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“Sfogo” in aula contro il pm, rinviato a giugno il processo a Pietro Fotia

Con il recente decreto legisaltivo che introduce l'archiviazione per la tenuità del fatto le accuse verso l'imprenditore potrebbero cadere

Torino Oltraggio a magistrato in udienza. E’ l’accusa della quale deve rispondere l’imprenditore Pietro Fotia per l’episodio accaduto il 5 febbraio del 2014 in tribunale a Savona quando, in aula, si lasciò andare ad uno “sfogo” nel quale venne coinvolto il pubblico ministero Ubaldo Pelosi.

Una vicenda per la quale, dopo la relazione inviata dalla Procura di Savona ai colleghi della Corte di Appello di Torino (competente in questi casi), Fotia era stato rinviato a giudizio. Questa mattina nel tribunale del capoluogo piemontese si è conclusa la discussione del processo che, alla luce del recente decreto legislativo che introduce nel Codice penale una nuova causa di non punibilità “per tenuità del fatto”, potrebbe concludersi con un proscioglimento.

Al termine dell’arringa difensiva, durante la quale i legali dell’imputato hanno sottolineato proprio l’occasionalità del fatto e l’assenza di un danno grave per la parte offesa (il pm Pelosi non si è costituito come parte civile), il processo è stato rinviato al prossimo giugno per la sentenza.

Il decreto legislativo che è stato approvato definitivamente lo scorso 12 marzo innesta un nuovo articolo, il 131 bis nel Codice, per escludere da punibilità i reati sanzionati fino a 5 anni di reclusione, a due condizioni: quando l’offesa è di scarsa gravità e quando la condotta non è abituale. Presupposti che, secondo i difensori di Fotia, sono applicabili in questo caso.

Se la tesi venisse accolta dal giudice lo “sfogo” dello scorso 5 febbraio potrebbe non avere conseguenze. Quel giorno Pietro Fotia, allora imputato del procedimento del quale si stava celebrando l’udienza, aveva alzato la voce in aula per protestare contro la presenza (autorizzata) della telecamera di un giornalista freelance, Mario Molinari, che poi aveva diffuso le immagini dell’episodio attraverso la Casa della Legalità.

Come documenta il video girato dagli esponenti della Casa della Legalità (che era finito anche su youtube), Fotia si era rivolto, puntandogli il dito contro, al pm Ubaldo Pelosi pronunciando la frase: “Tu sei responsabile, ricordalo”. Proprio queste parole gli erano costate l’accusa di oltraggio a pubblico ministero in udienza.

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