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Tovo, minoranza all’attacco: “Giusto migliorare illuminazione, sbagliati tempi e costi”

Tovo San Giacomo. “M’illumino di meno” è un’iniziativa simbolica di sensibilizzazione al risparmio energetico, il cui nome prende spunto dai celebri versi di Giuseppe Ungaretti “M’illumino d’immenso”. Una campagna nazionale che dà seguito alle indicazioni del Protocollo di Kyoto, invitando a ridurre al minimo il consumo energetico, spegnendo luci di monumenti e uffici pubblici. Questa iniziativa è stata accolta dal Comune di Tovo con un progetto di manutenzione ed efficientazione energetica degli impianti di pubblica illuminazione attraverso la sostituzione di 571 corpi illuminanti, dotati di lampade al mercurio, con sorgenti luminose a led.

Una scelta che ora finisce nel mirino della maggioranza: sotto accusa soprattutto il fatto che, a Tovo, attualmente la proprietà degli impianti di pubblica illuminazione è condivisa tra Comune stesso e Società Enel Sole. “Nel recente Consiglio comunale – racconta infatti Luca Folco, capogruppo della lista di minoranza Progetto Futuro – abbiamo mosso delle perplessità sull’attuazione della procedura di affidamento esclusivo di un contratto pubblico ad un unico gestore, senza avviare una selezione di partecipanti, per valutare l’offerta economica più vantaggiosa”.

Inoltre l’importo stimato per la realizzazione del servizio supera i 350.000 euro, da riconoscersi attraverso il pagamento di un canone annuale per nove anni complessivi, al termine dei quali il Comune diventerà unico proprietario di tutti i corpi illuminanti: “Su questi numeri però rimangono dei punti oscuri – denuncia Folco – poiché la documentazione tecnica, che attesta la sostenibilità dell’operazione finanziaria, è stata eseguita da esperti ‘super partes’ della società Enel Sole. I tempi di realizzazione appaiono brevi, come velocemente si è ratificata la convenzione con il gestore energetico (nata nel 2003 e scaduta nel 2012) sulla base di misure urgenti: ma è possibile avvalersi di misure urgenti per garantire la necessaria continuità nell’erogazione di servizi pubblici, con un contratto scaduto già da tre anni?”.

“Riteniamo che si è andati ben oltre il termine naturale del contratto per procedere con carattere di urgenza per un servizio che non ha nulla a che fare con le procedure di emergenza, perché il paese è sicuramente sotto illuminato, ma non sembra completamente al buio – prosegue Folco – Pensiamo sia giusto e doveroso perseguire l’obiettivo che garantisca un’illuminazione adeguata, agendo sull’impiego di tecnologie innovative, in altre parole scegliendo sorgenti illuminotecniche superiori, salvaguardando aspetti economici ed ecologici, ma non in questo momento e non a questi costi“.

“Temiamo che il frazionamento estremo di piani e programmi porti alla massima dispersione di risorse economiche – aggiunge ancora l’esponente della minoranza – che graverebbe sulla situazione finanziaria del nostro Comune. L’Amministrazione è già palesemente in difficoltà, anche su misure di scarsa entità come chiudere buche e falle sul manto stradale, attuando miserevoli e poco longevi interventi di manutenzione ‘usa e getta’. Ad oggi, questo progetto di efficienza energetica sembra spropositato, assomiglia ad uno spot pubblicitario per ‘illuminare’ la futura campagna elettorale, piuttosto che dettato da reali esigenze del paese”.

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