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Morte sul lavoro a Bardineto: il pm chiede quattro condanne per un totale di 73 anni

Savona. Vent’anni di reclusione per Emilio e Nadia Oddone, diciotto per il fratello Angelo e quindici per Giuseppina Ferrara. Sono queste le richieste di condanna avanzate questa mattina in corte d’assise dal pm Giovanni Battista Ferro nell’ambito del processo per la morte sul lavoro di Georghe Vladut Asavei avvenuta a Bardineto il 27 agosto del 2009.

Al termine di una requisitoria durata quasi quattro ore il pubblico ministero ha ritenuto i quattro imputati, i fratelli Oddone (titolari dell’omonimo Agriturismo) e la Ferrara (ex compagna di Angelo) responsabili in concorso di omicidio volontario (sotto il profilo del dolo eventuale) ed ha quindi chiesto la condanna per tutti partendo da una pena base di 21 anni di reclusione, ridotta a 14 per le attenuanti generiche e aumentata per ciascun imputati sulla base degli altri reati contestati.

Gli imputati infatti sono accusati anche di violenza privata, lesioni, falso e di violazione delle normative sulla sicurezza sul lavoro (reato che il pm ha contestato in un secondo momento).

L’ipotesi dell’accusa è che i quattro non prestarono i soccorsi in maniera corretta: quel giorno infatti non fu allertato il 118, ma i feriti, oltre alla vittima si era infortunato anche il suo collega Dragan Novakovic, furono accompagnati in ospedale con mezzi privati.

Aspetti che sono stati approfonditi in dettaglio nel corso della requisitoria durante la quale il pm ha ricostruito in dettaglio quello che, secondo l’accusa, successe il giorno dell’incidente. Dopo le richieste di condanna del pm Giovanni Battista Ferro il processo è stato rinviato al prossimo 9 aprile per la conclusione della discussione quando prenderanno la parola le parti civili (avvocati Francesca Rosso, Fabio Ruffino e Franco Aglietto) e i difensori degli imputati (gli avvocati Alessandro Cibien e Giorgio Zunino).

Questa mattina, in apertura di udienza, le parti hanno comunicato che non è stato raggiunto un accordo sul risarcimento dei parenti della vittima e del suo collega infortunato. Nelle scorse settimane, dopo che per lungo tempo non era mai stata aperta una trattativa sul risarcimento danni, sembrava esserci stato un cambio di rotta che perà non si è concretizzato.

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