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Natan Loi, 14enne nuotatore del Doria Loano si racconta foto

Pietra Ligure. La società Doria Nuoto 2000 Loano è da 33 anni sinonimo di successi. I suoi atleti fanno incetta di vittorie in ambito regionale e, in molti casi, eccellono anche in campo nazionale.

Oggi, a distanza di poco più di un anno, abbiamo intervistato nuovamente una giovane promessa del nuoto in forza al Doria Loano, reduce, come allora, dal secondo posto nella gara dei 100 rana categoria Ragazzi 2001 al “Trofeo Città di Osio”, nel Bergamasco.

Analoga impresa – dicevamo – si era verificata un anno fa disputando il 15° Trofeo interregionale di Edolo, vicino a Brescia, dove conquistò l’argento salendo sul secondo gradino del podio. Si tratta di Natan Loi, 14 anni, di Pietra Ligure, che ci racconta la sua passione, svelandoci alcune curiosità su di lui.

Quando hai capito che avresti potuto diventare un campione?
Non mi sento un campione, ma il primo approccio con l’acqua è stato ufficialmente verso i 5-6 anni ed è ovvio che qualche risultato prima o poi arrivi”.

In uno sport individuale come è il nuoto, quali sono, per un bambino, le differenze rispetto ad uno sport di squadra?
L’importante è divertirsi e se si ha una buona compagnia e un buon gruppo c’è un valore aggiunto perché anche se il nuoto non è uno sport di squadra c’è comunque una squadra e un gruppo di riferimento. La differenza è che quando nuoti l’opportunità te la crei mentre quando sei in una squadra l’opportunità ti deve essere data”.

Un bambino che inizia con l’agonistica quanti sacrifici deve affrontare?
“Quando i ragazzini vanno a scuola non vedono l’ora di poter sudare, giocare a pallone in cortile e muoversi. Hanno energia e voglia di divertirsi. Quando c’è la passione non si può parlare di sacrificio in vista del raggiungimento di un obiettivo. Ma quando sei in piscina e qualcuno ti sta insegnando qualcosa che ami fare tutto viene naturale. E’ molto importante il ruolo dell’allenatore che deve essere in grado di trascinare: spesso non è il giovane allievo che è distratto ma le condizioni in cui si allena perché a volte ci sono corsi con tanti bambini e l’istruttore non può dare attenzione a tutti allo stesso modo. E se ci si sente trascurati ci si stufa più facilmente e non si è motivati. Io resisto”.

Ci sono stati dei momenti di difficoltà nel conciliare il nuoto con la scuola?
“Certamente. Questa è una cosa che tengo sempre a ribadire: il nuoto, come tutti gli sport in generale, aiuta ad ottimizzare i tempi. Poter praticare attività fisica è un lusso, un premio. Per questo bisogna tener bene presente che ci sono dei doveri prima: la scuola e i compiti a casa sono la priorità e per guadagnare il premio di poter fare sport bisogna fare tutto bene e nel breve tempo possibile. Ho sempre cercato di fare il mio dovere subito e al meglio delle mie capacità perché poi sarei potuto correre in piscina e dedicarmi alla mia passione. E’ proprio la passione e il piacere di fare qualcosa che ami che fa superare qualsiasi momento di difficoltà”.

La tua famiglia è sempre stata molto importante per l’equilibrio della tua vita. In che modo?
Sono stato molto fortunato perché sia a livello sportivo che personale i miei genitori hanno sempre cercato di darmi delle opportunità. La mia famiglia è stata al mio fianco senza ‘tracciarmi la strada’: ho sempre scelto in autonomia con l’appoggio e il sostegno dei miei. I miei genitori mi hanno subito fatto capire che se avessi voluto stare a casa avrei potuto farlo ma se volevo andare in piscina allora lo avrei dovuto fare con serietà ed impegno. Devo dire che sono stati molto bravi a starmi vicino nei momenti di difficoltà senza mai discutere le mie scelte”.

Se in futuro avrai dei figli cercherai di essere come i tuoi genitori con te?
“Sicuramente sì! Il nuoto fa molto bene e per un bambino imparare a nuotare è fondamentale. Sicuramente mio figlio farà sport, anche se non necessariamente il nuoto”.

La tua caparbietà ti ha regalato tante medaglie. Riesci a definire a parole l’emozione immediatamente successiva al raggiungimento di un obiettivo?
“Estasiato. Appagato. Un sogno che continua per sempre. L’atmosfera è magica. Se poi con il passare degli anni sei un atleta bravo che riesce a confermarsi centrando altri risultati lasci un’impronta duratura nel tempo e apprezzi ancora di più il percorso fatto soprattutto nei momenti difficili che la vita inesorabilmente ti spinge ad affrontare. L’attimo in cui tocchi il bordo della piscina per primo dura un istante. Ma te lo porti nel cuore per tutta la vita“.

