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Scajola a processo a Reggio, la deposizione di Papaleo: “Tentò di coprire la latitanza di Matacena” foto

Secondo il vicequestore, già alla Dia di Reggio Calabria, l'ex ministro diede "soldi anche per Chiara Rizzo per essere autonoma e vivere a Montecarlo in un appartamento intestato a suo nome"

Reggio Calabria. Claudio Scajola é tornato nel Tribunale di Reggio dove, insieme a Maria Grazia Fiordelisi, é processato con l’accusa di avere favorito la latitanza di Matacena e per avere tentato di farlo trasferire a Beirut.

L’udienza é proseguita con la deposizione del vicequestore della polizia Leonardo Papaleo, giá alla Dia di Reggio Calabria. L’investigatore ha parlato dei tentativi messi in atto per garantire a Matacena ed ai suoi familiari sicurezza economica e la copertura in Libano all’ex deputato latitante. In particolare Papaleo ha riferito delle intercettazioni dei colloqui tra Scajola e l’imprenditore catanzarese residente a Beirut Vincenzo Speziali. Intercettazioni dalle quali, secondo l’accusa, emergerebbe anche la disponibilitá di Scajola, una volta eletto al Parlamento europeo, di erogare una somma di oltre quindicimila euro al fine di procurare alla moglie di Matacena Chiara Rizzo un’autonomia finanziaria tale da consentirle di affittare un immobile a suo nome a Montecarlo.

Dalle risposte di Papaleo alle domande del pm della Dda di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo e’ emersa la scarsa rispondenza al dato processuale delle motivazioni che avrebbero spinto Scajola a cedere il danaro alla Rizzo sulla scorta di un semplice rapporto amicale. Il processo riprenderá il prossimo 8 aprile. In quella occasione é probabile che il processo sia riunificato con quello di Chiara Rizzo, che oggi non si é celebrato per un impedimento dei suoi difensori. E Scajola commentando un’intervista rilasciata da Matacena, latitante a Dubai dopo la condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, ha detto: “Comprendo le difficoltá di Matacena, ma mi auguro che questo processo si celebri sui fatti e sulla concretezza degli atti”.

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