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Vescovo Borghetti, spuntano i primi nomi dello staff del coadiutore

Il presule tornerà in Maremma per ordinare due sacerdoti il prossimo 28 giugno

Albenga. Monsignor Guglielmo Borghetti si prepara alla nuova missione pastorale di coadiutore nella Diocesi di Albenga. Domani alle 10 leggerà la “Bolla Papale” in seminario ad Albenga che, per quell’ora, ha convocato il Collegio dei Consultori della Diocesi di Albenga e Albenga. Contiene le indicazioni fornite da Papa Bergoglio che il 10 gennaio scorso lo ha nominato “aiutante” di Mario Oliveri.

Si sono messi a disposizione del presule toscano, monsignor Giovanni Battista Gandolfo, monsignor Mario Ruffino, don Gabriele Corini direttore dell’istituto teologico. Nomi importanti per la Diocesi che potrebbero rappreentare i suoi più stretti collaboratori del momento. Oggi, prima di seguire il trasloco nella sua casa di via Enrico d’Aste, nel cuore di Albenga, ha fatto visita a Imperia. Non era mai stato nella cittadina con divisa tra Oneglia e Porto Maurizio dove esistono due importanti chiese, quella di San Giovanni e il duomo di San Maurizio.

Da Pitigliano Guglielmo Borghetti si è trasferito ieri sera ad Albenga ma con la Toscana nel cuore. Si capisce che è profondamente legato alla sua terra dopo che era stato nominato vescovo cinque anni fa. “Da domani – è il suo messaggio di saluto – la Chiesa di Pitigliano sarà in attesa del suo nuovo pastore e per lui dobbiamo pregare per imparare da adesso ad amarlo e a volergli bene perché possa anche lui, come è stato per me, gustare la gioia di appartenere come padre e pastore proprio a questa famiglia ecclesiale ed essere così sostenuto e spronato a dare il meglio di sé. Non siate freddi o timorosi o peggio nostalgici e sospettosi, andategli incontro con cuore aperto, generoso accogliente. Fategli vivere la Chiesa/famiglia dei figli di Dio“, dice rivolgendosi ai suoi fedeli rimasti “orfani” dopo che Borghetti ieri ha lasciato la sua Diocesi (resta ancora aministratore apostolico) per raggiungere il ponente ligure.

“Per me si chiude il servizio e come ho sempre predicato del caro Custode del Redentore, debbo ‘sparire’; servire e sparire, senza guardarsi indietro; certo non sarà possibile cancellare la bellezza di quelle relazioni umane che sono sbocciate durante il percorso: penso ai ragazzi che ho trovato poco più di bambini e lascio adolescenti avanzati, penso ai miei seminaristi, ai preti giovani, agli anziani, a quelli che mi sono stati accanto e hanno portato con me il dolce peso della guida della Diocesi, il mio Vicario generale, il Vicario per la pastorale e tutti gli altri responsabili degli uffici diocesani, le religiose e tanti, tanti laici straordinari che ho scoperto nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti, a tutti dico ‘grazie’”.

Il suo episcopato nella diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello è durato esattamente quattro anni e mezzo, avendo fatto l’ingresso a Pitigliano il 26 settembre 2010. Un periodo di tempo ritenuto troppo breve, ma che è stato sufficiente per stringere un rapporto stretto con questo vescovo che si è sempre dimostrato vicino alla gente, condividendone le difficoltà e spronando gli amministratori a non restare imprigionati dai luoghi comuni, spronandoli a dare linfa al senso di comunità.

Borghetti, nonostante il suo nuovo incarico, avrà modo di tornare in Maremma per le occasioni più significative. Il 28 giugno nell’antica cattedrale di Sovana ordinerà sacerdoti i diaconi Antonio Minucci e Giuseppe Guerrera.

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