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Savona, una petizione contro il bullismo omofobico nelle scuole

Savona. Una petizione nazionale contro il bullismo omofobico nelle scuole. E’ quella organizzata da Agedo, Arcigay, Arcilesbica, Associazione radicale “Certi Diritti”, Equality Italia, Famiglie Arcobaleno, Gay Center e che sarà presentata ufficialmente giovedì mattina.

“La scuola pubblica così come è stata delineata dalla nostra Costituzione – spiegano i promotori – rappresenta il luogo privilegiato in cui riconoscere il diritto di tutti ad essere sostenuti nel cammino verso ‘il pieno sviluppo della persona umana’, attraverso la rimozione degli ‘ostacoli di ordine economico e sociale’, che limitano di fatto ‘la libertà e l’uguaglianza dei cittadini’. La scuola è uno strumento di attuazione dell’articolo 3, perché a scuola vengono poste le basi affinché ogni bambino e bambina, ogni ragazzo e ragazza abbia tutte le opportunità per realizzarsi come persona”.

A volte le cose non stanno così: “Purtroppo in Italia per molti ragazzi e molte ragazze gay, lesbiche, bisessuali e transessuali così non è: la scuola non è un luogo sicuro, un posto dove trovare modelli positivi su cui progettare la propria vita. Anzi, la scuola può rappresentare il luogo in cui essere gay, lesbiche, bisessuali o transessuali significa essere esposti all’insulto, alla derisione, all’isolamento; un luogo in cui si impara che è meglio nascondersi per evitare violenza, bullismo, emarginazione. Un luogo in cui è difficile anche chiedere aiuto perché significa esporsi, non trovare l’appoggio dei compagni o degli adulti. Un luogo in cui il diritto all’istruzione passa in secondo piano, perché l’adolescente gay, lesbica, bisessuale e transessuale deve prima di tutto difendere la propria persona”.

Tutto ciò provoca gravi conseguenze, anche irreversibili, sul piano educativo ed esistenziale: “Forte disagio e paura di tornare a scuola, diminuzione del rendimento scolastico, abbandono degli studi, emarginazione, livello basso di autostima, sentimenti di depressione e impotenza, rischio di tentato suicidio e suicidio. Le ricerche nazionali e internazionali parlano chiaro: il 4 per cento degli studenti ha subito ripetutamente, con cadenza settimanale, atti aggressivi perché percepito come gay, lesbica, bisessuale o transessuale, soprattutto nel periodo che va dalla terza media al primo biennio della scuola superiore; sono quindi circa oltre 100 mila le vittime di bullismo omofobico per anno scolastico. Ben un terzo dei giovani, che ogni anno si tolgono la vita, è costituito da gay, lesbiche, bisessuali e transessuali; inoltre gay, lesbiche, bisessuali e transessuali tentano di uccidersi da due a tre volte più spesso rispetto agli e alle eterosessuali della stessa età, a causa della discriminazione e stigmatizzazione sociale”.

Da qui la reazione: “Le associazioni che presentano questo documento da anni sono impegnate a lavorare con le scuole e nella società per diffondere una cultura del rispetto, per dare visibilità e legittimità all’essere gay, lesbica, bisessuale e transessuale, sottolineando che non è una malattia, né contro natura o una perversione, ma, come affermato già nel 1990 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’omosessualità è ‘una variante naturale del comportamento umano’, che comporta l’attrazione affettiva o sessuale tra individui dello stesso sesso. Chiediamo al presidente del consiglio e al Governo che sia rafforzata e data piena attuazione alla ‘Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013 -2015)’, anche nella prospettiva del triennio 2016-2018; chiediamo infine che alla scuola sia data la possibilità di essere nel suo compito educativo uno spazio di elaborazione culturale e sociale che risponda alle esigenze di cambiamento e che contribuisca a quella uguaglianza sostanziale tra tutti i cittadini, di cui il nostro Paese ha tanto bisogno”.

Commenti

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  1. Scritto da Ramarro

    gli animali nella fattoria erano tutti uguali…. ma ce n’erano alcuni più uguali degli latri…… (libera citazione da “La fattoria degli animali”. Meditate gente meditate.