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Pietra, Consiglio comunale all’insegna delle polemiche: resa dei conti sull’Unione dei Comuni foto video

Pietra Ligure. L’uscita di Pietra dall’Unione dei Comuni “Riviera delle Palme e degli Ulivi”, le cause e le conseguenze di tale scelta e diverse mozioni presentate dalle minoranze consiliari. Sono questi alcuni dei punti all’ordine del giorno del Consiglio comunale in corso a Pietra Ligure. La discussione più attesa riguarda certamente la ben nota decisione dei paesi della Val Maremola di uscire dall’Unione dei Comuni ufficializzata a neanche un mese e mezzo dalla sottoscrizione dello statuto da parte dei membri.

consiglio comunale pietra

La decisione di Pietra, Borgio, Giustenice, Magliolo e Tovo (a cui poi si sarebbero aggiunti anche Borghetto e Balestrino) era stata duramente criticata dal consigliere di minoranza Mario Carrara, che era stato l’unico rappresentante pietrese a presenziare al consiglio d’esordio dell’Unione, risoltosi in un nulla di fatto a causa della mancanza del numero legale.

Oggi il sindaco Dario Valeriani precisa meglio le ragioni della scelta sua e dei suoi colleghi: “Abbiamo provato a fare un percorso davvero importante, un percorso al quale io credevo e al quale credo – ricorda – Era un percorso davvero ambizioso, che metteva insieme dieci comuni e che avrebbe dato la possibilità di interagire in modo forte con la Regione e con il territorio, di presentare un trend di grande rilievo. Ci abbiamo provato. Credo che sia stato un atto di coraggio, come ho già detto, ma credo che sia altrettanto un atto di coraggio dire che abbiamo trovato delle difficoltà insormontabili. Nel momento in cui si incontrano delle difficoltà si provano a superare, ma se poi non si riesce meglio tornare indietro. Meglio tornare indietro ora che non quando poi l’Unione dei Comuni fosse ormai formata“.

La scelta di Pietra non è stata isolata: “Sette comuni su dieci hanno deciso di fare questo passo indietro. Un passo indietro che può essere considerato un salto di qualità in avanti, perché la volontà è quella, eventualmente, di formare un’Unione dei Comuni più piccola“.

Resta da chiedersi cosa non abbia funzionato: “Forse non abbiamo preso in considerazione la vastità del territorio – ipotizza Valeriani – Poi c’era la mancanza di esperienza su un campo così importante e la mancanza di collaborazione. Non c’è stato un lavoro di gruppo ben assortito. Le motivazioni sono tante e sono solamente di tipo gestionale. E’ ovvio che per poter arrivare ad un obiettivo di questo genere era necessario magari lavorare meglio”.

Senza contare la fretta: “Abbiamo anche dovuto correre: nel momento in cui abbiamo iniziato questo percorso c’era la necessità impellente di farlo velocemente (entro il 31 dicembre) perché c’era la possibilità di ricevere parecchi fondi. Poi questo aspetto è cambiato completamente, perché non era più possibile arrivare a questi fondi in quanto la legge è cambiata e le esigenze pure. Forse è stata la fretta di dover arrivare ad una conclusione. Non abbiamo valutato bene tanti aspetti gestionali legati ai servizi e alla complessiva gestione associata di servizi e funzioni”.

E su quali saranno i prossimi passi: “E’ stato raggiunto un accordo che prevede la convocazione del Consiglio dell’Unione, che leggerà il presidente e che di fatto insedierà la forma associativa: in seguito è prevista la modifica dell’art 8 del regolamento per poter sancire la separazione. Su questo gli uffici comunali sono già al lavoro. E dopo il passaggio nei rispettivi Consigli comunali si passerà nuovamente al Consiglio dell’Unione che potrà concludere l’iter, evitando così il commissariamento” spiega ancora Valeriani.

Il sindaco pietrese, anche in risposta alle critiche sollevate dalla minoranza, ha preparato un documento per la seduta del Consiglio comunale: “Mi auguro che il testo possa essere esaustivo, compreso e condiviso, mettendo da parte sterili polemiche o prese di posizione da parte dell’opposizione. I contenuti sulla decisione adottata sono d’altronde in linea con quanto espresso da altri comuni della Val Maremola, in maniera congiunta”.

Commenti

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  1. Scritto da tmax500

    Sarebbe stato corretto dire: ci scusiamo, è vero abbiamo sbagliato! Invece si cerca di imbrogliare le cose. Allora è giusto dire la verità : principianti, arroganti e ambiziosi che di una scelta sbagliata ne hanno fatto una vergogna per il territorio. Siamo stati registrati in Italia come quelli del Dietrofront e tuttora canzonati quando si parla di Unioni. ” Volete mica fare come quelli del ponente” si dice in giro nei vari Consigli Comunali d’ Italia.