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Lettere al direttore

Omicidio in Italia, galera in Italia

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Cesare Battisti verrà estradato. Non esiste una data sicura ma è certo che la Corte Federale brasiliana ha annullato lo status di rifugiato politico al terrorista italiano condannato a scontare due ergastoli per quattro omicidi commessi negli anni ’70; condanna mai espiata proprio a causa della fuga in Brasile.

E se da oggi Battisti si trova sul suolo brasiliano come straniero irregolare non è ancora chiaro verso quale Paese verrà estradato.
Secondo quanto riporta il quotidiano brasiliano ‘O Globo’, infatti, Battisti potrebbe essere espulso in Francia o Messico dove ha risieduto per diversi anni.

La notizia non manca di destare reazioni nel mondo politico italiano ed anche Angelo Vaccarezza esprime tutta la sua solidarietà nei confronti della famiglia di Pierluigi Torregiani, il gioielliere ucciso durante per rappresaglia dopo un tentativo di rapina il 16 febbraio 1979, durante la quale il figlio Alberto, allora quindicenne, rimase ferito riportando lesioni permanenti, e la propria indignazione nei confronti dello Stato italiano poco attivo e ancor meno presente in questa vicenda.

“L’espulsione di Cesare Battisti dal Brasile è una buona notizia, non altrettanto il fatto che potrebbe non essere estradato verso l’Italia, ma verso Messico o Francia – ha dichiarato Vaccarezza – questo è il frutto dell’inesistente impegno di un Governo che troppo spesso chiude gli occhi e non si adopera nei confronti dei nostri eroi, e celebra, invece, chi si schiera contro le istituzioni e lo Stato. E’ proprio questo il momento nel quale l’Italia deve dimostrare sensibilità e determinazione battendosi per ottenere quello che la famiglia di Pierluigi Torregiani sta aspettando da troppo tempo e cioè che Battisti sconti finalmente la sua pena in carcere nel nostro paese”.

Angelo Vaccarezza

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Commenti

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  1. Scritto da MP

    Il problema è che è libero se fosse in carcere potrebbero anche tenerselo in Brasile o dove vuole lui. Perchè un uomo condannato in Italia per omicidio all’estero è visto come un rifugiato politico e scrive libri vivendo da uomo libero? E’ questo il problema, come per i nazisti che sono scappati aiutati e coperti e hanno vissuto indisturbati in sudamerica senza mai pagari per le loro nefandezze. Dovrebbero essere gli Stati a collaborare tra di loro per aiutarsi quando si tratta di latitanti e in Italia ci dovrebbe essere la certezza della pena perchè non sono mica sicuro che avrebbe scontato tutta la pena, probabilmente l’avrebbero scarcerato per buona condotta dopo pochi anni..