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Un anno senza carbone a Vado Ligure, Tirreno Power: “Danno da oltre 50 mln, ma vogliamo ripartire” foto video

L'11 marzo del 2014 il sequestro preventivo dei gruppi: da allora sotto le ciminiere è tutto fermo

Vado Ligure, 11 marzo 2014: il giorno del sequestro preventivo dei due gruppi a carbone della centrale Tirreno Power a Vado Ligure, su esecuzione di un’ordinanza del gip Fiorenza Giorgi. Una richiesta dalla Procura savonese nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria che vede numerosi indagati tra amministratori e dirigenti dell’azienda, un provvedimento motivato in una quarantina di pagine e deciso sulla base delle perizie, ambientali ed epidemiologiche, ordinate dagli organi inquirenti.

auto magistrati tirreno power

L’11 marzo 2014: domani sarà passato un anno. Un anno senza carbone, un anno con pesanti ripercussioni per molte aziende dell’indotto, un anno nel quale lo stop alla centrale vadese ha acuito ancora di più la grave crisi occupazionale del territorio, anche su un piano psicologico, con centinaia di lavoratori a rischio e senza, ancora oggi, reali prospettive di lavoro all’orizzonte.

11 marzo 2014, una data che forse rappresenta una sorta di spartiacque per tutta l’economia savonese. Su questo aspetto l’azienda sottolinea: “Lasciate in sospeso, le situazioni non possono che peggiorare; e ora si deve considerare come la stessa chiusura di Terminal Rinfuse ci mette di fronte ad un problema ulteriore, dove scaricare il carbone e a quali ulteriori costi. Ma c’è un impatto più ampio che va chiarito e considerato: la produzione di energia elettrica da carbone consente di mantenere bollette più basse per le famiglie e per le imprese. Se non ci fosse la produzione da carbone in Italia la bolletta costerebbe a tutti di più. Chiudere le centrali a carbone significa in modo diretto aumentare il costo dell’energia per tutti e aumentare i rischi di dipendenza delle fonti di approvvigionamento”.

Si poteva evitare il sequestro preventivo dei gruppi a carbone? E perché gli interventi di ambientalizzazione non sono stati fatti prima? Domande alle quali l’azienda risponde così: “Tirreno Power ha effettuato tutti gli interventi previsti dalla legge e dalle autorizzazioni. La centrale, al momento del sequestro, era addirittura certificata ISO 14001 e registrata Emas, la rigorosa certificazione volontaria ambientale europea che richiede complesse e approfondite procedure e verifiche controllate da organismi indipendenti accreditati, tanto che ottenerla permette addirittura di prolungare la durata dell’AIA”.

L’unico intervento che non si è potuto fare è stata la copertura del carbonile, “peraltro esplicitamente previsto in tutti i piani industriali dell’azienda – puntualizza Tirreno Power – Come noto, l’autorizzazione a costruire la copertura è arrivata solo il 31 dicembre scorso, cioè dopo anni di attesa. La copertura fino al decreto autorizzativo non si poteva fare in quanto sarebbe stata un’opera abusiva. Così come non è stata avviata la realizzazione della nuova unità VL6, la cui autorizzazione è stata impugnata da vari soggetti tra cui alcune associazioni ambientaliste e i comuni. Tutti gli altri interventi sono stati fatti”.

“Il sequestro si basa sulla presunta violazione dell’AIA. Come ha detto lo stesso procuratore di Savona nell’audizione davanti alla commissione parlamentare sui rifiuti, se anche le violazioni contestate fossero accertate, e non lo sono, al massimo comporterebbero una sanzione amministrativa. Il motivo del sequestro è invece un presunto danno ambientale e sanitario risalente a diversi anni fa. Un danno che non è per nulla provato, in quanto esiste solo in una consulenza di parte che non ha mai avuto una validazione scientifica”.

