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Il Governo convoca Tirreno Power per il 18 giugno a Roma

Vertice con istituzioni, azienda e sindacati per discutere il futuro della centrale sotto sequestro da oltre un anno

Vado Ligure. Per la centrale di Vado Ligure ci sono buone notizie. Il 18 giugno il Governo ha convocato per le 14:30 istituzioni, azienda Tirreno Power e sindacati. Un vertice molto atteso da parte di tutti e in particolare dagli operai del sito industriale di Vado Ligure ad oltre un anno dalla fermata degli impianti. Decisione questa che era stata assunta dal giudice del tribunale Fiorenza Giorgi su decisione della Procura della Repubblica.

La notizia della convocazione da parte di Palazzo Chigi è stata accolta con soddisfazione dai vertici aziendali di Tirreno Power che da tempo lavorano per una ripresa dell’attività produttiva dell’impianto vadese. “Apprezziamo la conferma di attenzione da parte del Governo e saremo al tavolo con la massima disponibilità a discutere soluzioni attuabili per la centrale di Vado Ligure”, spiegano alla direzione di Tirreno Power.

E cresce anche l’attesa per la decisione che il Tar dovrà prendere in merito ai ricorsi presentati dalla stessa azienda e dalle associazioni ambientaliste. Tirreno Power ritiene l’Aia troppo restrittiva, gli ambientalisti dicono che quell’autorizzazione conceda troppi spazi alla centrale per poter operare e quindi tornare in attività.

“E’ una buona notizia – sottolinea Maurizio Perozzi della Rsu della centrale -Questo incontro deve essere considerato un buon punto di partenza perchè è giusto che il governo si interessi di un’azienda come Tirreno Power che vuole investire. Il governo quindi deve impegnarsi a fare in modo che anche questa azienda possa lavorare anche per abbattere quei costi sulla bolletta energetica diventati insostenibili”.

“E se un’azienda produce rispettando norme e limiti è giusto che possa lavorare. Ovviamente sosteniamo con forza la ripresa dell’attività produttiva per un sito che rappresenta un punto di riferimento importante per l’industria savonese in forte crisi. Se riparte Tirreno Power possono ripartire anche altre aziende più piccole che lavorano nell’indotto della centrale”.

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