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Ospedali di Albenga e Pietra, l’idea di Melgrati: “Un Dea organizzato sui due plessi come a Cuneo”

Il forzista: "Vogliono smantellamento del S. Corona a vantaggio del S. Paolo e la trasformazione del S. Maria in un poliambulatorio-casa della salute"

Regione. Un ospedale unico del Ponente organizzato su due plessi. E’ questa la ricetta per salvare il Santa Corona e il Santa Maria di Misericordia secondo il consigliere regionale di Forza Italia Marco Melgrati.

“Lo dissi qualche tempo fa e ora lo ricordo con fervore: ‘dividi et impera!’. Con questo giochetto qualcuno sta indebolendo la Sanità del ponente. Forse anche proprio quelli che hanno dovuto votare e approvare loro malgrado la mozione di tutela del DEA e dell’assetto ospedaliero, hanno in animo una visione ‘Savona–centrica’ oppure avevano stretto patti pre-elettorali indichiarabili, dove la merce di scambio era la connivenza sulle manovre ai danni di Santa Corona. Nonostante i propositi e gli impegni presi dal Consiglio Regionale, probabilmente ancora per 10 anni il Santa Corona, nella più favorevole delle ipotesi, resterà in questo stato e sarà esposto ancora a pericolosi trasferimenti di reparti verso Savona”.

“Non ci si può più fidare. Occorre pertanto pensare già fin d’oggi a come traghettare la Sanità del ponente fino a quella data senza cadere nella trappola che i compagni del PD ogni tanto ci ripropongono dell’Ospedale Unico il loro chiodo fisso, emblematico della delirante smania di controllo dell’ufficio studi strategici del PD, dove si prevede, ovviamente, lo smantellamento del Santa Corona a vantaggio del San Paolo di Savona per declassarlo e la trasformazione del S. Maria di Misericordia in un poliambulatorio-casa della salute o chissà cos’altro di indichiarabile per snaturarne la funzione. Occorre tutelare il DEA dalla subdola quanto pianificata opera di de-potenziamento progressivo e silente che avviene dal 2010 senza tregua”.

“L’unica ipotesi praticabile che possa garantire la sopravvivenza dell’Ospedale Unico del Ponente è quella di proseguire nella strada della perfetta condivisione delle risorse e della fusione funzionale con la sede di Albenga, iniziata sulla carta ma in realtà mai implementata realmente, anzi, oserei dire osteggiata all’insegna del ‘divide et impera’. Non è di certo una novità un DEA organizzato sui due plessi come per esempio avviene a Cuneo con l’Ospedale di Santa Croce-Carle e in molti altri luoghi, una proposta che il collegio dei Primari di Pietra-Albenga già fece nel dicembre 2011 e che io riproposi ancora in diverse occasioni, ma che adesso è diventata impellente. Per poter proseguire su questa strada di integrazione e realizzare davvero un Unico presidio Ospedaliero del Ponente organizzato su due plessi, occorre che venga rivista la vocazione ad oggi assegnata ad Albenga, alla luce della fusione funzionale con il DEA.
Si dovrebbe iniziare con tutta la parte di Elezione e con la Chirurgia a media complessità. Già la Chirurgia di Elezione a bassa complessità è stata spostata ad Albenga e lo stesso dovrebbe avvenire anche per la media complessità, come svariate volte ho avuto modo di ricordare”.

“La relativa breve distanza tra Albenga e Pietra Ligure permetterà questa vera razionalizzazione delle funzioni. I reparti che a Pietra Ligure non sono in condizioni strutturali ottimali potrebbero essere trasferiti nella sede di Albenga, trovando posto negli spazi che potrebbero essere liberati da improprie funzioni territoriali ora svolte in ospedale, come avvenuto per il servizio di Medicina di Base, trasferito per risparmiare su un canone di affitto da Vadino e delocalizzato al piano terreno dell’ospedale. Il Pronto Soccorso ingauno, visti i numeri di accessi annui e la normativa emanata con il decreto degli standard ospedalieri che ne legittima l’esistenza, dovrà essere riattivato visto che ad oggi il Punto di Primo Intervento opera esattamente come prima nelle funzioni di un P.S. effettivo. Una maldestra decisione della quale gli artefici si sono già sommessamente pentiti”.

“Seguendo il concetto sopra esposto di assegnare al plesso di Albenga le funzioni diverse dall’urgenza che saranno effettuate nel plesso di Pietra Ligure, il Pronto Soccorso potrà efficacemente svolgere il ruolo di filtro per tutte le patologie non urgenti. Ma tutto ciò potrà essere realizzato, potenziando la sede di Albenga trasferendovi funzioni deve condividere con la sede pietrese, rappresentando con esso un unico Presidio del Ponente, e non trasferendovi, come avvenuto, i servizi territoriali del distretto come la medicina di base con i suoi ambulatori e la farmacia territoriale in procinto di trasferirsi”.

