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Regione, via al fondo di garanzia “salva impianti” per le associazioni sportive: 1 mln dai contributi non usati dai comuni

Liguria. Con l’approvazione della legge Omnibus, il provvedimento licenziato ieri dal consiglio regionale a carattere finanziario e organizzativo, è stato istituito un fondo di garanzia presso Filse per agevolare le esigenze di investimento delle piccole associazioni dilettantistiche che gestiscono impianti sportivi pubblici, in modo da poter ottenere prestiti dalle banche e poter così accendere mutui.

“Si tratta di un provvedimento che offre opportunità enormi alle associazioni sportive che intendano effettuare investimenti sull’impiantistica, dando vita ad un moltiplicatore di risorse e garantendo all’associazionismo sportivo di poter intervenire direttamente sugli impianti e sulle strutture”, afferma l’assessore allo Sport della Regione Liguria Matteo Rossi.

Il Fondo attivato infatti, verrà implementato a partire da oggi da tutte quelle risorse frutto di revoche di contributi regionali a favore delle amministrazioni comunali che, per diverse ragioni, non hanno portato a termine lavori di realizzazione e messa a norma dell’impiantistica sportiva. Si stima che queste risorse, una volta contabilizzate, possano ammontare fino a 1 milione di euro.

Aggiunge Rossi: “Molto spesso ci troviamo di fronte a associazioni e società disposte ad investire sugli impianti dove svolgono la propria attività, volontà che però viene negata perché per l’accensione di un mutuo o di altre forme di finanziamento dilazionato occorre fornire adeguate garanzie economiche e patrimoniali che le società non hanno. Grazie all’attivazione di questo strumento, sarà più facile l’accesso al credito per tutto il sistema sportivo ligure, dando un concreto incentivo a fare investimenti per la costruzione e ristrutturazione degli impianti sportivi del nostro territorio, anche attraverso convenzioni mirate e al coinvolgimento di Istituti di credito che offrano formule vantaggiose in termini di moltiplicatori del capitale investito”.

“Uno strumento vitale e che va incontro alle esigenze manifestate dalle associazioni sportive, spesso desiderose di dare il proprio apporto al settore ma impossibilitate ad intervenire perché ingabbiate in macchinose procedure burocratiche che vincolano e limitano le amministrazioni locali nell’effettuare investimenti sugli impianti di proprietà pubblica”, conclude.

Commenti

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  1. Scritto da Sergio Sanguineti

    Darli a chi potrebbe averne necessità per sopravvivere oppure per i bimbi, no, eh? Meglio darli alla greppia dello sport… Può essere fonte di consensi aggregati, di voti e, quindi, di mantenimento del potere: meglio la poltrona che il welfare, vero compagni “dem”???