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Lettere al direttore

Stupri e violenze tra giovani: per Roberto Nicolick la causa è “l’assenza assoluta di valori nei giovani”

Qualche settimana fa viene alla luce un affatto orrendo: un branco di adolescenti ha stuprato per mesi, ricattandola una coetanea tredicenne, i giovanissimi criminali hanno anche documentato con i cellulari lo scempio che hanno compiuto sulla piccola vittima, quando si è ribellata non hanno trovato di meglio che inviare alla madre le foto dei loro gesti sulla figlia.

Ieri, un altro terribile crimine emerge: una diciassettenne, a Genova Sestri, picchia selvaggiamente a calci e pugni per una decina di minuti, una ragazzina di appena 12 anni. Il pestaggio su commissione di un’altra giovane criminale, è originato fa futili motivi e avviene in un parco pubblico in mezzo alla gente e con l’incitamento di altri teppisti minorenni compiaciuti dello spettacolo, anche in questo caso è “filmato” e divulgato via web.

Siamo al delirio.

Di fronte a questi orrendi fatti, emerge in tutta la sua evidente dolorosa chiarezza che questi giovanissimi attori e i loro comprimari non possiedono alcun tipo di valore morale questa è la realtà e si evidenzia un’altra caratteristica: la loro forte aggressività, il loro disprezzo per il prossimo anche se giovane, la loro spietatezza anche verso chi è in condizioni di assoluta inferiorità numerica, fisica e psicologica, il loro sadismo che si manifesta nel piacere che essi provano nell’infliggere sofferenze ad altre persone.

In definitiva questi adolescenti non sono semplicemente dei bulli, ma sono qualcosa di più, c’è in loro un compiacimento nello schiacciare sotto le loro scarpe delle persone indifese, hanno una arroganza nel comportamento che colpisce e crea terrore nei loro coetanei che hanno la sfortuna di entrare in contatto con questi criminali.

Le famiglie di questi delinquenti non hanno alcun potere educativo su di loro e magari azzardo che sono responsabili di aver slatentizzato questi istinti belluini, quindi sperare in una azione correttiva nell’ambito famigliare mi pare vano.

Visto che questi giovanissimi criminali hanno commesso reati, particolarmente odiosi, da adulti, ritengo che debbano essere trattati come tali.

Forse il riformatorio e una istituzione analoga mi apre inadeguata per questi soggetti che comunque devono essere messi in condizione di non danneggiare più nessuno pertanto vanno ristretti in ambiti penitenziari dove saranno pesci piccoli in mare popolato di squali.

Roberto Nicolick

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