“Secondo quanto trapelato pubblicamente anche attraverso i media, sia l’Istituto dei Tumori di Genova incaricato dall’Osservatorio della Regione Liguria, sia l’Istituto Superiore di Sanità, si sono espressi in modo decisamente critico su metodologia e risultati. Se i consulenti della procura hanno svolto un lavoro rigoroso dovrebbe essere pubblicato su una rivista scientifica, validandolo come accade per tutte le nuove metodologie di indagine epidemiologica. E’ evidente, inoltre, che se la teoria dei danni sanitari e ambientali dovesse avere un fondamento scientifico, si dovrebbe applicare su tutti i siti nel mondo in cui si produce energia da carbone”.

Lo stop forzato di un anno nella produzione del carbone a Vado Ligure ha, naturalmente, comportato una situazione difficile per l’azienda, già esposta sul fronte finanziario con debiti ingenti verso le banche. Si parla di un danno complessivo stimato ad ora a 50 mln di euro, al quale bisogna aggiungere i costi di manutenzione e conservazione degli impianti, oltre ai costi diretti per i lavoratori (a cui l’azienda assicura comunque l’anticipo e una integrazione degli ammortizzatori sociali).

“Desideriamo dire in modo esplicito che nel nostro piano necessariamente non è stato previsto il funzionamento dei due gruppi sotto sequestro, perché oggi indisponibili a tempo indeterminato – precisa l’azienda – Se avessimo previsto la ripresa della produzione in una data qualsiasi, e poi non fosse stata possibile, si sarebbe dovuti ritornare a negoziare tutto da capo. L’azienda vuole far ripartire i gruppi a carbone di Vado, ma può farlo solo in un quadro chiaro e di certezza delle regole e farà tutto quello che potrà a tal fine sul piano legale”.

Ma l’azienda ha voluto chiarire anche in merito alle dichiarazioni del procuratore capo Francantonio Granero davanti alla commissione parlamentare, con al centro proprio l’inchiesta sulla centrale a carbone di Tirreno Power: “Vogliamo ricordare che la centrale non ha mai violato i limiti di emissione, lo dice lo stesso giudice. L’unico motivo per il sequestro è un’indagine epidemiologica che non ha una validazione scientifica”.

“Il procuratore fa il suo lavoro per l’accertamento dei reati ma vogliamo ricordare che qui, per ora, non solo non c’è nulla di accertato, ma dopo quattro anni nemmeno sono state chiuse le indagini. Dopo un anno di fermo della centrale la Regione Liguria dice che la qualità dell’aria non è cambiata. Come si può pensare a un dato più oggettivo di questo? All’interno dell’AIA sono riportati i dati calcolati dell’impatto massimo della centrale, inserite nel Pic il parere istruttorio conclusivo della commissione IPPC. In queste tabelle si vede il contributo di inquinanti della centrale al massimo regime: si tratta di percentuali che variano dallo 0% a qualche punto percentuale. Dati che confermano il motivo per cui a un anno dalla chiusura dei gruppi l’aria non è cambiata”.

E dopo il primo tavolo tecnico governativo ancora interlocutorio, si attende anche l’esito del ricorso al Tar del Lazio presentato dall’azienda contro la nuova AIA: un pronunciamento del Tribunale amministrativo è atteso per la fine del mese di marzo. E quanto al Governo, per ora, solo impegni informali per trovare una soluzione che consenta all’azienda di procedere con l’ambientalizzazione della centrale e riavviare gli impianti, ma nulla di concreto: “Il Governo ha ben compreso che le richieste che stiamo facendo non sono sconti sui limiti emissivi, i più bassi in assoluto per impianti di tecnologia similare, ma sono dovute a valutazioni immotivate nella formulazione dell’AIA”.

“Le nostre richieste sono semplici: è evidente che non si possono far partire i tempi di attuazione delle prescrizioni dalla pubblicazione dell’autorizzazione con gli impianti sotto sequestro. Chiediamo che i tempi decorrano dalla disponibilità degli impianti. Così come è evidente che l’AIA non ha recepito il fatto che la copertura del carbonile è stata autorizzata solo due mesi fa, mantenendo invece la scadenza originaria del 15 marzo 2015, ed è ben noto che ci vogliono circa tre anni per fare i lavori necessari. E ancora, l’avviamento da subito a gas: abbiamo già detto che faremo l’avviamento a gas ma ci sono i tempi necessari per l’acquisto dei materiali, la progettazione e la costruzione dell’impianto, cioè due anni. Tenere bloccata la centrale e i lavoratori per questo tempo è un danno enorme, insostenibile, senza nessun beneficio ambientale: le emissioni dell’avviamento sono ben inferiori all’1% delle emissioni totali. Infine, la centrale ha una certificazione ambientale Emas attualmente sospesa per il fermo dell’impianto. La nuova Aia non prevede che la durata dell’autorizzazione sia prolungata quando questa certificazione dovesse essere confermata”.

