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Regionali, Melgrati accusa: “Per Miceli pronto posto da assessore esterno, alla faccia dei due mandati”

Liguria. La battaglia politica in vista delle prossime elezioni regionali entra sempre più nel vivo, e tra le figure più attive c’è sicuramente Marco Melgrati, consigliere di Forza Italia: il suo obiettivo è stavolta Nino Miceli del Pd (in primo piano nella foto, sullo sfondo dopo Vaccarezza proprio Melgrati), che anche se non sarà in lista sarebbe pronto, secondo Melgrati, a ricoprire il ruolo di assessore esterno.

“La assurda polemica sull’inutile Ordine del Giorno dell’ultimo Consiglio Regionale della legislatura sulla figura di Pertini, che non ha certo bisogno dell’avvallo della minoranza, da parte di un membro di maggioranza che, volendo, ha a disposizione mezzi e risorse per provvedere, appoggiandosi alla giunta amica, mi ha sollecitato alcune riflessioni – inizia il comunicato di Melgrati – A differenza di qualcuno, mi occupo di Sanità da quando sono stato eletto e il mio lavoro, che conduco senza sosta da allora, è visibile agli atti della Regione. Recentemente ho iniziato a passare in rassegna i guai occorsi alla Sanità del savonese anche occupandomi di alcuni personaggi del PD i quali, a vario titolo, hanno preso parte alle vicende che hanno coinvolto negativamente soprattutto gli ospedali di Pietra-Albenga e Cairo. Non tanto per motivi elettorali o scandalistici, visto che i cittadini sanno benissimo che non mi occorre questa metodica, quanto per tutelare la sanità ligure informando gli elettori su chi saranno chiamati a votare”.

“In questo ragionamento non dovrebbe in teoria rientrare e quindi non dovrei neppure piu’ occuparmi dell’onnipresente Consigliere capogruppo del Pd in Consiglio Regionale, ex sindacalista CGIL Nino Miceli da Loano, al suo secondo mandato in Regione dal 2005, in quanto il nostro simpatico politico professionista, per una regola di partito non potrà più candidarsi alle prossime elezioni regionali. Ma, come dicono i ‘rumors’, pare che gli accordi siano già definiti e sembra infatti che a Lui abbia pensato il partito, trovandogli una sistemazione, con un bell’assessorato esterno, se vinceranno… e visti i meriti sul campo, addirittura un assessorato importante come quello alla Sanità (o delle Infrastrutture)”: eccola, l’indiscrezione riportata dal forzista.

“Ovviamente non fruirà dei vantaggi del cosiddetto listino – precisa Melgrati – ma della facoltà di chiamata agli assessorati pescando tra gli esterni, non eletti (una porcata introdotta di recente dal PD, modificando a maggioranza semplice lo statuto Regionale). Sulla questione del listino abbiamo in ogni modo cercato di impedire che una simile nefandezza potesse essere ancor protratta ma il PD ha ben giocato le proprie carte con una precisa strategia che aveva lo scopo di presentare una proposta inaccettabile proprio per prolungare la vita al comodissimo strumento di gestione del potere che da sempre utilizzano”.

“Tra i meriti sul campo del nostro fortunato consigliere, ricordiamo il suo impegno e gli sforzi profusi per riuscire a de-aziendalizzare il DEA di Santa Corona, ben accompagnati da improbabili promesse e invitanti propositi di autonomia successiva. Un impegno il suo coronato da “successo” a distanza di un anno, nonostante qualche piccolo incidente di percorso ( il giorno del S.Corona DAY era addirittura presente alla manifestazione e oltre ai cori con epiteti irripetibili che gli vennero indirizzati per poco i manifestanti non passarono alle vie di fatto). Peccato che il potenziamento di Albenga e le famose “sinergie” promesse non si siano mai viste e fossero in realtà un modo come un altro per cercare di indorare la pillola amara che faceva digerire agli elettori ai quali poco tempo prima aveva chiesto e ottenuto il voto per andare in Regione. Anzi, la de-aziendalizzazione coincise, come si vide in seguito, con lo spezzettamento disorganico della sanità del ponente, l’esatto contrario di quanto promesso, con soppressioni e depotenziamenti selvaggi di reparti e taglio di posti letto come ben sappiamo! Il tutto all’indice del ben noto motto “divide et impera”.

