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Regionali, Camiciottoli in visita all’ospedale di Albenga: “Delirio di disservizi”

Albenga. Durante il suo tour elettorale in giro per la provincia di Savona, il sindaco di Pontinvrea Matteo Camiciottoli, candidato per Fratelli d’Italia alle prossime regionali, ha fatto visita all’ospedale di Albenga ricevuto da alcuni esponenti del sindacato apartitico NurSind.

“E’ un delirio di disservizi quello che sto constatando di persona su tutto il territorio provinciale è l’applicazione di una politica demente che il centrosinistra ha applicato al nostro territorio: questo mi rassicura perché dal primo giugno quando finalmente governeremo la Liguria, le ricette per ridare dignità e diritti ai cittadini e gli operatori in questo caso della sanità non sono così complesse. Non mi stupisco che la candidata alla presidenza del centro sinistra Raffaella Paita venga solo fischiata dai pazienti del nosocomio ingauno”.

“L’ospedale di Albenga è il nosocomio storico del ponente savonese, presente in un comprensorio che attualmente ha un bacino d’utenza di circa 65.000 residenti a cui si aggiungono, nel periodo estivo, un numero elevato di turisti che raggiunge, nel week end e ad agosto, oltre 250.000 presenze suddivise sulla costa fra Andora, Laigueglia, Alassio, Albenga e Ceriale. La morfologia del territorio, inoltre, impone la conferma di ospedale e pronto soccorso ad Albenga in quanto per arrivare eventualmente ad altro ospedale più vicino, il Santa Corona di Pietra Ligure o l’ospedale di Imperia, il tempo di intervento non garantisce la sicurezza per la vita dei cittadini colpiti da codici rossi e gialli: se c’è un incidente sulla statale che porta da Albenga a Garessio, ad Erli per esempio, per arrivare all’ospedale di Albenga ci vogliono mediamente 20/30 minuti mentre se si dovesse portare il paziente a Pietra Ligure il tempo come minimo raddoppierebbe; se l’intervento di soccorso avvenisse nel fine settimana, la domenica pomeriggio, l’ambulanza rischierebbe di rimanere bloccata nel traffico, sia esso sulla litoranea Aurelia o sull’autostrada, con grave rischio di incolumità della salute”.

“In una situazione così grave, negli anni il pronto soccorso di Albenga, invece che potenziarlo, è stato declassato a Punto di Primo Intervento: i medici sono attrezzati per ricevere codici bianchi e verdi. Tuttavia, proprio a causa della morfologia del territorio, continuano ad arrivare codici gialli e pazienti in pericolo di vita. In queste occasioni, infermieri e medici fanno quello che possono con gli strumenti che hanno a disposizione, lavorano ovviamente male con rischio di errore decisamente elevato. Dalla direzione hanno spiegato che il declassamento da Pronto Soccorso a Punto di Primo Intervento è dovuto ad una questione di costi, quindi accorpamento al Santa Corona dei casi più gravi per lasciare al PPI di Albenga i casi minori e, con essi, un numero di accessi inferiore agli anni in cui era Pronto Soccorso. Tutto falso: come detto, continuano ad esserci accessi di codici gialli e rossi, continuano ad esserci accessi di codici bianchi e verdi che, sommati tra loro, evidenziano un numero di casi di intervento sempre maggiore di anno in anno”.

“Per tagliare i costi hanno tolto i tecnici di laboratorio e messo dei macchinari, per le analisi, automatici ad uso diretto degli infermieri; questi macchinari, e relative analisi, hanno un costo di gestione annuale maggiore rispetto a quando c’era il laboratorio con gli analisti. Questo è solo l’esempio di come stanno trattando l’ospedale di Albenga: vorrebbero chiudere l’unica struttura sanitaria a norma del savonese, lasciando scoperto un territorio, il ponente della provincia di Savona, popoloso ed esteso”.

“Dell’ospedale inaugurato non c’è praticamente rimasto nulla; hanno spogliato i reparti, trasferito attrezzatura nuova a Pietra Ligure, eliminato specializzazioni…bisogna agire per riportare l’ospedale a quello che era in origine: una struttura che garantiva sicurezza ai cittadini del territorio, con professionisti qualificati ed efficienti e costi di gestione sotto controllo. Non si risolve il problema delle spese elevate tagliando i laboratori, trasformando il Pronto Soccorso in un Punto di Primo Intervento o togliendo la bottiglietta di acqua minerale nei pasti dei degenti” conclude Camiciottoli.

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