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Eugenio Minasso in aula: “Mai fatto uso di droga, solo voci”

L'ex ministro imperiese imputato per un dossier sull'ex coordinatore del Pdl

Imperia. “Io non ho mai fatto uso di sostanze stupefacenti. E’ la prima volta che mi trovo in un’aula di giustizia”. Lo ha riferito Eugenio Minasso stamane in aula davanti al giudice Maria Grazia Leopardi in tribunale a Imperia per il processo all’ex ministro Ciaudio Scajola sul dossier che lo riguardava e che poi é stato diffuso anche su alcuni quotidiani regionali. Ad interrogarlo prima il pm Alessandro Bogliolo e dagli avvocati difensori.

Anche a Minasso, infatti, é stata mostrata una informativa dei carabinieri di Imperia che faceva riferimento ad una fonte confidenziale che sosteneva che l’ex onorevole faceva uso di sostanze stupefacenti. “Quel documento l’ho visto solo davanti al pubblico ministero. Prima avevo sentito solo delle voci ed ero dispiaciuto. Un amico, Massimo Salerno, mi aveva detto che circolavano queste voci che io ero assuntore di droga. Facevano parte della mia compagnia anche Lucio Carli, Massimo Greco, Luca Berio. Quest’ultimo era stato in un centro di recupero per tossicodipendenti. Su di me, alcuni colleghi politici della mia stessa area, mi informarono che c’era una informativa che mi riguardava sostenendo che facevo uso di droga. In quegli anni uscirono delle voci anche su Paolo Strescino”, ha aggiunto Minasso.

Durante l’interrogatorio il pm Alessandro Bogliolo ha chiesto quali fossero i rapporti con l’ex ministro. “Tra me e Scajola? Si c’erano delle divergenze. Io avevo un pensiero e altri avevano altri pareri ma tutto é rimasto nella normale dialettica politica. Abbiamo anche litigato. Questo negli ultimi tempi nell’imminenza delle elezioni di due anni fa. Il partito in Liguria si divise tra scajoliani e minassiani. Nel dicembre 2012 era stata convocata una riunione all’Hotel Bristol di Genova dei quadri regionali del partito alla presenza di Scandroglio. Ero al tavolo della dirigenza e a quella riunione parteciparono una trentina di persone. C’era anche Claudio Scajola ma non era seduto tra i coordinatori. Ricordo che all’epoca le tensioni all’interno del Pdl erano molto alte. Era stata una riunione brevissima e non c’erano giornalisti, ma solo un giornalista del Secolo XIX, Giovanni Mari, che aveva registrato gli interventi. In quella occasione Scajola era intervenuto sostenendo di essere in possesso di documenti che riguardavano alcuni di noi ma non era riferito solo a me, ma si era rivolto in generale a tutti. Nella riunione aveva fatto dei riferimenti diretti al senatore Grillo, a me e Scandroglio. Si era parlato dei conti di Grillo aperti all’estero. Nei miei confronti fece forse riferimento all’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose in Riviera, ma senza citarla. Io peraltro non fui mai coinvolto. Dopo quella riunione non ci furono altri rapporti anche se vedevo Scajola alla Camera dei Deputati. Ci si rispettava ma non c’erano più rapporti”.

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