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Operazione antidroga “Vatra”, Mannarà sarà giudicato a Busto Arsizio: accolta eccezione difensiva foto

A Savona sarà invece giudicato Boro Ribaj che secondo gli inquirenti era coinvolto nel traffico di cocaina sull'asse Spagna-Italia

Savona. Operazione antidroga “Vatra”: Davide Mannarà sarà processato nel tribunale di Busto Arsizio. Il colpo di scena è arrivato nel corso dell’udienza celebrata questa mattina davanti al giudice per le indagini preliminari Francesco Giannone che ha accolto l’eccezione di incompetenza territoriale avanzata dall’avvocato Carlo Biondi che, insieme al collega Alfonso Ferrara, difende Mannarà.

I difensori hanno sostenuto che, alla luce del fatto che lo stupefacente (per la precisione 557 grammi di cocaina) al centro dell’indagine, sia arrivato in Italia attraverso l’aeroporto di Milano Malpensa, la competenza fosse della Procura di Busto Arsizio. Una tesi contestata dal pm Chiara Venturi secondo cui il luogo che radica la competenza è dove è intervenuta la ricezione della droga, ovvero Savona. Dopo aver accolto l’eccezione della difesa, il gip ha stralciato la posizione di Mannarà e disposto la trasmissione degli atti ai colleghi lombardi.

Resta invece a Savona il procedimento che vede imputato Boro Ribaj, l’albanese che gestiva il bar (l’ex circolo Vatra) in via Montenotte 115 rosso di Savona e che era finito in manette insieme a Mannarà (che nel frattempo è stato scarcerato). Nel caso di Ribaj infatti, visto che gli sono contestate anche alcune cessioni di stupefacente in città, la competenza resta del tribunale della città della Torretta. Per lui l’udienza è stata rinviata per consentire alla difesa, avvocati Biondi e Morixe, di valutare la possibilità di richiedere un rito alternativo.

Secondo la ricostruzione degli investigatori Mannarà gestiva un traffico di cocaina sull’asse Spagna-Italia con l’aiuto di Ribaj. L’arresto aveva preso le mosse dall’intercettazione da parte dei finanzieri in servizio a Malpensa di un pacco spedito da Valencia contenente mezzo chilo di polvere bianca, occultata tra giochi erotici, destinato al bar Vatra. Mannarà invece era stato collegato alla spedizione attraverso un’utenza telefonica che era sotto controllo: il numero era indicato come riferimento per la spedizione e in più, da quel cellulare, il trentacinquenne, non vedendolo arrivare nei tempi previsti, aveva chiesto notizie sui tempi di consegna al corriere.

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