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Società del Gruppo Fotia sotto sequestro: fissato per il 25 marzo il Riesame video

I legali dell'imprenditore chiederanno la revoca del provvedimento disposto dal gip Giorgi

Savona. E’ stata fissata per il 25 marzo l’udienza davanti al tribunale del Riesame per discutere il ricorso presentato dai legali che tutelano la famiglia Fotia contro il sequestro preventivo delle società “Scavo-Ter”, “P.D.F.” e “Se.Le.Ni.”.

Il ricorso era stato depositato in tribunale a Savona lo scorso 14 marzo e proprio oggi i giudici hanno cominciato la data della discussione. La prossima settimana quindi i difensori della famiglia Fotia (gli avvocati Giancarlo Pittelli, Giovanni Ricco, Alain Barbera, Giuseppe Mammoliti del foro di Locri, insieme al professor Acquarone per la parte amministrativa) chiederanno la revoca del sequestro disposto dal gip Fiorenza Giorgi.

Questa mattina in occasione della conferenza stampa convocata da Pietro Fotia, l’avvocato Giuseppe Mammoliti, proprio in riferimento al ricorso, aveva precisato: “Ci troviamo a dover affrontare il tribunale del Riesame, ma tutto nasce da presunte relazioni parentali e dico presunte perché dimostreremo che non sono tali. È in corso una sorta di pulizia etnica verso i calabresi. Come è possibile che per 45 anni i Fotia siano rimasti sconosciuti e oggi invece venga esaltato in senso negativo un personaggio, ovvero Pietro Fotia che però ha relazioni di affetto e stima in città e non solo” spiega l’avvocato Pino Mammoliti.

“I Fotia da 45 anni danno lavoro a decine di persone. E ora troviamo una ditta, che per anni ha garantito benessere sociale, costruito strade, subire una sorta di pulizia etnica. Ci troviamo – prosegue il legale – con un gruppo di persone incensurate che vengono moralizzate da un pluripregiudicato. Forse vuole favorire il reingresso sul mercato di altre ditte o di veri cartelli che controllano la Liguria”.

“La nostra aspettativa per il tribunale del Riesame è quella di incontrare persone terze che sappiano leggere la situazione come realmente è. Noi aborriamo la criminalità organizzata, ma vogliamo ribadire che il teorema ‘calabrese uguale ‘ndranghetista’ non si può far valere. Se non ci affidiamo alle speranze derivate dallo Stato di diritto non possiamo andare avanti. Vogliamo però ribadire che questa tortura è insostenibile, c’è uno stalking mediatico per distruggere le società del gruppo Fotia” conclude l’avvocato Mammoliti.

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