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Diocesi in festa per il settantesimo di sacerdozio di monsignor Damonte

Albenga. “Verrà celebrata martedì pomeriggio, alle ore 18, nella parrocchia San Michele di Albenga, la Messa giubilare per il settantesimo di sacerdozio di monsignor Domenico Damonte, storico parroco della Cattedrale per 29 anni e già Vicario generale diocesano”. Così si legge nella pagina di ponente7 di oggi in un articolo firmato da Eraldo Ciangherotti, collaboratore di Avvenire.

«Invito tutti a partecipare per ringraziare il Signore e manifestare la nostra stima al festeggiato» dice, dalle colonne di Avvenire, il parroco don Umberto Busso, ricordando ai fedeli e a tutti gli albenganesi l’importante appuntamento di festa. Sì, perchè non si celebra tutti i giorni un settantesimo di sacerdozio. E monsignor Damonte è certamente un festeggiato eccezionale anche per l’affetto smisurato che ha sempre ricevuto dalla cittadinanza di Albenga, dove per tanti anni è stato punto di riferimento educativo e guida pastorale di generazioni di ragazzi e famiglie.

Gli auguri, si legge sempre nella pagina diocesana, arrivano sia dal vescovo diocesano, monsignor Oliveri, per il quale «monsignor Damonte è stato e continua a essere una figura sacerdotale che ha fatto onore al sacerdozio e al ministero pastorale, e pertanto davvero ci uniamo al suo ringraziamento a Dio con tutto il cuore. Ringraziamo Dio per tutto il bene derivato a questa diocesi e alla parrocchia San Michele dall’esercizio del suo sacerdozio». Anche il Vescovo coadiutore monsignor Borghetti spiega che «per un vescovo il giubileo di un sacerdote è sempre un’occasione di grande festa da condividere insieme con tutta la Chiesa. Ho potuto apprezzare in questi due mesi della mia presenza in Diocesi la sua spiritualità profonda e la sua umiltà. Chiederò al Signore di continuare a benedire il lungo ministero sacerdotale di monsignor Damonte svolto ancora oggi con tanta dedizione a gloria di Dio e per il bene di tutta la nostra comunità diocesana». Auguri sinceri anche dalla redazione di Ponente 7 per altri cento di questi giorni di festa a monsignor Damonte, che per Avvenire ha rilasciato una breve intervista.

Prete da 70 anni. Com’è nata la sua vocazione?

E’ nata presso i padri Salesiani, sia frequentando l’oratorio con le sue bellissime iniziative sia servendo, come chierichetto, molte Messe nella chiesa di Maria Ausiliatrice, specie d’estate. Ho frequentato l’anno scolastico 1933-34 con don Cazzola insegnante. In seguito il parroco di Sant’Ambrogio, monsignor Podestà mi avviò al Seminario.

In 70 anni di sacerdozio, quali sono state le tappe principali del suo ministero?

Sono stato ordinato sacerdote il 26 maggio del 1945. Era appena finita la guerra, che lasciava tutto in rovina anche in mezzo a noi. Nel frattempo, prima dell’ordinazione, sono stato scelto per frequentare gli studi di teologia presso i Padri delle missioni estere, a Genova in via Fassolo, studi che mi hanno illuminato sull’aspetto positivo della teologia. In Seminario, dopo l’ordinazione, sono stato direttore spirituale dal 1946 al luglio del 1964 quando il vescovo Baroni mi nominò parroco di Borghetto Santo Spirito. Il 4 dicembre del 1966 il vescovo diocesano Alessandro Piazza mi promuoveva arciprete parroco della Cattedrale di San Michele con i problemi che gravavano allora sulla parrocchia (Cattedrale chiusa perché sotto restauro, nuove opere parrocchiali da costruire…). Nel 1995, dopo la morte di monsignor Nicolò Palmarini, biblista benemerito, il vescovo Oliveri mi affidò l’ufficio di vicario generale che esercitai fino al 2002 raggiungendo l’ottantesimo anno di età.

Dopo 70 anni di sacerdozio, rifarebbe tutto quello che ha fatto?

Sì, rifarei tutto ciò che ho fatto, anche se segnato da grossi sacrifici, perché ho vissuto il sacerdozio animato da Cristo Signore che si è offerto per noi affrontando la croce. Ho pure sperimentato la gioia del bene compiuto sia in Seminario come direttore spirituale sia nella vita pastorale in Albenga e in Borghetto Santo Spirito. I borghettini di allora mi ricordano ancora oggi con affetto.

Come vive la sua quotidianità di prete oggi?

Oggi, all’età di 92 anni e sette mesi, ringrazio il Signore per la sua misericordia che mi ha conservato fino al presente (quoniam in aeternum misericordia eius). Prego con la Chiesa e per la Chiesa seguendone l’attività, concelebro con i confratelli il sacrificio della Messa, leggo molto soprattutto libri di vita spirituale come i testi di dom Columba Marmion, ora beato, mi tengo aggiornato sulla vita pubblica e ringrazio di cuore la buone persone che mi aiutano a superare le mie insufficienze.

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