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Finale, voci ‘bollenti’ in Comune: “Pd stufo del sindaco”, “Operto non conta niente” video

Si inseguono le voci sulle reali ragioni della frattura tra Frascherelli e il suo vice, ma il Pd nega: "Come potremmo non stare col sindaco? Se fosse così avremmo sbagliato tutto"

Finale Ligure. Operto si dimette per contrasti con la giunta in merito alle linee guida sui Lavori Pubblici. Frascherelli respinge le dimissioni rinnovando la propria fiducia al suo vice. La minoranza insorge, indicando in Operto il ‘numero uno’ della giunta ed il miglior assessore. Il Pd finalese si dichiara “stupito” ed un po’ contrariato per le modalità delle dimissioni. Queste le dichiarazioni “ufficiali” arrivate nella convulsa mattinata dell’amministrazione finalese: ma, dietro le quinte, circolano molte voci sul “reale scenario” che avrebbe portato alle dimissioni di Operto.

comune finale

I soliti “ben informati”, infatti, parlano di rapporti sempre più tesi tra il sindaco Frascherelli e il circolo locale del Pd. In un recente direttivo Operto avrebbe sollevato le proprie obiezioni, nate appunto dai problemi personali legati al suo assessorato, ma accanto a queste sarebbero emerse altre considerazioni generali di carattere politico che avrebbero messo in crisi il rapporto tra sindaco e Pd.

Uno scenario che, per la verità, il Pd questa mattina si è affrettato a smentire: “Non esiste alcun problema politico – afferma deciso il coordinatore Franco De Sciora – Il Pd è sempre stato coeso nel suo appoggio a Frascherelli. Certamente le dimissioni date in questo modo da Operto hanno colto un po’ tutti di sorpresa, e lasciano l’amaro in bocca perché magari se ne poteva discutere. Ma il sindaco le ha già rifiutate, il che prova che non esiste problema politico ma al limite qualche incomprensione che Frascherelli è pronto a sistemare per tornare ad essere una famiglia coesa”.

L’improvvisa frattura tra Frascherelli e Operto, quindi, secondo De Sciora non deve preoccupare: “Penso che in politica queste cose sono sempre avvenute, non c’è da scandalizzarsi. Anzi, quando escono alla luce del sole vuol dire che il confronto è sempre fatto all’aperto, chiaro a tutti e messo in evidenza anche alla popolazione e non fatto ‘nelle segrete stanze’. I giovani nelle loro azioni sono sempre impulsivi, ma io mi auguro che Operto ritorni sui suoi passi. Nelle prossime ore metteremo in chiaro tutto”.

Le voci nei corridoi però continuano imperterrite ad inseguirsi, e a far emergere un malessere più profondo. Operto fu il più votato della lista di Frascherelli: un risultato, secondo le “solite malelingue”, totalmente inaspettato e che avrebbe colto di sorpresa gli stessi compagni di partito (qualcuno all’epoca ipotizzò addirittura un errore, con gli elettori convinti di votare per il padre, molto noto nel finalese). Un exploit che avrebbe “costretto” Frascherelli a consegnare al giovane Operto una poltrona prestigiosa ed imprevista, scatenando tra l’altro il malumore di alcuni “pezzi da 90” della giunta.

Un rapporto quindi nato male e proseguito peggio, con tanto di atteggiamenti al limite del boicottaggio (“Non andate a parlare con lui, non conta niente”): con queste premesse l’odierna frattura sarebbe soltanto la logica conclusione. Anche perché Operto si sarebbe sentito “compresso” da un lato da Frascherelli (che non lo avrebbe mai “accettato” del tutto e da tempo cercherebbe di “scaricarlo”) e dall’altro dal Pd, che pur storcendo il naso davanti all’operato del sindaco non se la sarebbe sentita di rompere del tutto. E le ragioni sarebbero quelle riassunte involontariamente da De Sciora durante l’intervista di stamattina: “Come posso dire che il Pd non è con Frascherelli? Se non fosse così dopo un anno avremmo sbagliato tutto e sarebbe tutto da rifare”.

Quale che sia la verità, in ogni caso le dimissioni di Operto hanno “scoperchiato” un vaso: e ora a Finale, anche alla luce delle recenti polemiche sui parcheggi, c’è chi invoca una verifica dell’operato dell’amministrazione. Qui De Sciora rinuncia alla difesa a spada tratta, e fa qualche ammissione: “La verifica, dopo un anno di amministrazione, era già prevista. E’ chiaro che quando parlo di verifica vuol dire che dobbiamo vedere se le cose fatte sono state fatte veramente come intendevamo tutti farle, e se sono da migliorare le miglioreremo. Ammettere i propri errori è la cosa più giusta e democratica che ci sia, non bisogna sempre dire di avere ragione. E quando c’è una contrapposizione la colpa è sempre di tutti, come nei matrimoni. E’ chiaro che nelle prossime ore servirà fare un chiarimento e vedere come procedere sul futuro dell’amministrazione comunale“.

Tenta di gettare acqua sul fuoco il segretario provinciale del Pd Fulvio Briano: “Ho sentito sia Lorenzo che il Sindaco e a tutti, di intesa con il circolo Pd di Finale, ho chiesto di congelare la situazione in attesa di un chiarimento di cui, data l’importanza che per il nostro partito riveste la Città di Finale, vorrei essere partecipe. Visto l’incalzare della campagna elettorale che ci vede tutti coinvolti in queste ore a sostegno di Raffaella Paita, abbiamo calendarlizzato l’incontro per i primi giorni della prossima settimana con l’auspicio che le prossime ore siano utili per ricomporre nel migliore dei modi le incomprensioni venutesi a creare in seno all’amministrazione”.

“Mi permetto di aggiungere, per la mia modesta esperienza di amministratore comunale, come il primo anno per qualsiasi giunta è quello più difficile, soprattutto se si parte da una base complessa come quella lasciata dalla precedente amministrazione finalese di centro destra: un sano e franco confronto penso sia a questo punto utile per rilanciare l’azione amministrativa dell’amministrazione Frascherelli di cui il Pd deve e vuole essere parte essenziale” conclude il segretario Briano.

Commenti

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  1. Scritto da mario58

    Esatto De Sciora,il PD è da rifare,lo vediamo nella candidatura alle Regionali,probabilmente,mi auguro di no,consegneremo la Regione a Toti,a Toti ma ci rendiamo conto? Anche se poi alla fine tra Paita e Toti penso che la differenza sia che Paita è una Signora e Toti un Signore.