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Cinghiale ucciso a colpi di carabina ad Altare, ora è caccia ai bracconieri

Dopo essere stato colpito l’animale è stato trascinato e caricato su un automezzo per essere trasferito in un luogo sicuro per la macellazione

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Altare. Bracconieri in azione la notte scorsa nel savonese; a farne le spese un cinghiale, ucciso probabilmente con una carabina silenziata, le cui tracce di sangue sono state trovate da volontari della Protezione Animali lungo una strada ai margini di un bosco vicino ad Altare.

Dopo essere stato colpito l’animale è stato trascinato e caricato su un automezzo per essere trasferito in un luogo sicuro per la macellazione ed il consumo tra i partecipanti o la vendita  sottobanco a ristoranti collusi.

Le Guardie Zoofile volontarie dell’ENPA stanno compiendo perlustrazioni nella zona alla ricerca di altre tracce ed indizi. “Ma potranno fare ben poco altro, visto che anni fa il prefetto di Savona ha tolto loro il porto d’armi, per cui di notte in un bosco diventerebbero facile bersaglio per i bracconieri, sicuramente contenti della scelta prefettizia”, dicono all’Enpa.

“Il bracconaggio in provincia di Savona è un fenomeno diffuso con una frequenza non superiore alle vicine province o al resto d’Italia, con l’uccisione, spesso molto dolorosa (con lacci e tagliole) di centinaia di animali selvatici. A contrastarlo sono principalmente gli agenti ed ufficiali della Polizia Provinciale e del Corpo Forestale dello Stato, organismi alle prese con modifiche legislative che ne stanno mettendo in dubbio l’autonomia o addirittura l’esistenza; anche di questo i bracconieri sono felici, in previsione di più facili bottini a danno di animali sempre più indifesi”, fanno sapere dall’Enpa.

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Commenti

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  1. Carlo M.
    Scritto da Carlo M.

    Un cinghiale in meno non mi sembra un gran danno alla natura. Anzi. Trattasi di animale infestante privo di nemici naturali. Piuttosto tenere aperta la caccia tutto l’anno.

  2. Scritto da Pinuccia

    Servono controlli molto semplici ma fatti spesso e a sorpresa dove la carne viene servita in tavola e vedere le fatture. Se sono recenti bene se no… Certo, fatta la legge scoperto l’inganno e si sa che è una battaglia persa. Molti si tengono la carne congelata in casa e quando serve… voilà l’acquisto in nero. Non si riuscirà ad arginare anche perchè fatturata la prima “scorta” di carne di cinghiale o daino o lepre chi può determinare che quella in frigo è la stessa? D’altronde sono talmente tanti i cacciatori e le bestie uccise da pensare che sia carne per nutrirsi in famiglia è utopia. Poi i cacciatori di frodo nella valle sono tanti ma anche nei bar di paese senti raccontare che basta andare nelle primissime ore del mattino e trovare i loro fuoristrada sapendo che difficilmente è un cercatore di funghi in certi periodi soprattutto. Aggiungiamoci che c’è chi è cacciatore di frodo e se ne fa pure vanto e il gioco è fatto ahimè.

  3. Scritto da Lele956

    Basta lasciare la caccia aperta tutto l’anno

    1. Scritto da ICO1

      … O per risponderle a tono allora si potrebbe anche chiuderla tutto l’anno e il problema sarebbe in entrambi i modi risolto!

      Secondo il suo ragionamento per evitare rapine a mano armata in banca basterebbe lasciare le porte aperte?

      Capisco che la sua voglia essere una provocazione però non mi sembra proprio il caso su questo tema.

      Cordiali saluti