E ad anno esatto dalla chiusura dei gruppi a carbone cresce la preoccupazione tra i lavoratori che la centrale possa anche non riaprire più, o meglio che si decreti la parola fine per la produzione a carbone. Su questo l’azienda precisa: “Diciamo con forza che vogliamo far ripartire i due gruppi di Vado e che faremo tutto quanto possibile per riuscirci nella convinzione di avere operato nel completo rispetto delle regole, della salute e dell’ambiente. Abbiamo fatto le nostre perizie e ne siamo assolutamente convinti. Il fatto che dopo un anno di fermo dei gruppi a carbone nulla sia cambiato nell’aria di Savona ci sembra la conferma più evidente”.

Non ci sono piani veri o finti. In una situazione come questa i piani possono essere cambiati seguendo gli eventi. Le alternative sono due ed estremamente chiare: non possiamo essere certi di poter contare sui gruppi a carbone di Vado e se così dovesse essere abbiamo predisposto un percorso che mantiene in vita l’azienda e consente i livelli occupazionali collegati alle attività dei gruppi a gas. Nel frattempo facciamo tutto quello che è possibile per rimettere in funzione i due gruppi a carbone che sono l’asse portante della redditività dell’azienda e poter garantire il lavoro anche a chi opera su questi impianti”.

“Vogliamo precisare che l’azienda non ha licenziato nessun lavoratore nel 2014. Ha avviato e concluso un piano di mobilità volontaria con incentivo all’esodo che ha visto coinvolte complessivamente circa 130 persone in un quadro di razionalizzazione dell’assetto produttivo di tutti i siti”.

“Con riferimento, invece, al fermo dei gruppi a carbone, sono stati attivati dei contratti di solidarietà nell’auspicio di una futura ripartenza, anticipando ai lavoratori, nonostante la tensione finanziaria della società, quanto di competenza dell’Inps nella consapevolezza del dramma che stanno vivendo. E’ evidente a tutti che l’azienda, se avesse voluto far leva sul cosiddetto ‘ricatto occupazionale’, si sarebbe potuta comportare diversamente”.

Commenti

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  1. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    “Anche se in pensione, non credo davvero che sarebbe anche per lei apprezzabile una multipla fila di pale eoliche sul nostro litorale, poco fuori costa ad “abbellire” la visione del mare.”
    .
    Avevamo un bel litorale ….ora la prospettiva di un litorale diviso tra porticcioli, barche in attesa e depositi di container (pieni probabilmente di scorie che non si sà come gestire) cui si aggiungono auto parcheggiate ovunque. ….. una gestione scellerata della cosa pubblica …. beh talvolta mi sento come Gabriele. …

    1. Scritto da Rinaldo Sorgenti

      Insomma, tutto negativo?
      Lei è uno di quelli che dice: si stava meglio quando si stava peggio?
      Eppure, dipende da tutti noi impegnarci e dare il giusto peso ed attenzione alle cose, non facendo i catastrofisti a prescindere ed esagerando sulle cose, facendo finta di non vedere la realtà che ci riguarda e l’evoluzione tecnologica davvero disponibile. Poi, è giusto pensare al futuro e per questo investire nella RICERCA, NON per le cose già superate (es. i pannelli solari FV già vecchi prima ancora di installarli, ma per mettere a punto nuove tecnologie che consentano davvero un salto tecnologico che renda quel filone davvero sostenibile ed efficiente.

      Non credo neppure che sarebbe davvero un progresso avere il litorale tirrenico con file di pale eoliche a fare da “cavalli di frisia” e mortificare il paesaggio per produrre elettricità quando il vento decide di soffiare e se non soffia, tutti in spiaccia a vedere i mostri immobili ad aspettare!

