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Loano, ritrovato dopo 72 anni un alpino disperso in Russia nella 2^ guerra mondiale fotogallery

Angelo "Giulin" Burlando riposa in una fossa comune in Russia

Loano. Riportarlo materialmente a casa e abbracciarlo così come meriterebbe sarà impossibile, ma ora almeno ci sono la certezza di sapere quale sia stata la sua sorte e un posto dove poterlo andare a ricordare e piangere.

Loano, ritrovato alpino disperso da 72 anni

Dopo 72 anni, sono stati finalmente individuati i resti di Angelo “Giulin” Burlando, alpino loanese partito per Russia durante la seconda guerra mondiale e mai ritornato a casa. Il luogo in cui riposano le sue spoglie mortali è stato individuato poco tempo fa dal ministero della difesa, che dal 1992 lavora per ricostruire il destino degli italiani catturati dai russi durante il conflitto.

Giovedì scorso i nipoti di Angelo Burlando sono stati convocati dai carabinieri della caserma di Loano, che dovevano consegnare a ciascuno di loro un plico contenente una comunicazione ufficiale del ministero e un tricolore italiano.

“Quando hanno chiamato non ci volevo credere – spiega una delle nipoti, Maria Grazia Burlando – Ci hanno detto che avevano delle informazioni a proposito di nostro zio. Ho avuto un tuffo al cuore. Io mi ero perfino immaginata che fosse ancora vivo, che fosse stato ‘ritrovato’ ultranovantenne in qualche sperduto paese della Russia e potessimo andare a prenderlo e riportarlo a casa”.

Invece le cose non stavano proprio così. “Nel 1992 – si legge nella lettera inviata alla famiglia dal commissariato generale per le onoranze ai caduti del ministero della difesa – le autorità russe hanno consegnato al governo italiano gli elenchi dei militari italiani catturati dall’esercito sovietico nel corso della 2^ guerra mondiale. Tali elenchi, precedentemente custoditi negli archivi segreti dell’Unione Sovietica, non erano mai stati resi consultabili alle autorità italiane”.

Da quell’anno, il commissariato generale, grazie anche al contributo dell’Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia, ha effettuato “una continua attività di traslitterazione dei nomi di quegli elenchi, incrociandone i dati con quelli dei documenti in possesso delle autorità italiane”.

E’ così che è saltato fuori il nome di Angelo Burlando, che “già dichiarato disperso, fu invece catturato dai sovietici ed internato nel lager ospedale n° 1.149 di Belaia Khouluniza (Regione di Kirov – Russia) ove morì il 1^ marzo 1943”.

Le speranze della famiglia Burlando di poter riportare a casa Angelo sono andate vanificate. E non solo quelle: “La speranza di poter recuperare e rimpatriare i resti mortali dei nostri caduti sepolti a Belaia Kholuniza è praticamente nulla atteso che nella predetta località – come avvenuti in altri campi di prigionia – gli stessi sono stati tumulati dai sovietici in sepolture comuni unitamente a quelli di altre nazionalità. Tutto ciò rende impossibile procedere all’identificazione dei singoli caduti, che rimangono accomunati per l’eternità da un unico tragico destino”.

Ma c’è una consolazione: “Sia di conforto alla famiglia sapere che mai potrà venire meno la riconoscenza e la memoria verso chi ha donato la vita per la Patria“, conclude la lettera.

“Quando ho letto le ultime righe – confida Maria Grazia Burlando – mi sono commossa. Mia nonna ha aspettato per tutta la vita il ritorno di mio zio. Dopo la fine della guerra, ha continuato a scrivere al distretto degli alpini di Savona, al ministero e al governo per avere informazioni e sollecitare le ricerche. Non ha mai perso le speranze. Di notte lasciava sempre la porta di casa aperta nel caso fosse tornato all’improvviso. E’ morta senza sapere nulla”.

Ora finalmente è arrivata la notizia di quale sia stata la sua sorte: “Quando ci hanno chiamato è stata un’emozione indescrivibile – racconta ancora Maria Grazia – Ne ho sempre sentito parlare, non l’ho mai conosciuto ma ne ho sempre sentito parlare. Purtroppo non potrà tornare a casa, ma tornano a casa i nostri cuori, visto che ora sappiamo dov’è“.

Angelo “Giulin” Burlando era nato a Loano il 27 dicembre 1920. Nel 1941 era stato arruolato nel 2^ reggimento degli alpini di Borgo San Dalmazzo (della divisione degli alpini del cuneese). Dopo qualche mese di vita militare era stato “spedito” in Russia insieme a tanti altri connazionali. Da quel momento in poi, di lui non si seppe più nulla. Dopo la sua presunta morte è stato insignito della medaglia d’oro al valore militare. Il suo nome figura tra quello dei caduti e degli scomparsi iscritti sul monumento in memoria dei soldati loanesi di tutte le guerre e anche nell’elenco degli alpini caduti di Loano, ma ora dovrà essere rimosso.

Informati dei fatti, il Comune e il gruppo alpini di Loano hanno già iniziato a lavorare ad una manifestazione per celebrare il sacrificio del loro compaesano caduto. “Leggere la lettera inviata alla famiglia Burlando è stato estremamente commovente – commenta il sindaco Luigi Pignocca – Angelo Burlando è partito alla volta della Russia per servire la propria patria. Non solo non ha fatto più ritorno a casa, ma in quella circostanza ha anche perso la vita dopo essere stato fatto prigioniero ed internato. E‘ più che doveroso, quindi, onorarlo come merita. E ciò avverrà in occasione del 4 novembre, giornata dell’unità nazionale e festa delle forze armate. Quel giorno celebreremo una funzione in sua memoria e il suo nome verrà rimosso dall’elenco dei dispersi e ricollocato tra i caduti per la patria”.

Commenti

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  1. gian joao
    Scritto da gian joao

    francamente la retorica del “Sia di conforto alla famiglia sapere che mai potrà venire meno la riconoscenza e la memoria verso chi ha donato la vita per la Patria“ potevano risparmiarsela visto che i soldati in Russia furono mandati a crepare come bestie per allisciare il pelo al baffetto rachitico. La patria e tutti i caduti sarebbero stati molto meglio restandosene a casa.

  2. Paolo1
    Scritto da Paolo1

    Caro fratello Angelo riposa in pace e che il Regno Celeste sia sia la tua meritata dimora.