“Non dimentichiamo neppure il suo impegno per trasformare l’Ospedale di Albenga da presidio territoriale a centro di recupero fughe con l’appalto della chirurgia artoprotesica ai privati in convenzione – insiste Melgrati – A questo proposito ricordo ancora con particolare disgusto quel pomeriggio del 5/11/2011 quando in un incontro tra consiglieri regionali e Primari dell’Ospedale S. Maria di Misericordia, sentii con le mie orecchie l’interessato, con inaudito “coraggio”, rivolgendosi ai primari e a noi consiglieri di minoranza che restammo allibiti e sgomenti, ammettere con candida tranquillità che nel futuro dell’ospedale di Albenga vedeva, non tanto un ospedale territoriale quanto una bella clinica, un centro di eccellenza, ma privato, ben lontano da quello che rappresenta come ospedale territoriale e in unione al DEA di Pietra Ligure. Poi i fatti sono noti e dall’ospedale vennero soppressi reparti senza nessun riguardo per le esigenze di un comprensorio di oltre 63.000 residenti come Ortopedia, Chirurgia o Ostetricia, e si fece posto al reparto di ortopedia privato che da tutto il PD era stato spinto in ogni modo”.

“Non sono mancate poi altre imbarazzanti ammissioni circa la realizzazione dell’ospedale unico a Savona, che già nel 2011 prevedeva la soppressione di tutti gli altri tre Ospedali, nei piani dell’Ufficio politico del PD provinciale. Quell’ipotesi, elaborata nelle stanze del partito a Savona, che la stessa riproposta tra mille polemiche da Livio Di Tullio a luglio dello scorso anno e che rappresenta ormai la “colonna sonora “ cantata all’unisono da tutti i compagni del PD, indipendentemente dalla loro appartenenza territoriale ( Miceli abita a Loano ed è stato eletto con i voti di quella zona e non di certo con quelli savonesi) e di corrente interna (renziano dell’ultima ora come tanti altri). Ma territorio o no, corrente o non corrente, quando si tratta di far quadrato, i piddini dimenticano tutto e sono insuperabili: dicono tutti la stessa cosa e assimilano senza alcun indugio la medicina dell’omologazione di pensiero, anche se amara”.

“Il nostro compagno radical-chic non c’è che dire, quello che promette (che in molti casi si è tradotto in una specie di “minaccia”) mantiene, in qualche modo… in tutti i casi. Cos’ è accaduto per la distruzione di S.Corona e per Albenga e chissà cos’altro ancora deve avverarsi, visto che il nostro si è dimostrato molto precognitivo oppure bene informato se non addirittura molto potente… visto che tutte le volte, purtroppo, ci azzecca. Ecco quale potrebbe essere il premio per tutti questi “successi“ sanitari: a chi i compagni pare metteranno in mano la sanità savonese se dovessero vincere, nonostante tutte le grane che hanno in casa? All’influente e onnipresente piddino di lungo corso, il fedelissimo “compagno” loanese il quale, dopo aver eluso in ogni modo i tentativi di F.I e della minoranza di far abolire il vergognoso listino dalla legge regionale, pur di restare a sedere sulle poltrone della Regione non si formalizzerà certo se dovrà essere pescato come assessore esterno, quindi senza nemmeno passare dal voto. Metodo questo che di questi tempi, di fronte ai cittadini non è certo popolare come “premio” alla carriera, ma tant’è…”, conclude Melgrati.

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