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Savona, in consiglio comunale quattro interpellanze di “Noi per Savona”

Le interrogazioni saranno discusse in occasione della riunione di domani

Savona. Sono quattro le interpellanze presentate dal gruppo di minoranza “Noi per Savona – Verdi” di Daniela Pongiglione che saranno discusse in occasione della riunione del consiglio comunale di Savona di domani.

“Con questi documenti – spiega il consigliere – chiedo informazioni sul progetto per un deposito di stoccaggio del bitume in porto a Savona; sulla situazione nella società partecipata Tpl dopo il licenziamento del direttore; sugli interventi di copertura di tratti dell’Aurelia bis; sul finanziamento dei lavori di restauro del Complesso del Brandale“.

Il primo testo affronta il problema dell’installazione di un deposito di bitume della capacità di 45 mila tonnellate sulla Punta Sant’Erasmo nel porto di Savona: “Del progetto si sa soltanto che è stato autorizzato dalla Regione, con l’obbligo che vengano rispettate alcune prescrizioni relative al ‘contenimento del disturbo acustico, della dispersione delle polveri e dell’immissione di scarichi inquinanti in atmosfera’ e che la Società ‘Bit Savona scrl’ proprietaria dei depositi, faccia monitorare il disturbo olfattivo nel raggio di tre chilometri, e si attivi per impedire che l’odore provocato dall’attività (si tratta del tipico odore di uova marce) ‘impatti in maniera significativa’”.

Ricorda Daniela Pongiglione: “Il bitume a temperatura ambiente si presenta allo stato solido ed è generalmente accettato che in questo stato sia una sostanza ‘inerte’ , cioè che non crei rischi per la salute. Ma per facilitarne il trasporto, lo stoccaggio e l’uso, il bitume viene riscaldato e mantenuto allo stato fuso: nei serbatoi viene tenuto a temperature dai 145° ai 165° centigradi e anche durante il trasporto il bitume è necessariamente allo stato liquido. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha valutato come estremamente pericolosi i vapori rilasciati dal bitume allo stato fuso. In particolare, a temperature superiori ai 140°, il bitume rilascia idrogeno solforato che è mortale se inalato ad alte dosi e che, anche a basse dosi, può causare patologie molto gravi”.

“Con questa interpellanza chiedo informazioni al sindaco su questa attività in progetto che comporterà un ingente traffico di vagoni ferroviari e di camion. I passaggi di tali mezzi sono stimati in diverse migliaia di unità all’anno e attraverseranno la città con un carico che, anche se trasportato in contenitori speciali, costituirà comunque un rischio. Inoltre la collocazione dei depositi è molto vicina in linea d’aria al centro (la zona è sul mare, all’altezza della nuova sede dell’autorità portuale) e all’ospedale. Per un’installazione analoga in Australia, presso il terminal di Port Botany – Sidney , è stata indicata una distanza di sicurezza di almeno un chilometro tra i depositi e la zona residenziale. Anche l’impatto visivo delle strutture è assai rilevante: i serbatoi più grandi avranno un’altezza di 19 metri. Infine, le relazioni tecniche allegate al progetto trattano in modo generico aspetti nodali (impatto sul traffico cittadino, rischi per la popolazione, procedure d’emergenza) e con affermazioni rassicuranti contraddicono quanto pubblicato da autorevoli fonti specialistiche sull’argomento ‘Depositi di bitume’. Perciò è importante che l’amministrazione segua con particolare attenzione questo problema e che ci informi in dettaglio sul progetto e su quanto sia stato richiesto e prescritto dal Comune alla Società ‘Bit Savona scrl'”.

Un’altra interpellanza riguarda gli “Interventi di copertura di tratti di Aurelia bis”: “Il 23 settembre 2014, l’assessore Paita in un incontro in Sala Rossa con Anas, Regione e Comune di Savona, sentite le richieste dei Cittadini, aveva espresso l’intenzione di chiedere la copertura del tratto in uscita dell’Aurelia bis in corrispondenza di via Schiantapetto e la copertura dell’Aurelia bis nel passaggio di Miramare. Il mese scorso sulla stampa locale è apparsa la notizia dell’esistenza di un progetto per ‘interventi di mitigazione dell’impatto ambientale’, progetto redatto nel dicembre 2014 dallo Studio 5+1 su incarico di Anas. Chiedo perciò al sindaco quali informazioni abbia l’amministrazione circa progetti relativi a varianti sullo svincolo di Miramare, sulla zona della Rusca, sul percorso dell’Aurelia bis e se sia a conoscenza del progetto dello Studio 5+1 di cui hanno parlato i giornali. Chiedo infine informazioni sugli incidenti verificatisi nel cantiere dell’Aurelia bis il primo maggio”.

La terza interpellanza chiede informazioni sulla attuale situazione in Tpl (società partecipata del Comune di Savona) dopo il licenziamento del direttore Gommellini e l’assunzione di tale funzione da parte del presidente Strinati.

pl lavori progettati dal 2008 e finanziati con fondi europei: “Nel 2009 l’allora vice sindaco Caviglia comunicò che i fondi erano stati concessi. La Regione avrebbe finanziato l’intervento con 640 mila euro e il Comune avrebbe impegnato, da parte sua, 160 mila euro. Nel 2010 la giunta approvava il progetto definitivo e nel 2012 con una cerimonia pubblica, alla presenza del sindaco, ci fu la presentazione del progetto. Però sulla stampa locale sono comparse dichiarazioni del sindaco Berruti che definiscono ‘a rischio’ i finanziamenti preannunciati. Perciò con l’interpellanza chiedo quale sia la reale situazione del finanziamento del progetto e quali passi intenda compiere l’amministrazione perché venga finalmente realizzato questo progetto importante per la città e approvato e finanziato da molto anni”.

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