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Protezione civile, Rixi: “Bocciato il coordinamento nelle emergenze”

Liguria. “L’assessore Paita non è stata in grado di coordinare le colonne della Protezione Civile, pronte a venire in soccorso della popolazione e delle imprese gravemente colpite dalle ultime alluvioni di ottobre e novembre”. Il duro attacco arriva da Edoardo Rixi, candidato presidente in pectore della Lega Nord alle prossime elezioni regionali proprio contro Raffaella Paita.

“Lo ha detto anche Gabrielli – puntualizza Rixi – confermando di fatto quanto abbiamo denunciato fin da subito: per chi è stato sul territorio è stato subito evidente che la macchina del coordinamento della Protezione Civile era inceppato e non per mancanza o poca professionalità dei volontari, ma per assoluta carenza nella gestione del sistema complessivo dell’emergenza. Ricordiamo bene che i volontari non avevano acqua potabile, pale e tutto il necessario per fronteggiare la situazione”.

Oggi la Paita ci viene a dire che è stata una sottovalutazione del rischio collegata alle previsioni meteo. Penso che sia una motivazione inaccettabile – accusa il leghista – le alluvioni, purtroppo, si verificano con una cadenza tragica ormai stagionale. Non prevedere i possibili rischi è come mettere l’auto in folle, buttarsi giù dalle curve della Milano-Serravalle, non allacciare le cinture e poi, allo schianto, dire che si è sottovalutato il rischio”.

“La Regione Liguria dovrebbe dare conto ai liguri di quante sono state le risorse in questi anni destinate al finanziamento della Protezione Civile e cosa sia servito spendere soldi per allestire una macchina dell’emergenza che poi non si è in grado di guidare – continua il consigliere regionale del Carroccio – Il sistema della gestione emergenziale, ricordo, non ha funzionato per almeno 36 ore dall’alluvione. Si è dovuto aspettare l’arrivo dell’esercito per fare fronte alle criticità sul territorio, nonostante, per diretta ammissione del capo della Protezione Civile, ci fossero colonne di volontari pronte a intervenire in Liguria e poi dirottate su altre regioni colpite da analoghe calamità”.

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