      Suvvia, non pazziamo.

  2. Scritto da rapalino

    2 sole cose……….

    1 L’inquinamento non è mai giustificabile ma nessuno pensa mai all’autostrada che ci passa in casa……….

    2 Le fonti alternative attualmente sono addirittura osteggiate dai verdi (vedi pale eoliche e migrazioni……..)

    Concludo dicendo che dovremmo avere i piedi un pò più per terra e ragionare prima di sparare sentenze visto che al momento non è stato provato nulla……..

    1. lui la plume
      Scritto da lui la plume

      Se digiti fra le chiavi di ricerca “ibm batterie auto” troverai l’impegno IBM (e da informatico in pensione ci credo) nel fornire al mercato batterie auto con autonomia di 800 km (era il 2012, appuntamento nel 2020).
      Vedrai che per quella data le auto a benzina che sfrecceranno in autostrada sotto casa Tua saranno in calo notevole, …… (causa il minor costo delle vetture elettriche sia all’acquisto che nell’esercizio).
      .
      Per quanto riguarda la disponibilità di corrente rinnovabile anche in assenza di vento o sole …se osservi la pubblicità di chi effettua questi impianti potrai notare che si fà sempre più spesso riferimento a sistemi di accumulo … un settore che sfrutta sempre più le novità nel campo delle batterie (non sò se sono già in produzione quelle con durata di 25 anni …. ma arriveranno.
      .
      Ora per rimanere con i piedi per terra …
      non partiamo da zero, grazie al carbone e a tanti altri combustibili abbiamo superato anni bui, ora abbiamo un gran numero di centrali operative, centrali che producono (o meglio sono in grado di produrre) molto più di quanto “oggi” ci serve.
      Queste centrali inquinanti ricevono (se non vado errando) una rendita per quella energia che sono in grado di produrre …. ma il sistema non richiede … poichè “non ne ha bisogno” …. oggi.
      Alcune centrali sono in grado di reagire prontamente alle richieste della rete, altre sono meno rapide nel sopperire a tali richieste improvvise, forse …. come dici … fra parecchi anni le rinnovabili saranno in grado di sopperire totalmente alle richieste energetiche forse questa indipendenza in molte nazioni arriverà prima …. ed allora il problema sarà la concorrenza di tanti produttori che cercheranno di vendere il loro prodotto a prezzi stracciati.
      .
      Mi assale spesso il dubbio …. ma se abbiamo un surpus produttivo …. a livello nazionale per quale motivo dovremmo mai favorire la nascita o il potenziamento di centrali inquinanti? centrali che comunque consumano prodotti che dobbiamo importare.
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      Qualcuno parlava dei sussidi al fotovoltaico, si ci sono stati ed erano decisamente convenienti, questi incentivi hanno creato una rete capillare di installatori che altrimenti non sarebbe mai nata, ora non mi pare esistano più gli incentivi …. ma la rete resta ed è in grado di affrontare con successo il grid parity.
      .
      Scrivevo anni fà che avremmo avuto il fotovoltaico su misura ….. ora pare lo si possa realizzare con le stampanti 3d ….. ed una batteria ….

      1. lui la plume
        Scritto da lui la plume

        Rispondo qui altrimenti si rimpicciolisce troppo,
        .
        La pubblicità (se la paga un privato) si riferisce a qualcosa che ha e che può vendere.
        .
        La ricerca (con soldi pubblici) non và indirizzata verso tecnologie di cui si vede la fine.
        .
        Ovviamente è chi guadagna utilizzando tecnologie consolidate che dovrebbe investire buona parte dei suoi guadagni in ricerca su tali tecnologie, per mantenerle valide nel tempo.
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        In passato ho letto con preoccupazione che qualcuno voleva produrre pannelli in zona ex Ferrania, meglio prepararsi a produrre qui quelli nuovi …
        .
        La potenza installata è ragionevolmente superiore al consumo attuale e futuro, si tratta di ammodernare il sistema rendendolo più sostenibile (la corrente và generata là dove la si consuma).
        .
        PS io non invoco nulla, documentandomi su i probabili sviluppi a breve ed interpretandoli mi faccio un’idea … non parto mai da certezze assolute.

