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Dirty Soccer, i dettagli nelle carte: Corda avrebbe tentato di truccare tre partite, rischiando ritorsioni

L'ordinanza rivela il fallimento di una combine: di fronte alla rabbia degli "investitori" ci si affrettò a organizzarne un'altra per rimediare

Savona. Una corposa ordinanza, 1361 pagine, quella relativa all’inchiesta sul calcioscommesse “Dirty Soccer” che ha portato la Squadra Mobile di Catanzaro ad eseguire una cinquantina di fermi e perquisizioni in tutta Italia e a Savona, dove sono stati arrestati per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva Ninni Corda e a Vado Ligure l’albanese Edmund Nerjaku, quest’ultimo accusato anche di estorsione. Indagati l’ex allenatore del Savona Arturo Di Napoli e l’ex calciatore e collaboratore sportivo del Savona Calcio Massimiliamo Solidoro, sempre per il reato di frode sportiva in concorso.

Nell’ordinanza firmata dal gip del Tribunale di Catanzaro il nome di Ninni Corda compare per la prima volta a pagina 19, dove si trova la prima delle tre imputazioni a lui contestate. Assieme al direttore Sportivo dell’Aquila Ercole Di Nicola, al direttore Sportivo del Barletta Luigi Condò, al direttore Sportivo della Vigor Lamezia Fabrizio Maglia, al direttore sportivo del Catanzaro Armando Ortoli e il calciatore del Catanzaro Domenico Giambà, si sono promessi reciprocamente “denaro e/o altra utilità” per alterare la partita Barletta-Catanzaro.

La squadra del Catanzaro doveva uscire sconfitta dall’incontro di calcio di Lega Pro Girone C con la squadra del Barletta, conclusosi poi in realtà col risultato di 1 a 1 del 1 aprile scorso: una combine che non si è realizzata per l’opposizione del presidente del Catanzaro, intervenuto quando il calciatore Domenico Giampà si è fatto portavoce nei suoi confronti della proposta di alterazione della partita.

Nella seconda imputazione a carico di Ninni Corda emerge nella gara con l’Aversa Normanna: assieme a Felice Bellini responsabile marketing della Vigor Lamezia, Robert e Adrian Farrugia, i due finanziatori maltesi della combine, si sarebbero accordati per “accomodare” il risultato della partita Aversa Normanna-Barletta del 12 aprile scorso. Il risultato pattuito, al momento non individuato con precisione dagli inquirenti, non si è verificato: l’incontro si è concluso in realtà col risultato di 1 a 0 in favore del Barletta.

Uno “sgarro” che Corda ha rischiato di pagare caro: dalle intercettazioni telefoniche emerge, infatti, che due investitori maltesi (Adrian e Robert Farrugia) ed un cinese (non identificato) avrebbero perso 52 mila euro perché non si sarebbe verificato il risultato alterato che era stato concordato. “Se non lo paghiamo? domani? io vengo lì per quello allenatore?” avrebbe detto il maltese ad uno dei dirigenti della Vigor Lamezia, Felice Bellini, riferendosi proprio a Corda, ritenuto il responsabile della combine saltata. Per recuperare il denaro Bellini si sarebbe dunque affannato ad organizzare di una nuova combine che, nella circostanza, avrebbe ceduto gratuitamente  “per far recuperare, ai predetti finanziatori maltesi, il denaro perso per la mancata realizzazione del risultato alterato” nella gara precedente del Barletta.

La terza imputazione a carico dell’ex allenatore del Savona Calcio riguarda quindi la partita successiva, Barletta-Vigor Lamezia del 19 aprile scorso, quando in concorso con Felice Bellini responsabile marketing della Vigor Lamezia, Sebastiano La Ferla (uomo di fiducia di Bellini), direttore sportivo della Vigor Lamezia Fabrizio Maglia, il presidente della Vigor Lamezia Claudio Arpaia, il presidente, di direttore sportivo e di consulente tecnico del Barletta Giuseppe Perpignano, oltre a Luigi Condò e Salvatore Casapulla, si sono accordati per il risultato della gara di Lega Pro: doveva finire con un pareggio con goal e l’incontro si è concluso effettivamente col risultato di 3 a 3.

Nell’ordinanza sono contenute anche numerose intercettazioni. Ecco alcuni stralci dei colloqui tra Ninni Corda e Felice Bellini per concordare il risultato della partita tra Aversa Normanna e Barletta:

“…alti livelli…ma ascolta tu venerdì sera puoi venire poi con quell’amico procuratore?” dice Ninni Corda.
Felice Bellini: “Si si ma io sto aspettando solo che si fa il biglietto non so se lo fa su Roma…se lo trova su Roma o su Lamezia che se lo riesco a trovare…se mi fa Roma – Lamezia poi me lo porto con la macchina capito?… io adesso…”.
Ninni Corda: “…e allora organizza…organizza per mercoledì… perché sai… perché poi… io giovedì e venerdì sono un po’ incasinato che …poi giochiamo sabato noi”.
Felice Bellini: “si”.

I due interlocutori concordavano, inoltre, sulla riservatezza di tale incontro.

Felice Bellini: “ma dimmi una cosa…ma se viene sto procuratore lo dobbiamo sapere io e te”.
Ninni Corda: “certo…ma certo…è naturale che per la prospettiva di tutti i giocatori dell’anno prossimo la vedo io…non la vede nessuno stai tranquillo…”.

Nelle intercettazioni viene ribadita l’importanza dell’incontro e di concludere la combine, anche con un appuntamento notturno con il finanziatore.

Ninni Corda: “però devi venire di notte altrimenti poi io ho allenamento, mi viene il presidente , e coso…poi non ho più tempo capito?”
Felice Bellini: no no no secondo me e barletta ci possiamo vedere, si va be’ pure dopo là, secondo, perché’ alla fine tutta gente, quell’altro , non me lo fare venire avanti quell’altro la… quello”.

L’incontro è avvenuto all’ora di pranzo del giorno seguente. Bellini, parlando all’incontro con Corda, ha riferito: “sono affidabili (…quà siamo signori quà…quà siamo alti livelli…) lasciando intendere alla moglie, che sicuramente era a conoscenza di tutto, del sicuro esito dell’alterazione della partita mentre quelli calabresi con cui aveva avuto a che fare prima (Fabrizio Maglia e Claudio Arpaia) erano soggetti inattendibili (…i “pisciaturi” là vicino casa sono…), riferendosi al rifiuto, dopo un primo assenso, della proposta loro avanzata per combinare la partita della squadra calabrese” si legge nell’ordinanza.

 

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