Il nuoto è stato sempre il tuo sport preferito?
“Mio papà mi portò in palestra per farmi fare judo o karate, ma passando davanti alla piscina vidi tanti bambini giocare in vasca e gli dissi che avrei voluto fare nuoto e così, poi, mi sono appassionato al nuoto, l’acqua è diventata la mia passione e… non ho più smesso di nuotare”.

Quali sono i tuoi primi ricordi “in acqua”?
“Mi ricordo i bagni al mare con i miei genitori, mi piaceva tuffarmi dal materassino. L’acqua mi è sempre piaciuta, più quella della piscina però, perché l’acqua salata mi faceva bruciare gli occhi”.

Non è uno sport troppo faticoso o noioso per un bambino?
“In vasca ci divertiamo a sfidarci: la competizione ci dà la carica per sostenere i duri allenamenti. Ho dei bellissimi ricordi dei miei inizi. Il nuoto ti forma il carattere e ti colora la pelle: senza le strisce sotto ormai mi sentirei perso. Il nuoto è la mia vita”.

La vita degli sportivi è piena di sacrifici. Quanto conta la fortuna per arrivare al successo?
“Non credo molto nella fortuna, anche se a volte aiuta. Nella vita non bisogna essere passivi e aspettare che le cose comincino a girare nel modo giusto: sei tu che devi dare una mano al destino. Credo che la fortuna sia frutto di grande volontà, dedizione, ricerca, sfide e qualche scommessa con se stessi”.

Qual è la gara che preferisci fare?
“Sicuramente la mia specialità: i 100 metri rana, la gara più bella, quella che tutti si fermano a guardare”.

Cosa pensi quando nuoti i 100 metri rana?
“Non penso, prendo l’acqua avanti e la scaglio indietro. Un po’ come il tiro alla fune, le sensazioni sono le stesse. Tutto sta nel farlo più forte degli altri. Ma non basta nuotare, l’acqua bisogna scuoterla… e credere di essere un pesce”.

Quali emozioni provi quando sei sul blocco di partenza?
“Sono concentrato e determinato a vincere, mi ripeto che devo dare il meglio e provo rispetto per gli avversari“.

Chi ti sostiene nei momenti di difficoltà?
“Nei momenti difficili credo che l’importante sia trovare dentro di sé le motivazioni per continuare, poi se ho voglia di parlare ci sono i miei amici e la mia famiglia“.

Come ti trovi nella tua squadra? Che rapporti hai con i tuoi compagni?
Nella mia squadra mi trovo benissimo. Ognuno è uno stimolo per l’altro”.

Alle finali invernali del campionato regionale non hai ottenuto risultati di rilievo, hai comunque dei bei ricordi?
“In effetti è stato deludente non ottenere buoni risultati dopo aver lavorato tanto per prepararsi, ma le gare sono sempre e comunque un’esperienza ricca dal punto di vista umano“.

Puoi dirmi tre difetti e tre pregi?
“Iniziamo con i pregi: sono determinato, simpatico e sincero. I miei difetti: timido, orgoglioso e precisino”.

Tra le tue medaglie, qual è la più importante per te?
“Sembrerà strano ma la medaglia che custodisco gelosamente è l’oro di carta gialla conquistata quand’ero Pulcino”.

Quali progetti hai per il futuro?
“Oltre a nuotare sto studiando, quindi non escludo che fra qualche anno non potrei continuare a nuotare… mi dispiacerebbe! Vorrei proprio continuare a praticare il nuoto e magari, un giorno, dare una mano ai giovanissimi“.

Dopo tante domande “serie”, qualche curiosità: qual è il tuo piatto preferito?
“La pasta alla carbonara di mamma“.

Quali sono i tuoi hobbies?
“Le passeggiate in bicicletta, il cinema e la musica“.

Il colore preferito?
Il verde e l’azzurro“.

La passione più grande?
“Naturalmente il nuoto“.

A chi devi dire grazie?
Alla mia famiglia“.

Come ti vedi fra 20 anni?
“Un giovane di belle speranze e con una bella famiglia”.

Cosa ti fa paura?
La solitudine e i rospi“.

Qual è il tuo animale preferito?
Il cavallo perché lo puoi cavalcare”.

Che consiglio daresti ai più piccoli nuotatori?
Dai sempre il massimo di te stesso, non darti mai per vinto e in acqua ricordati sempre di divertirti”.

Ti ringrazio tantissimo per la tua disponibilità… potrei chiederti un’ultima cosa?
“Sì, certo…”.

Mi faresti l’autografo?
Magari quando vincerò l’oro“.

Grazie Natan e in bocca al lupo per tutte le tue prossime sfide!

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