        1. Scritto da Rinaldo Sorgenti

          Per farla non troppo lunga, rispondo di seguito numerando i suoi precedenti capoversi:

          1) pubblicità / privato: propone quello che può vendere. Forse! Il problema è che dal dire al fare ci sono di mezzo tecnologie che ancora non sono disponibili a condizioni ragionevoli e davvero sostenibili!

          2)Ricerca (con soldi pubblici): convengo che vada indirizzata verso tecnologie futuribili, non per duplicare pannelli solari convenzionali ed ancora molto poco efficienti!

          3)Convengo.

          4) pannelli ex-Ferrania: Perchè nella ex-Ferrania non si sarebbe potuto puntare su tecnologie innovabive supportate da ricerca?

          5)Potenza installata: Anche qui convengo. Logica (ed esempio di chi è più pragmatico di noi tra i paesi avanzati, la potenza dovrebbe essere molto meglio diversificata per Fonti (soprattutto per un Paese sostanzialmente privo di materie prime, e quindi notevolmente piuù a rischio dei ns. grandi concorrenti), mentre noi abbiamo una percentuale di solare FV (intermittente e non programmabile con certezza) molto maggiore di tutti i grandi Paesi avanzati; abbiamo una percentuale di moderni impianti a Gas ben superiore ai paesi avanzati e più ricchi di noi; in compenso non abbiamo produzione da Nucleare (ma non disdegnamo di importarlo d’Oltralpe – perchè costa meno!), ed abbiamo pochissimo Carbone, perchè gli pseudo-ambientalisti demagogicamente ne parlano male, ma non sanno che quello che conta sono le tecnologie. Loro, invece, demonizzano il combustibile, anche se, indubitabilmente, proviene dal mondo vegetale. Poi nulla dicono dei circa 20 milioni di biomasse che vengono ogni anno bruciate nei caminetti domestici, aperti! Sembra la barzelletta (ben poco condivisibile) che i fumatori dicono di non influire sulla salute degli altri, perchè a fumare vanno sul balcone! E dove ritorna il fumo emesso in atmosfera, con tutti i suoi contenuti notoriamente nocivi? Però, non abbiamo ancora visto blocchi stradali per attaccare questo argomento da parte degli pseudo-ambientalisti, che anche a Savona abbondano!

          Suvvia, diamo il giusto peso alle cose, nel bene e nel male. Altrimenti, … in-felice ritorno al misero passato! O no?

      2. Scritto da Rinaldo Sorgenti

        Già! La pubblicità ci dice molte cose, alcune di queste però devono ancora essere dimostrate e debbono risultare economicamente possibili. Nel frattempo, buonsenso vorrebbe che si continuasse a lavorare per difendere il benessere e finanziare la RICERCA per il possibile sviluppo futuro.

        A proposito invece di “potenza disponibile”, spesso si dice in Italia che ne avremmo in notevole eccedenza! Vero, ma:

        – si può chiamare “potenza disponibile” tutta quella che può essere utilizzata solo ad intermittenza e quando fattori naturali (come il sole od il vento) non sono sempre disponibili?
        – si può chiamare “potenza disponibile” quella di troppe centrali modernissime (alimentate a Gas Metano) che sono costrette a rimanetre spente perchè economicamente “non sostenibili” con il prezzo di produzione elettrica che ne consegue?
        Altri (molti e forse meno emotivi e più razionali di noi: Germania, USA, U.K., Giappone, ecc. ecc.) hanno meno Solare FV ed Eolico di noi (in proporzione ai loro consumi e produzione elettrica), ma molto più carbone, oltre al Nucleare! Che sbadati ed incoscenti, vero?

        Anche se in pensione, non credo davvero che sarebbe anche per lei apprezzabile una multipla fila di pale eoliche sul nostro litorale, poco fuori costa ad “abbellire” la visione del mare.

        Suvvia, “lui la plume”, lei invoca le tecnologie future, ma e videntemente disdegna le moderne tecnologie che oggi consentono di utilizzare opportunamente il combustibile più opportuno e sostenibile per produrre un fondamentale bene – per il benessere e lo sviluppo – che, indubitabilmente è stato e continua ad essere il Carbone! Ma non per gli italiani, per carità, noi siamo più “furbi e ricchi” degli ingenui tedeschi americani, inglesi, giapponesi, ecc. ecc.!

