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Inchiesta “Dirty Soccer” contro il calcioscommesse in serie D e Lega Pro: fermi anche nel savonese

L'inchiesta avrebbe accertato l'esistenza di due distinti gruppi criminali in grado di alterare i risultati di Lega Pro e di Serie D

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Savona. Cinquanta fermi tra calciatori, dirigenti e presidenti con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. E’ questo il primo bilancio dell’operazione “Dirty Soccer” messa in atto questa mattina dalla Polizia di Stato nelle province di Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Bari, Napoli, Milano, Salerno, Avellino, Benevento, L’Aquila, Ascoli, Monza, Vicenza, Rimini, Forlì, Ravenna, Cesena, Livorno, Pisa, Genova e Savona.

Tutto è partito da un’indagine sul calcioscommesse coordinata dalla Dia di Catanzaro e condotta dagli uomini della Squadra mobile di Catanzaro e dello Sco di Roma. Le indagini hanno seguito gli interessi di Pietro Iannazzo, ritenuto essere un esponente dell’omonima cosca di Lamezia Terme. Da qui i poliziotti hanno ricostruito gli intrecci che partivano dall’interesse per la società Neapolis, squadra campana che milita in serie D. Proprio la presenza di Iannazzo ha portato gli investigatori sulla pista della Vigor Lamezia, squadra di Lega Pro. Da qui è stato ricostruito il puzzle che coinvolge tutte le altre società. Ad alcuni indagati vengono contestate le aggravanti mafiose e transnazionali. Pietro Iannazzo è stato arrestato giovedì scorso nell’ambito di un’operazione contro la cosca di Lamezia Terme.

L’inchiesta avrebbe accertato l’esistenza di due distinti gruppi criminali in grado di alterare i risultati degli incontri di Lega Pro e di Serie D, con decine di partite oggetto di combine.

I club coinvolti sarebbero una trentina. Tra questi, Pro Patria, Barletta, Brindisi, L’Aquila, Neapolis Mugnano, Torres, Vigor-Lamezia, Santarcangelo, Sorrento, Montalto, Puteolana, Akragas e San Severo.

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