IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Settimana corta nelle scuole savonesi: la protesta dei docenti del Bruno e di due studentesse del Chiabrera foto

I professori del liceo ingauno e le studentesse di quello savonese hanno scritto due lettere alla Provincia: annunciata anche una manifestazione

Savona. Settimana corta nelle scuole della Provincia di Savona. La scelta dell’amministrazione provinciale di Savona di imporre a tutte le Scuole Superiori savonesi, nel prossimo anno scolastico, la chiusura al sabato per motivi di risparmio ed economia, sta sollevando un mare di polemiche.

Nelle ultime ore a dichiarare la propria contrarietà sono stati sia il collegio dei docenti del Liceo Giordano Bruno di Albenga che due studentesse del Liceo Chiabrera di Savona che hanno annunciato per il prossimo 3 giugno un sit-in di protesta davanti a Palazzo Nervi.

Pubblichiamo integralmente le due “lettere aperte” sulla questione inviateci dai professori del liceo ingauno e dalle studentesse di Savona.

Il Collegio dei Docenti del Liceo Giordano Bruno di Albenga dichiara ancora una volta la propria contrarietà. Lo dichiara mentre la Buona Scuola, in attesa dell’esame del Senato, proclama che l’istruzione è la base di ogni sviluppo e che l’autonomia scolastica è un valore irrinunciabile. Lo dichiara perché rispondere alla dispersione scolastica, il male per eccellenza della scuola italiana, sovraccaricando alunni con difficoltà di concentrazione, alunni dai bisogni educativi speciali, alunni con difficoltà linguistiche, va esattamente nella direzione opposta rispetto al primo mandato che la Costituzione, l’Europa, l’OCSE e la coscienza civica ci additano da anni. Ma non secondo una Provincia che non ha ascoltato ragioni.

Infatti la didattica su cinque giorni, soprattutto in un territorio come il nostro, con molti studenti (fra i 1200 iscritti del prossimo anno) residenti in luoghi distanti dalla scuola, comporta necessariamente una ripartizione squilibrata del tempo sia nella didattica in classe, sia nella rielaborazione dello studio domestico. Non si intende discutere l’obiettivo di risparmio perseguito con la chiusura del sabato, ma solosottolineare che la Provincia, che come ente locale ha senso di esistere proprio per ascoltare il territorio, avrebbe potuto prendere in esame molte altre soluzioni per realizzare analoghe economie.

Invece la risposta a decenni di sprechi è tagliare sul futuro delle nuove generazioni. Ancora e per l’ennesima volta. Senza nessun rispetto, anzi in plateale violazione della tanto decantata autonomia delle scuole. Forse si vuol far tornare il Liceo ad essere il luogo elitario di chi si può permettere lezioni private e generosi sostegni allo studio. Forse lo si vuol far disertare da chi abita troppo lontano e non può sommare al carico di ore di lezione anche quello del viaggio e dello studio domestico.
Forse lo si vuol far disertare da chi ha bisogno di un po’ più di tempo. Di un po’ più di attenzione. Di un po’ più di respiro tra un’interrogazione e un’altra. Ma la Provincia risparmierà qualche ettolitro di gasolio.

Il Collegio dei Docentidel Liceo Statale “Giordano Bruno”di Albenga

Il diktat provinciale ci ha imposto la cosiddetta “settimana corta” per risparmiare sulle spese del riscaldamento del sabato mattina.

È davvero necessario che la scuola venga penalizzata per un modesto ritorno economico? Noi studenti non la pensiamo così (si tratterebbe infatti di appena una ventina di sabati).

Come possiamo mantenere la concentrazione per sei ore consecutive di greco, latino, matematica e filosofia? Il nostro percorso formativo non ce lo permette. Come organizzare test e interrogazioni senza sovrapporle? Il tempo manca già adesso (costretti, come siamo, in classi pollaio!) e la programmazione delle verifiche risulterebbe impossibile. E la provincia ha pensato agli studenti pendolari? Questi ragazzi escono di casa alle 6.30 per ritornarvi alle 15:00, addirittura, grazie a questa nuova disposizione, alle 17:00. Come può uno studente organizzarsi lo studio a casa conciliandolo con attività extra-scolastiche? Sarebbe anche la morte dei nostri progetti (Progetto θέατρον “Coribanti”, Polo Di Filosofia, Progetto di fisica EEE, W Storia Dell’Arte) svolti in orario extracurricolare.

Ed è giusto che sia la famiglia a provvedere alle spese dei pranzi fuori casa? La scuola dovrebbe allora essere dotata di strutture che possano garantire questi servizi.

Forse la provincia non si è posta queste domande, noi si. Basterebbero piccoli accorgimenti per risparmiare sul riscaldamento senza danneggiare il nostro rendimento scolastico: regolare la temperatura interna rispettando i parametri ministeriali, ma senza eccessi (non è il caso di indossare vestiti estivi in pieno inverno o arrivare al punto di dover aprire le finestre per il troppo caldo!) e perché non inserire valvole termostatiche per minimizzare gli sprechi? Per avere un risparmio concreto si dovrebbe sostituire l’obsoleto impianto in ghisa della nostra scuola con uno più moderno in alluminio (peraltro l’unico in grado di garantire il raggiungimento della temperatura minima consentita il lunedì mattina dopo due giorni di inattività dell’impianto).

Chiediamo pertanto alla provincia la dimostrazione e la quantificazione esatta del risparmio effettivo derivante da tale provvedimento.

In un momento in cui solamente noi studenti sembriamo ancora interessati alla difesa della cultura e al mantenimento reale di una “buona scuola”, abbiamo deciso di far sentire la nostra voce organizzando una manifestazione, pacifica e indipendente, che si terrà nella giornata di Mercoledì 3 Giugno. Ci riuniremo per un sit-in davanti alla provincia dove tutti i partecipanti saranno coinvolti in un momento di riflessione culturale e libera lettura a simboleggiare il valore che l’istruzione ha ancora per noi ragazzi.

Camilla Gastaldi e Margherita Paggi
(Liceo Classico G.Chiabrera)

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.