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Albenga, Ciangherotti attacca sul contributo affitti: “Vespo neppure capace a contare per favorire la Paita”

"Il contributo affitti, abolito nel 2011, è stato riattivato in questi mesi solo per uno spot elettorale"

Albenga. “Quando si parla di servizi sociali, Simona Vespo non è nemmeno capace a dare i numeri, figuriamoci a gestire le delicate situazioni di emergenza abitativa. Infatti, le domande di contributo affitto protocollate in Comune per il bando regionale scaduto lo scorso fine aprile 2015 sono soltanto 195 e non 300 come rendiconta oggi pubblicamente l’assessore Vespo. Molte in meno, rispetto al numero di domande ricevute nell’ultimo bando affitti della Regione Liguria del 2011, quando furono 337 le domande ricevute ed istruite”.

A dirlo è il capogruppo di Forza Italia Eraldo Ciangherotti, che così commenta il resoconto dell’assessore Vespo sulle domande di contributo affitti presentate ai servizi sociali.

Un calo simile di richieste di contributo da parte dei cittadini di Albenga – continua Ciangherotti – è determinato da due fattori: prima di tutto, dalla Regione per il 2015 è stato stanziato su Albenga un contributo pari a circa 60 mila euro, cifra ridicola rispetto agli oltre 120 mila previsti nel 2011 e dopo tre ani di abolizione. E poi il tetto massimo di spesa in canoni di affitto all’anno per poter accedere al contributo regionale non superiore a 7 mila e 200 euro (600 euro al mese). Due fattori che hanno impedito alla stragrande maggioranza delle famiglie in affitto di poter chiedere un contributo dalla Regione sull’affitto, che comunque in media non supererà (per i fortunati 195 conduttori) i 300 euro forfettari».

“Nonostante l’assessore Vespo gonfi i numeri per dare una mano al Partito Democratico in Regione – prosegue Ciangherotti – la popolazione di Albenga ha capito che il contributo affitti, abolito nel 2011, è stato riattivato in questi mesi solo per uno spot elettorale: trattasi infatti di una ridicola marchetta messa in atto dalla candidata alla Regione del PD Raffaella Paita e compagni, per comprare disperatamente qualche voto in prossimità delle elezioni di domenica prossima”.

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