        Dimenticavo: vero che abbiamo finanziato una ampia schiera di “installatori” dei moltissimi pannelli solari FV fatti costruire per noi in Cina (prevalentemente!), ma ora quegli installatori pare siano disoccupati e/o costretti a cercarsi un altro lavoro. Speriamo non iper finanziato (con i soldi capziosamente prelevati dalle bollette elettriche di tutti i consumatori), come è stato (e continuerà ad essere fino al 2032 !!!) con i faraonici incentivi: arrivati a 14 miliardi di Euro/anno in bolletta nel 2014!
        Caspita, ma quanta ricerca ed accellerati utili risultati, nonchè di salutare occupazione e benessere si sarebbero potuti ottenere con \14 miliardi di Euro/anno ???

        Quesito che stranamente non appare mai dalla retorica pubblicistica di quei settori. Chissà perchè?

  3. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    leggo un articolo che mi è stato appena spedito…. (chiedo scusa …. ma l’argomento mi interessa):
    .
    “”Che i prezzi delle fonti fossili non tengano conto delle esternalità negative, che ricadono sulla società e sullo Stato (per esempio per le spese sanitarie e le bonifiche) lo sapevamo da sempre, ma la cosa sta diventando sempre più evidente. C’è tutto un filone di studi che cerca di includere i costi diretti e indiretti causati dall’uso delle fonti fossili, nel prezzo per KWh di energia prodotta. Sono sicuramente dei calcoli difficili da svolgere: non si parla solo di danni alla salute, ma anche di diminuzione della produttività agricola, fino a influenzare anche i tassi di crescita dell’economia.
    Ci sono poi tutti i danni indiretti, collegati soprattutto al surriscaldamento del clima con le conseguenze che esso comporta, che sono ancora più difficili da quantificare. Anche perché non è la sola CO2 l’unica colpevole, ci sono molte altre sostanze, che derivano dall’estrazione e dalla combustione di idrocarburi, che inquinano e vanno ad aumentare il carico di gas climalteranti in atmosfera. Si tratta di prodotti della combustione incompleta (polveri sottili), SO2, NOx, ammoniaca, metano e altri ancora.””
    .
    Fra non molto qualcuno calcolerà seriamente i danni causati dal rialzo della temperatura del mediterraneo da tutte le centrali elettriche che trattano l’ambiente come pattuniera.

    1. Scritto da rapalino

      I gas serra sono molti purtroppo!!!!!! Anche il vapore acqueo!!!! Il metano e tanti altri……….

      Ma qualcuno si informa e legge o guarda i documentari riguardo quello che succede al di fuori del pianeta? Lo sapete che il sole è in iper-attività e che siamo, se non sbaglio, al perielio?

      Sapete quanti danni ha fatto il vulcano Eyjafjöll nel 2010? oppure siete ottusi e pensate che visto che sono fenomeni naturali non inquinano?!?

      E cosa mi dite della produzione scellerata dei cinesi che stanno inquinando più di noi negli anni 60-70?!? Ah già la Cina è distante!!!! Però a me risulta che l’atmosfera sia la stessa per tutti.

      Come ripeto ci vuole controllo ma le energie alternative attualmente sono ancora ben lungi dall’essere sostitutive visto che per esempio se non c’è sole i pannelli rendono meno……..guardatevi le tabelle di rendimento e capirete
      certo in liguria potremmo fare parchi eolici in mare ma…….

      L’ipocrisia umana non ha limiti, 20 anni fa ci dicevano che le nostre auto inquinavano troppo, molto bene dammi l’alternativa!!!!
      Ora che abbiamo le auto che inquinano meno non và bene ed inoltre ci siamo affidati al benzene!!!!! i carburanti diesel biologici non si utilizzano o lo si fà in minima parte aumentando i prezzi dei carburanti……….ma facciamola finita e soprattutto cerchiamo di essere più coerenti!!!!

