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Unione dei Comuni atto secondo: a Palazzo Doria il primo consiglio “bis” fotogallery video

Loano. Martedì 7 aprile alle 20.30 nella sala consiliare di Palazzo Doria a Loano. Sono queste le “coordinate” del primo (che sarebbe anche il secondo) consiglio dell’Unione dei Comuni “Riviera delle Palme e degi Ulivi”, che inizialmente doveva riunire i paesi di Loano, Borghetto, Boissano, Toirano, Balestrino, Pietra, Borgio, Tovo, Magliolo, Giustenice ma che a seguito della secessione delle cittadine della Val Maremola è destinata a non vedere nemmeno la luce.

Due i punti all’ordine del giorno: la convalida degli eletti (il consiglio è formato da trenta membri: i sindaci di ciascun paese e un consigliere scelto tra ciascun gruppo di maggioranza e minoranza) e l’elezione del primo presidente (questo ruolo è stato affidato pro-tempore al sindaco di Loano Luigi Pignocca in quanto primo cittadino del paese più popoloso).

L’ordine del giorno è lo stesso della prima riunione del 26 febbraio scorso, quando l’abbandono del consigliere di minoranza di Balestrino Italo Panizza aveva fatto venire meno il numero legale di 16 consiglieri rendendo invalida l’assemblea.

La polemica uscita dall’aula dell’ex primo cittadino balestrinese può essere vista come il simbolo della più generale contrarietà al progetto manifestata in primo luogo da buona parte delle minoranze consiliare dei dieci paesi (tra i più contrari ci sono sicuramente Mario Carrara di Pietra Ligure e Ivano Rozzi di Giustenice) e anche dello scetticismo che in seguito è emerso tra le fila dei comuni della Val Maremola.

Dopo la riunione di febbraio il presidente Pignocca ha convocato diverse riunioni informali e a porte chiuse per cercare di capire come uscire dall’enpasse. Allo stato attuale, infatti, l’Unione dei Comuni “Riviera delle Palme e degli Ulivi” esiste solo sulla carta in virtù dello statuto sottoscritto singolarmente da ciascun comune e ratificato dal rispettivo consiglio comunale. L’uscita di Italo Panizza prima dell’avvio dei lavori del parlamento non ha permesso di iniziare a discutere l’ordine del giorno e quindi di terminare la procedura di atti fondamentali per la costituzione definitiva del sodalizio.

Per quanto riguarda la procedura di annullamento, invece, perché l’Unione “Riviera delle Palme e degli Ulivi” venga definitivamente abrogata potrebbe essere sufficiente una delibera promulgata dal consiglio di ciascun Comune. La gestione unitaria dei servizi non è ancora partita e non è nemmeno stato redatto un primo bilancio dell’Ente, quindi potrebbe essere sufficiente una pronuncia da parte di ciascun parlamento locale per annullare l’iter. Allora si potrebbe cominciare a lavorare a nuove unioni, magari di dimensioni più ridotte, come quella che potrebbe legare i paesi della Val Varatella o della Valmaremola. Questa mossa, tra l’altro, permetterebbe comunque di accedere ai fondi messi a disposizione. I quali, sommate le due realtà, sarebbero addirittura più alti rispetto a quelli dei quali avrebbe beneficiato una sola Unione.

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