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Regione, Melgrati (FI) attacca Rambaudi: “Che fine ha fatto la legge sulla tutela dell’indipendenza dei portatori di handicap?”

Regione. “Con l’ultimo Consiglio Regionale si è svolta una maratona per approvare provvedimenti ritenuti ‘fondamentali’ prima della scadenza del mandato, come il mutuo da 20 milioni di euro per fare marchette elettorali, o un improbabile ‘Piano dei Rifiuti’, ma di questa legge proposta da Forza Italia seppur messa a calendario, se ne sono perse le tracce. Vogliamo un impegno forte da parte di tutti i candidati alla Presidenza della Regione per far approvare questo importante provvedimento. La legge esiste. Basta approvarla”.

Il capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati interroga l’assessore regionale Lorena Rambaudi a proposito della proposta di legge sulla “Disciplina per la vita indipendente e autodeterminata di persone con handicap grave” avanzata dal suo gruppo. “Con una lettera l’assessore ci aveva fatto sapere che ‘condivideva per la quasi totalità i contenuti’ e ci proponeva ‘una collaborazione al fine di migliorare gli atti amministrativi in elaborazione’, chiedendoci di ‘rinunciare al disegno di legge che per problema di metodo e non di merito mi porterebbe ad una posizione contraria e dare evidenza dei modi che riterremo opportuni della collaborazione fra Giunta e Consiglio nella sua interezza’. Al nostro rifiuto ad abbandonare la legge, l’assessore Rambaudi di fatto affossava questa legge, impedendo che compisse il suo iter in Commissione e che venisse portata in Consiglio Regionale, proponendo una delibera che di fatto nega i diritti dei disabili gravi e dei familiari, i cosiddetti ‘caregiver’, che già oggi assistono a casa i disabili gravi, senza copertura economico-finanziaria dalla Regione Liguria. Questo i familiari dei disabili lo devono sapere, prima di andare al voto delle regionali”.

“Infatti oggi mentre chi è ricoverato ha diritto a un Lea (livello essenziale di assistenza) perché assistito da personale infermieristico chi e a casa fino ad ora non poteva averlo perché per chi è in Rsa o in Rsd risponde il fondo sanitario nazionale mentre per chi e a casa risponde il fondo sociale (di cui rispondono i Comuni) che soldi non ne ha mai. Le delibere pilota per l’assistenza indiretta in Liguria sono la N° 226 del 1 marzo 2013 che prevedono l’erogazione degli assegni di cura per chi deve provvedere all’assunzione di un assistente familiare e che riconoscono un contributo forfettario ai familiari che si occupano direttamente delle persone affette da patologie o da handicap invalidanti e da non autosufficienza qualsiasi sia la loro età (compresi i minorenni) e la 862 del 15/07/2011; solo che, pur avendo adottato delibere per l’assistenza indiretta la Regione ha sempre negato gli assegni di cura perché li hanno sempre agganciati al comparto assistenziale che quindi e legato alla disponibilità finanziaria”

Per questo è necessaria la legge proposta dal gruppo di Forza Italia: “Capiamo che i numeri non sono altissimi, e quindi non può diventare (come non è diventata) una marchetta elettorale della sinistra, ma una volta per tutte bisogna dare una risposta a chi assiste a casa i propri familiari con disabilità grave e gravissima, per risolvere le difficoltà gravi che attanagliano le famiglie in un percorso così delicato che va sostenuto anche burocraticamente attraverso gli strumenti che la legge 162/98 prevede”.

Altra cosa che appare chiara è che ancora una volta si è voluto, da parte della giunta di Sinistra, favorire il mondo della cooperazione, tradizionalmente legato alla sinistra, e che foraggia, direttamente e indirettamente, le campagne elettorali del Partito Democratico. Infatti si è favorito, sia con le iniziative del Governo di Renzi e compagni, sia con quelle della giunta di sinistra, i servizi delle cooperative, centri diurni, ricoveri di sollievo in Rsa; i servizi per l’accesso e la presa in carico dalla rete assistenziale (i carrozzoni in materia sono già ampiamente foraggiati ma non bastava); i servizi a carattere comunitario per la prima infanzia, quindi case famiglia e comunità; servizi a carattere residenziale per le fragilità, quindi Rsa e Istituti, favorendo di fatto residenze assistite e cooperative. La nostra legge per l’assistenza domiciliare indiretta intende invece che i soldi (con assegni di cura/servizio) vadano direttamente al disabile e non passino attraverso nessun tipo di mediazione che favorisca le cooperative, ma umilia il disabile e lo allontana dai parenti, fino alle aberrazioni che puntualmente emergono, scoperte dalla Magistratura anche di recente, con abusi e soprusi verso i disabili ricoverati, purtroppo”.

Conclude il capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati, un forte impegno in primis dell’assessore Rambaudi, ricandidato dal Pd, ma anche da tutti i candidati presidenti nel loro programma di governo, per realizzare questo percorso di civiltà e ridare dignità ai disabili gravi e gravissimi che scelgono di essere curati a casa dai propri familiari, come prescrive la legge statale 162/98 a sostegno delle persone disabili”.

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