  4. lui la plume
    Scritto da lui la plume

    Quando leggo fra le righe una certa dose di “ricatto occupazionale” mi viene in mente quel film con Alberto Sordi (fin che c’è guerra c’è speranza …. mi pare)
    .
    dove l’albertone disponibilissimo a lasciare il vergognoso lavoro che stava correttamente portando avanti viene svegliato in anticipo dai parenti ecologisti ….. preoccupati dei minori guadagni …. e torna a vendere armi.

    Anche restando nel campo energetico di lavoro se ne può trovare in quantità …..
    basta volere ….
    e i soldi si trovano … basta volere ….
    .
    cercando solar cloud si trovano vari link ad iniziative che andrebbero tenute in osservazione e magari riprodotte localmente da aziende “credibili” … note.
    Immaginate una azienda di prodotti alimentari con tanti tanti clienti che entrasse nell’ottica di fornire (come promettono i solar cloud) una resa mensile …. alimentata da sconti fedeltà se spesa nei supermercati stessi …. magari una spesa futura on line … il tutto per 25 anni ….
    una pensioncina che si può creare con poco (50 dollari) ed alimentare mese per mese.
    .
    Ancora fantasia …. oggi … ma realtà domani.

  5. Scritto da Franco Caprillo

    Una opinione su due commenti:
    1 – l’eolico è un’ottima fonte peccato che in Italia siano state bloccate la quasi totalità di richieste di installazione di parchi a terra o off shore (come sempre gli impianti devono essere fatti ma a casa degli altri). E quando non c’è vento non producono energia,
    2 – Sulla violazione dei limiti, questo articolo è molto chiaro e gli atti pure: i limiti di emissione non sono mai stati superati. Il blocco è precauzionale per un danno ambientale e sanitario che non è, allo stato, dimostrato. Praticamente è come se i vigili ti fermassero in auto, hai il bollo, la revisione che dice che stai nei limiti di emissione e il libretto in ordine, ma te la sequestrano lo stesso perché potevi avere un’auto Euro 6 e invece ce l’hai Euro 4, e inquinando di più hai fatto presumibilmente dei danni. Questo è il sequestro preventivo in assenza di violazione dei limiti.

    1. lui la plume
      Scritto da lui la plume

      Rinnovabili, vi è uno sviluppo enorme nel campo delle “batterie” .
      Questi sviluppi
      (batterie che durano 25 anni, mezzi sperimentali a batteria con autonomia di 600, poi 850 poi 1300 km, autobus che girano già ora a batteria. ….. per non parlare di navi ed aerei che fanno il giro del mondo con le rinnovabili, ora mi arriva il messaggio di un campo fotovoltaico a 3452 metri sul monte bianco …. per azionare la funivia ….)
      insomma la ricerca in questa direzione è troppo diffusa per perdere tempo con il carbone,
      .
      Dispiace dirlo ma obiettivamente non credo riaprirà mai la centrale carbone TP troppi anni di ritardo nell’aggiornamento, troppa la distanza da recuperare, quando saranno operate tutte le prescrizioni sarà fuori mercato non più per qualche divieto … ma per il costo al kw.
      .
      Riprendendo il discorso danni ambientali nel dicembre 2014, per la prima volta da diversi anni non sono stato ricoverato d’urgenza … cosa cui ormai ero rassegnato …. una o due settimane di ricovero.
      .
      Sarà un caso …. ma …. forse non lo è.

    2. lui la plume
      Scritto da lui la plume

      Non sono un giudice ma ogni persona è portata per sua natura a farsi una opinione.
      .
      Non sono mai stati superati i limiti …..
      è un dato che è stato reso inaccettabile dalle indicazioni fatte da fautori della ripresa lavorativa
      affermare che nessun calo di inquinamento è stato rilevato dopo mesi e mesi di fermo
      è una colossale sciocchezza
      indica solo un fatto
      il posizionamento delle centraline di rilevazione è stato fatto “probabilmente” male.
      .
      Difficile è a questo punto evitare un severo controllo.
      .
      Anche alcune posizioni della dirigenza (“copro il parco carbone solo se mi permettete di raddoppiare”, era meglio leggere “non lo faccio perchè è assolutamente inutile”) sono inaccettabili, dimostrano un totale mancanza di …. tutto.