“Quasi una mera organizzazione funzionale, di procedure e revisione dei compiti realizzabile fin da domani, questa necessaria opera di programmazione sanitaria del ponente, che potrebbe essere utile al Dea sia alla sede di Pietra che a quella di Albenga. Ma per realizzarla occorre che questa logica di razionalizzazione funzionale venga compresa dai pietresi come un opportunità per poter mettere al sicuro il Dea e non di smantellarlo. Ogni volta che se ne faceva cenno i politici pietresi non mancavano l’occasione per strumentalizzare la cosa fomentando il campanilismo e l’inimicizia verso Albenga, ponendosi essi stessi dalla parte del problema invece che da quella della soluzione. Ho dato prova di assoluta trasversalità astenendomi sempre dai campanilismi e non ho mai esitato a difendere sia Pietra che Albenga proprio perché io lo considero un Dea unico del Ponente, organizzato su due plessi, che intendo come patrimonio dell’intero ponente ligure”.

“In questo momento occorre che il punto di vista sia quanto mai obiettivo e super partes, teso a tutelare gli interessi dei cittadini del ponente senza distinzioni: è uno dei miei obiettivi e queste mie valutazioni di programmazione, conseguenti al successo conseguito nella tutela del DEA con l’approvazione della mozione, ne sono la dimostrazione” conclude Melgrati.

Commenti

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  1. pinco
    Scritto da pinco

    Pippo, strumentalmente, dice cose non vere. Melgrati non difende un territoro o un altro: difende la sanità del ponente, senza alcuna distinzione fin dal 2010. E meno male che avevate lui a difender anche S COrona sennò non mi pareva foste messi bene…! Una visioen evidentemente un po’ piu’ estesa di chi non vedendo al di la’ del naso, in una logica “di recinto” (quello di S. Corona)rischia di finire nelle grinfie dei savonesi proprio per i motivi che Melgrati stigmatizza nell’articolo…!
    Proviamo a spiegare a Pippo come si può e si deve realizzare una collaborazione funzionale con semplici attribuzioni di compiti e nera organizzazione. I reparti che sono funzionali al DEA evidentemente sono tutti quelli previsti dalla Legge, che ben codifica le specialità necessarie. Ciò non significa che pur mantenendo per esempio un reparto chirurgico di emergenza una consitente quota dei carichi di attività chirurgica di elezione, NON PROGRAMMATA, non possa essere svolta dalla sede di Albenga! Le specialit di base debobno restare e non dimentichiamo che il territorio di ambito albenganese conta oltre 65.000 residenti a fronte dei circa 50.000 che gravitano nel finalese. Per rispondere anche a TMax., pietrese con una visione pare simile… , a queste persone non è pensabile poter SOTTRARRE sanità anche se i compagni ocmue iun disco rotto continuano a gracchiare che “4 ospedali sono troppi”!Lo stesso vale per altre specialità che laddove organizzate tra i due ospedali potrebbero mettere in sicurezza entrambi. Se poi dovessimo realmente spovvertire l’ordine e dircela tutta senza peli sulla lingua… ovvio che la collacazione ideale del DEA a servizio di due provincie sarebbe più spostata verso ponente, quindi ad Albenga, ove peraltro greavitano maggiori persone, dov el’ospedale UNOICO DEL PONENTE SANTA CORONA-SANTA MARIA DI MISERICORDIA DOVREBBE ESSERE TRASFERITO.Ma il problema da risolvere in questo caso sarebbe quello di come reperire i fondi necessari per raddoppiare l’esistente, visto che l’ipotesi avanzata dai compagni ingauni ( non direttamente ..ovvio!) di utilizzare qualche decina di milioni di provenienza privata è troppo pericolosa per la sanità pubblica , visto il passato prossimo..e considerato hce il momento non è quello proprio ottimale per un simile azzardo. ..A meno che i pietresi in un lampo di lucidità… non acconsentissero che i proventi delL’alienazione di Santa CORONA FOSSERO UTILIZZATI AD ALBENGA..! Ma i commenti (forse Tmax un po’ meno..) sono lo specchio di una eventuale relativa risposta ..di campanile :-)

  2. Scritto da tmax500

    Personalmente non mi ergo a salvatore di alcunché come pare invece fare qualcuno del centrosinistra, mescolando le carte e imbrogliando la gente. Fare l’ Ospedale di Albenga in concorrenza al S. Corona non è stata certo una cosa “furba” però la storia di quella operazione attraversa l’arcobaleno partitico di quel tempo e i motivi di tanta velocità in parte dovremo ricercarli ad Abu Dhabi.

  3. Scritto da pippo

    Se la salvezza di Santa Corona dipendesse da Melgrati e Tmax siamo a posto.
    Spostare su Albenga tutto quanto non è emergenza significa lasciare a Pietra solo pochi reparti, che verranno prontamente fagocitati in futuro da Savona.
    Melgrati fa equilibrismi elettorali solo per giustificare l’errore iniziale, fatto dal centrodestra di Biasotti, ossia la costruzione dell’inutile Ospedale di Albenga, che ora ovviamente è da riempire a scapito delle specializzazione presenti a Pietra.

    Solo che il nostro deve prendere voti un po’ ovunque, e prima parla a favore di Santa Corona, poi a favore di Albenga, e quindi deve dire tutto e il contrario di tutto.

  4. Scritto da tmax500

    Comprare un posto in regione da parte di un Pietrese non può essere pagato dai cittadini con il regalo cantiere a Colannino e con la chiusura del Santa Corona. Purtroppo le cose stanno prendendo questa piega senza che nessuno faccia nulla, tranne l’ Alassino che si sta battendo come può in una zona dove tutti hanno venduto l’anima ma soprattutto il cervello alla sinistra Burlandiana e ora Paitiana, Sindaci della Valmaremola compresi!!