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“L’invidia al tempo dei social network”: incontro sul secondo vizio capitale a Borgio Verezzi

Borgio Verezzi. Venerdì 13 marzo alle ore 21.00, presso la Sala Consiliare del Comune di Borgio Verezzi, in Via del Municipio 17, si terrà il secondo degli 8 appuntamenti dedicati a “I Magnifici 7: incontri sui Vizi Capitali”. La seconda serata, dedicata all’invidia, è a cura di Nella Mazzoni. L’ingresso è libero.

Promossi dall’Associazione S.P.I.A. (Sentieri di Psicologia Integrata e Applicata) in collaborazione con il Comune di Borgio Verezzi, e con il patrocinio del Circolo degli Inquieti, “I Magnifici 7 “vedranno impegnate di volta in volta Stefania Bonora, Oriana Cartaregia, Carla Crespi, Eleonora De Vecchi, Graziella Frasca Gallo, Paola Maritan, Linda Marongiu, Nella Mazzoni, Silvia Metzeltin, Stefano, Sancio, Silvia Taliente.

Nel corso della serata, verranno presi in esame alcuni esempi di Invidiosi e di Invidiati: Biancaneve, Cenerentola, il Billy Budd di Herman Melville, l’Aglauro delle Metamorfosi di Ovidio, il mito di Aracne e altri.

Ciascuna serata de “I Magnifici 7” verrà introdotta da un brevissimo assaggio teatrale. La parola passerà dunque ai grandi di tutti i tempi: Shakespeare, Goldoni, Sofocle, Goethe, per una carrellata di grandi viziosi, portati in scena dall’ingegno di commediografi e drammaturghi. Un omaggio anche alla vocazione teatrale quasi cinquantennale del paese del teatro: Borgio Verezzi.

Fra i più frequentati e nascosti, l’INVIDIA è l’unico Vizio a possedere un verbo transitivo: invidiare, il che significa che oltre al soggetto che prova l’invidia, esiste ed è riconosciuto, anche un oggetto di tale sentimento; l’osservazione dell’Invidia e dei suoi trascorsi storici, delle sue implicazioni nella modernità, delle ricadute sugli invidiati è un po’ la chiave di lettura di cui la dottoressa Nella Mazzoni, psicologa psicoterapeuta, nonché presidente di s.p.i.a., si servirà nell’affrontare la serata.

E’ solo nell’età moderna che l’Invidia ha assunto una sfumatura di positività: invidia come sprone, come elemento utile per l’emulazione e il miglioramento dei propri risultati o della propria situazione professionale o personale; nell’antichità invece l’Invidia era personificata da Megera, una delle tre Erinni, ed era preposta all’invidia e alla gelosia e induceva a commettere delitti.

Uno degli effetti più evidenti dell’invidia è la ‘schadenfreude’ cioè la gioia provata per la sfortuna dell’altro, dove però l’altro, l’oggetto dell’invidia, è una persona vera, nota a colui che invidia e con cui quest’ultimo ha dei rapporti veri, reali. L’avvento della televisione prima e dei social network dopo ha però modificato anche quest’aspetto: oggi l’invidia non ha più solo per oggetto, ad esempio, il vicino di casa, noto personalmente, ma si esplica anche nei confronti di personaggi pubblici, lontanissimi da coloro i quali li invidiano.

I social network, in questo senso, hanno ‘inventato’ e sdoganato un nuovo atteggiamento: protetti da una sorta di anonimità di gruppo –benché ciascun fruitore possegga nome e cognome e firmi i propri commenti o tweet- gli invidiosi di personaggi pubblici si avventano come erinni verso il loro oggetto, dando vita a una specie di mentalità da branco, dove ciascuno è libero di dire senza freni ciò che pensa, difeso da una tastiera, dal ‘gruppo’ e dalla sensazione profonda di essere come in un grande talk show.

L’invidia è inoltre un sentimento triste, sempre doloroso perché sciupa, distrugge l’oggetto e non apporta alcuna felicità all’invidioso che invece si rode, peggiorando di giorno in giorno la propria esistenza.

Stesso effetto negativo e devastante l’invidia l’esercita sull’invidiato che, più cerca di spiegare, di sottrarsi a questo sentimento attraverso chiarimenti, aggiunte, più si trova avviluppato nella rete, perché questo è l’Invidia, una rete fittissima che imprigiona e impedisce i movimenti, con conseguente afflizione e dolore provato per rappresentare il punto di fuga di un sentimento totalmente ingiusto.

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