operativa dei risultati raggiunti, in vista di una messa a regime funzionale all’interno delle sezioni territoriali ANA-Protezione Civile.

Gli obiettivi finali sono ambiziosi e i fondi necessari per centrarli sono importanti; le realizzazioni in corso consistono nella progettazione e realizzazione di un prototipo operativo di squadra droni (composto da 2 micro-droni e 1 mini-drone master); un prototipo operativo di smart-wearable backpack (uno “zainetto” sensorizzato portatile per i volontari piloti-operatori ANA); la riprogettazione di una stazione base mobile, grazie alla collaborazione con CRI, in grado di funzionare da base logistica, comunicazione e officina mobile per la squadra droni; un percorso di formazione e sperimentazione che permette la omologazione ENAC; la sperimentazione di sensori innovativi e dedicati agli scenari individuati e la validazione sul campo per mezzo delle esercitazioni di Protezione Civile svolte da ANA. 

“Il progetto, è molto ambizioso, ma in via di realizzazione e ormai siamo passati da una fase di formazione e studio a una fase di sperimentazione e quasi operatività –spiega il professor Vercelli– Lo scopo finale è quello di dotare ogni sezione ANA operante in zone a rischio di una squadra in cui ci sia almeno uno dei volontari specializzati nel pilotaggio droni e un operatore specializzato in ricerca dispersi. Nel 2016 inizieremo con alcune sezioni ANA del il 1° Raggruppamento, cioè Liguria, Piemonte, Valle D’Aosta e Francia, per poi estenderla, se troveremo finanziamenti adeguati, a tutte le sezioni e a tutti i Raggruppamenti nazionali”.

Realizzata la squadra di droni, parallelamente alla fase, fondamentale, di formazione del primo gruppo di piloti (il corso terminerà a ottobre 2015) è iniziata la fase di sperimentazione con la squadra alpinistica dell’ANA, che si occupa di tutte le attività di Protezione Civile. In particolare le esercitazioni riguardano: il disgaggio, ossia la messa in protezione in caso di frana, le inondazioni e la ricerca dei dispersi. In caso di frane e inondazioni, infatti, l’impiego dei droni permette verifiche e valutazioni dei rischi più semplici e rapide: in particolare nei territori ad alto rischio, come molte zone di Genova e della Liguria, il monitoraggio multitemporale permette di conoscere costantemente la situazione per poter intervenire in modo preventivo ed emergenziale in tempi molto rapidi. Per la ricerca dei dispersi, invece, si sta provando la sperimentazione con la squadra cinofila dell’ANA del terzo raggruppamento (Triveneto).

A questo si è aggiunta l’attività con la CRI del Comitato Provinciale di Savona, che metterà a disposizione una stazione mobile per l’attività di recupero e salvataggio con l’impiego dei droni come cargo per il trasporto di attrezzature mediche e soprattutto come triage remoto.

Le norme vigenti dell’Enac non consentono di pilotare un drone senza la cosiddetta VLOS (Visual Line of Sight), ossia la navigazione a vista. Per rispettare la vigente normative, ma poter procedere nella ricerca e sperimentazione in modalità Extended VLOS, e in futuro BLOS (navigazione oltre la linea di visuale), l’Unige si doterà presso il Campus di Savona di una “arena droni” gonfiabile chiusa costruita appositamente dalla Fly-In, in modo che i piloti “principianti” controllino i droni dall’esterno il volo dei droni, sperimentando le varie modalità, compresa la FPV (First-Person View).

 

 

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