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Processo per le case cooperative di Pietra: Gariano si difende in aula

In aula per ascoltare la deposizione dell'imputato c'erano anche le parti civili del processo

Savona. Da una parte l’imputato, Renato Gariano, dall’altra i soci delle cooperative che si sono costituiti parte civile nel processo. E’ ripreso con un’udienza simile ad una sorta di “faccia a faccia” il processo per la vicenda della costruzione di 50 case cooperative in via Crispi a Pietra Ligure.

Questa mattina infatti in aula è stato “esaminato” proprio Gariano, ex presidente del Consorzio regionale cooperative ligure, che nel corso di un’audizione durata più di due ore si è difeso ed ha risposto alle domande del suo legale, del pm, dei giudici e degli avvocati di parte civile. A giudizio insieme a lui ci sono la moglie Silvana Colombo e altre quattro persone: i tre ex presidenti delle cooperative edilizie (Domus Uno, Alfa Casa e Toirano Uno), Graziella Frasca, Emanuela Inchingolo, Claudio Baietto e il direttore dei lavori del cantiere di via Crispi, Enrico Zunino.

Gli imputati devono rispondere a vario titolo di truffa, concussione e falso (Frasca per Alfa Casa; Inchingolo per Domus Uno; Baietto per Toirano Uno). In una delle udienze preliminari il giudice aveva disposto il sequestro conservativo di 8 milioni di euro dalle proprietà di Gariano e degli altri imputati sulla base della richiesta di 22 delle parti offese, assistite dall’avvocato Gianfranco Nasuti. Erano state circa una trentina delle 65 parti offese, all’inizio del procedimento, a decidere di costituirsi parti civili (molti di loro questa mattina erano in tribunale per ascoltare le dichiarazioni di Gariano).

A Gariano, Zunino, Frasca e Baietto i pm titolari dell’indagine, Chiara Maria Paolucci e Danilo Ceccarelli, hanno contestato anche la truffa aggravata in merito ai contributi pubblici concessi alle cooperative, oltre al falso perché avrebbero dichiarato uno stato di avanzamento lavori non corrispondente al vero. Per Gariano, Frasca, Baietto e Inchingolo è stata contestata anche la concussione a seguito delle presunte minacce a danno dei soci in caso non avessero versato le somme richieste, senza contare l’impedimento sul controllo dei bilanci. Infine, sempre per Renato Gariano e la moglie, tra i reati contestati, anche l’utilizzo di materiale edilizio delle coop a scopi privati. Oltre al procedimento penale, per questa vicenda, resta pendente anche il procedimento civile avviato da un gruppo di soci, che sperano di poter recuperare quanto perso e vedere finite le proprie case. Prossima udienza ad aprile.

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