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Regione, Melgrati (FI) propone una proroga dei termini per i piani urbanistici: “Tutelare i paesi senza depuratore”

Regione. “Questa modifica è necessaria per tutelare le amministrazioni comunali dei Comuni che non sono ancora riusciti ad avviare gli impianti di depurazione (non certo per colpa loro)”.

Il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Marco Melgrati ha presentato oggi un emendamento al Ddl 389, definito Omibus che va a interessare diverse leggi regionali con modifiche o proroghe. “La modifica proposta da Forza Italia, sollecitata da alcuni sindaci e amministratori del ponente, è tesa a dilazionare ulteriormente il termine di 3 anni, portandolo di fatto a 6 anni, che era stato dato per l’approvazione di piani urbanistici comunali e di strumenti urbanistici attuativi e delle relative varianti, o l’approvazione di progetti comportanti modifica dei piani o degli strumenti urbanistici attuativi, che determinino incremento del peso insediativo, in assenza di impianti di depurazione”.

Continua Melgrati: “Diversamente, anche sulla scorta di vicende complicate per la depurazione, nel ponente della provincia di Savona, ma anche in altre provincie liguri, dove l’avvio delle procedure per la realizzazione degli impianti di depurazione ha avuto ritardi non totalmente attribuibili alle amministrazioni locali, ci sarebbe, per queste località non dotate di impianto di depurazione, la paralisi totale della attività edilizia, in un momento già drammatico per il settore”.

“Non si può pensare di addebitare ai Comuni colpe per il mancato raggiungimento dell’obiettivo della realizzazione dei depuratori. Colpe che sono da attribuire alla mancanza di programmazione, alle difficoltà di coordinamento tra i comuni, ai campanilismi e soprattutto alla difficoltà di copertura finanziaria delle operazioni economiche connesse alla realizzazione di questi impianti”.

Il gruppo di Forza Italia si augura che la giunta regionale accolga questo emendamento, che diversamente “costituirebbe la paralisi dell’attività edilizia dei comuni che ad oggi non sono dotati di impianti di depurazione, facendo mancare agli stessi comuni quelle limitate risorse che derivano da interventi già programmati ed inseriti negli strumenti urbanistici comunali, creando un danno economico ai Comuni e agli operatori della filiera dell’edilizia”.

“La vicenda dell’impianto di Villanova d’Albenga – conclude Melgrati – è emblematica dei problemi che hanno avuto le progettazioni e le realizzazioni di questi impianti; impianto di Villanova d’Albenga, già appaltato in project financing, che doveva servire alla depurazione del ponente savonese, da Andora a Laigueglia, da Alassio ad Albenga e Ceriale, e che invece è stato abbandonato per una nuova ipotesi, quella del depuratore consortile di Borghetto, che dovrà essere realizzato per stralci funzionali”.

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