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Giudice di pace, ora il sindaco di Albenga chiede aiuto agli altri comuni: “Dividiamo i costi”

Due giudici di pace e accordo tra i comuni per dividere la spesa: ecco la ricetta di Cangiano per salvare l'ufficio

Albenga. “Due giudici di pace, oppure dobbiamo valutare”. Era questo il monito lanciato ieri da Giorgio Cangiano, sindaco di Albenga: un appello a potenziare l’ufficio ingauno per dare una vera risposta alle esigenze del comprensorio.

Due le strade, secondo il primo cittadino albenganese: un secondo giudice, per evitare gli attuali arretrati e tempi lunghi, oppure una riflessione sulla possibile chiusura dell’ufficio, considerato troppo costoso per il servizio che ad oggi è in grado di erogare.

E a 24 ore da quell’appello, arrivano segnali positivi: questo pomeriggio, durante l’incontro con il presidente del tribunale Soave, è arrivata l’apertura all’arrivo di un secondo giudice di pace. “Il presidente mi ha spiegato che avrebbe la possibilità di assegnare ad Albenga un altro giudice, il dottor Marrocco – spiega Cangiano – e che questo non comporterebbe alcuna spesa aggiuntiva per il comune, dato che i costi sono a carico del Governo”.

Vanno considerati però i costi legati all’ufficio e ai dipendenti: ed è qui che arriva il nuovo appello di Cangiano, questa volta indirizzato ai “colleghi” dei comuni limitrofi. “E’ evidente che questo è un servizio del quale non beneficia solo Albenga, ma tutto il comprensorio – spiega Cangiano – per cui ritengo sia giusto che tutti i comuni, se vogliono mantenere questo servizio, partecipino alle spese. Per ripartire le quote si dovrebbe trovare un criterio oggettivo, basato ad esempio sul numero di abitanti”.

“E’ chiaro che Albenga continuerebbe a sostenere la maggior parte dei costi – continua il sindaco – non solo perché è il comune più popoloso ma anche perché mette a disposizione fisicamente la struttura. Ma è indispensabile che tutti contribuiscano: o si firma un protocollo di intesa serio, oppure diventa difficile per Albenga sopportare da solo i costi di questo ufficio“.

Ora la palla passa ai sindaci, che entro la prossima settimana dovranno dare o meno la loro disponibilità a mettere mano al portafoglio. In caso positivo, non solo l’ufficio del giudice di pace di Albenga sarà salvo, ma verrà potenziato con l’arrivo del secondo giudice: “Se invece questo non avverrà bisognerà prendere una decisione – conclude Cangiano – ma spero non si perda questa opportunità, perché sarebbe un errore”.

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