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Sospese le ordinazioni diaconali, la rivoluzione Borghetti continua

Albenga. “La rivoluzione sarà epocale”, aveva detto un sacerdote al Seminario Vescovile il 25 marzo scorso nel giorno in cui monsignor Guglielmo Borghetti faceva il suo ingresso in Diocesi.

Ed in effetti la rivoluzione è iniziata in gran fretta. Monsignor Borghetti, coadiutore di Oliveri, ha preso in mano la Diocesi e la sua agenda. Ha depennato quattro ordinazioni diaconali. Erano state fissate proprio da Oliveri per domani.

E così Christian Minossi che l’anno scorso era stato dimesso dai padri Carmelitani di Genova, quindi per Marco Lunardi, che non era stato accolto dalla diocesi di Vicenza, per Gianluigi Peirano, che frequenta l’istituto superiore di scienze religiose ma che ancora non è arrivato al 5° anno di studi e Gioele Genchi ex allievo del seminario romano, ci sarà ancora da aspettare.

E che dire poi di quel sacerdote di Diano Castello, nell’Imperiese, che ha dovuto sospendere le “messe di guarigione” con l’imposizione dello spirito santo?  “Troppo clamore sui media, meglio congelarle”, deve aver pensato il vescovo Borghetti che aveva spedito una breve nota ai giornali dopo che nell’Imperiese si era vissuto nuovamente l’effetto Milingo che anni fa aveva richiamato fedeli da ogni parte d’Italia a Cervo.

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