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Pero Buccun, a Giusvalla una festa per salvare un frutto originale

Lo scopo è di far rinascere la coltura di questo pero

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Giusvalla. Il “Pei buccun” è salito sull’Arca del Gusto della Fondazione Slow Food, entrando nel già lungo elenco delle specie vegetali da salvare. Ma domani, a Giusvalla, ci sarà il modo per sostenerlo con forza perché torna la seconda edizione della festa organizzata dal Comune di Giusvalla, con la collaborazione della Rete Giovane della Condotta Slow Food Valli della Bormida.

Proprio Slow Food ha avviato un progetto per il recupero del Pero Buccun (antica varietà locale di pero in via d’estinzione) riconoscendogli una straordinaria importanza ambientale, ma anche storica, culturale ed economica.

Grazie a Corrado Ghione, grande appassionato di antiche varietà di frutta della Valle, sono stati ritrovati e censiti diversi alberi ultracentenari principalmente a Dego, nelle località La Costa, Rotte, Valla, Girini, Cerraio, ed a Giusvalla in località Ciampe, Lameria, Cavagnora, Luera, Burci, Ninoni, Veracurta, Zanera e Galli, alberi dai quali sono state prelevate le “marze” per gli innesti.

Il “Pero buccun” ha una lunghissima storia, un colore verde sul giallo a maturazione, polpa granulosa e tendenza ad ammazzire (assumere un colore scuro della polpa). Non richiede trattamenti, le piante sono molto resistenti, la maturazione avviene tra il 20 agosto e il 20 settembre.

Il “Pero buccun” non è una fresca scoperta: a Dego e Giusvalla e in alcuni territori vicini era diffusissimo fino a qualche decennio fa. Poi la coltivazione è stata via via abbandonata. “Oggi si cerca di riportarla a nuova vita, attraverso un progetto nel quale tradizione, territorio, gusto e salvaguardia ambientale vanno a braccetto – spiega Corrado Ghione – . Lo scopo è di far rinascere la coltura di questo pero, del quale oggi sopravvivono pochissimi esemplari di alberi produttivi. Ma non dobbiamo pensare a uno di quei progetti puramente sperimentali e dimostrativi. Al contrario noi vogliamo sì salvare le vecchie piante, salvaguardando in questo modo anche il paesaggio, ma intendiamo anche fornire indicazioni tecniche a chi vorrà coltivare questi alberi da frutto”.

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