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Furto al negozio “Cicli Perico”, i due sospettati si difendono in aula

La coppia di trentenni finita in manette per il furto nega tutto, ma il giudice convalida l'arresto: uno resta in carcere, l'altro ottiene i domiciliari

Savona. Sono stati processati per direttissima questa mattina Marco Curci, 35 anni, e Giuseppe Pellitteri, di 32, le due persone finite in manette la scorsa notte con l’accusa di aver tentato un furto nel negozio “Cicli Perico” di Vado Ligure.

I due, entrambi originari del Torinese (uno è residente a Collegno mentre l’altro a Giaveno), ma domiciliati a Savona, durante l’udienza di convalida hanno respinto ogni accusa negando di essere i responsabili del tentato furto. Dopo averli ascoltati il giudice ha convalidato gli arresti e disposto la custodia cautelare in carcere per Curci, mentre a Pellitteri sono stati concessi i domiciliari. Il processo, vista la richiesta di termini a difesa presentata dal legale degli imputati (l’avvocato Mariangela Piccone in sostituzione di un collega del Foro di Torino) è stato rinviato al prossimo 8 giugno.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, contestata dai diretti interessati, i due trentenni stanotte hanno cercato di rubare alcune biciclette nel negozio “Cicli Perico” di Vado Ligure, dove si era registrato un primo furto nella notte tra sabato e domenica, dopo aver forzato la serranda. Quando i militari del Nucleo Operativo Radiomobile sono arrivati davanti al negozio i ladri si erano già allontanati, ma gli uomini dell’Arma hanno immediatamente fermato i sospetti poco distante da lì, nella piazza della vecchia stazione di Vado.

Curci e Pellitteri erano a piedi, non lontano da una Fiat Multipla risultata rubata la sera precedente. La vettura, tra l’altro, secondo gli investigatori è la stessa usata dagli autori del furto avvenuto 24 ore prima sempre da “Cicli Perico” e che è attribuito proprio ai due trentenni torinesi.

I due avvenuti a Vado potrebbero non essere gli unici colpi messi a segno da Curci e Pellitteri che, da quanto trapelato, sarebbero sospettati anche di altri furti avvenuti nelle scorse settimane nel Savonese.

Commenti

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  1. Scritto da NoNickNoName

    allora in Italia funziona cosi: infili il cacciavite nello stomaco a un carabiniere e vai al domiciliare….rubi bici e stai in galera. gran nazione, non c’è che dire.