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Loano, una raccolta fondi per la missione “Regina Pacis” di Chae Hom in Thailandia

Loano. La mimosa ligure aiuta l’orchidea thailandese. Non si tratta però di migliorare la produzione dei fiori in Thailandia, ma di aiutare i bambini che vivono nelle zone rurali del paese asiatico ad andare a scuola più agevolmente. Proprio per questo, la missione cattolica “Regina Pacis” in Thailandia ha organizzato una raccolta fondi (che gode del patrocinio del Comuen) per sabato e domenica in via Ghillini. Insieme alla tradizionale mimosa saranno disponibili oggetti di artigianato thailandese prodotto dalla missione stessa. Il ricavato dell’offerta libera andrà a sostenere gli studi dei bambini.

La missione è a Chae Hom, un vastissima area che si estende su tre distretti della provincia di Lampang: Chaehom, Muangpan e  Wangnua nel nord della Thailandia. I volontari si prendono cura di 46 villaggi (dei circa 300 totali) su un territorio esteso più di tremila chilometri quadrati e una popolazione di circa 80 mila abitanti.  Sul territorio della missione ci sono ben sei gruppi etnici e culturali diversi, ciascuno con una sua lingua e tradizioni religiose. Un pluralismo di etnie e culture che sono una grande ricchezza culturale ed umana.

“La presenza della missione ha come scopo l’impegno di evangelizzazione e promozione umana per tutti: piccoli, giovani, adulti, anziani, senza distinzione di religione – spiegano i missionari – Si cura la formazione pastorale e sociale dei leader di comunità e dei giovani, si garantisce un programma di recupero per i fumatori di oppio, l’aiuto alle scuole dei villaggi più periferici e abbandonati (si sostiene la scolarità in loco di circa 600 bambini di famiglie povere), si offrono borse di studio in particolare a ragazzi più meritevoli che desiderano continuare gli studi all’università (alcuni di loro hanno già felicemente terminato il loro iter formativo conseguendo la laurea), si formano ragazzi nei 4 centri educativi dislocati a fondovalle, in punti strategici vicino alle scuole statali, che raccolgono complessivamente più di 200 giovani, tra ragazzi e ragazze, provenienti dai villaggi sparsi sulla montagna che ritornano nelle loro famiglie solo durante i periodi di vacanza”.

Tutto ciò richiede un enorme dispendio di energie e di risorse economiche “per l’enormità di chilometri che giornalmente si devono percorrere per lo più su strade sterrate e per le spese quotidiane per la realizzazione dei tanti progetti sociali, per il materiale didattico dei bambini e ragazzi, per l’acquisto del carburante e la manutenzione dei mezzi di trasporto della missione”.

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