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L’ENPA lancia le uova “solidali” e si appella a Papa Francesco: “Pasqua senza agnello” foto

Savona/Albenga. Uova di Pasqua “solidali”, domani sabato 28 marzo, dalle 9 alle 19 a Savona in via Paleocapa angolo Corso Italia; ad offrirle saranno i volontari della Protezione Animali. Ad Albenga invece i volontari saranno presenti in piazza San Domenico nel centro storico, domani e dopodomani.

Sono uova prodotte artigianalmente da pasticceri locali, il cui ricavato verrà utilizzato per pagare parcelle veterinarie, medicinali e mangimi per i gatti di cortile e per gli animali selvatici, feriti, malati e in difficoltà che ENPA raccoglie e cura. Un intervento, denunciano gli animalisti, fatto “al posto rispettivamente di Comuni e Provincia, a cui le leggi affidano tale compito ma che, in questa situazione di precarietà economica della pubblica amministrazione, hanno unilateralmente tagliato o sospeso, o mai messo a disposizione, i fondi relativi necessari”.

Le uova solidali, ad offerta minima, sono disponibili anche presso la sede ENPA di via Cavour 48 r a Savona, da lunedì a sabato, con orario 10-12 e 17-19.

“Il periodo pasquale è un momento di terrore e morte per il mondo animale – ricordano gli animalisti – in cui per il pranzo di questa festività religiosa verranno macellati circa 2 milioni di animali, tra cui 700.000 agnelli. L’ENPA suggerisce invece alternative vegetariane, soprattutto a coloro che non hanno mai provato a informarsi sulle condizioni degli animali negli allevamenti e sulle modalità di trasporto e macellazione”.

“La vita di ovini e caprini, soprattutto le ultime ore trascorse nei camion o all’interno dei macelli, è solo sofferenza – continuano – Salvare anche pochi agnelli evitando di farsi coinvolgere dalla comune tendenza alla strage, riporterebbe la celebrazione al suo giusto valore religioso di spiritualità, senza macchiare la tavola di sangue, per un’usanza pagana da cui ENPA ha ufficialmente chiesto a Papa Francesco di prendere definitivamente le distanze”.

Commenti

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  1. Scritto da SALVADIVITA GIUSEPPE

    Per produrre un chilo della carne che voi mangiate occorre sprecare qualche migliaio di litri d’acqua ed alcune decine di chili di granaglie, coltivate su terreni spesso strappati alle foreste pluviali come in Amazzonia, che invece servirebbero ad un’umanità affamata. Cani e gatti nel
    la culla e bambini nei cassonetti?? Siete patetici.

  2. Scritto da Sergio Sanguineti

    …Infatti, purtroppo, oggi vale il detto: “Cani e gatti & C. nella culla; bambini nei cassonetti”… tanto è alto il menefreghismo e l’indifferenza verso la (taciuta) strage degli (umani) innocenti!…

  3. Scritto da giugamb

    Ancora con questa assurdità. Ma la smettete di lanciare appelli ridicoli e contronatura. Avete idea cosa combinerebbero gli erbivori se non fossero contenutri dai carnivori o anche dagli onnivori…. non ci vuole un genio…. distruggerebbero in breve il mondo vegetale che è base di vita … se poi, anche nell’eventualità di conversione, ci aggiungiamo anche sei o sette miliardi di persone… be’ immaginatevi pure la fine del mondo…. La natura ha i suoi equilibri e se ci ha fatti onnivori il motivo c’è…. a proposito… anche le piante soffrono e quando le tagli muoiono anche loro…. altro che ente di protezione …. vi dovrebbero cambiare il nome in ente di distruzione… ipocriti su questo pianeta tutto e dico tutto è legato alla morte dell’altro … e così che il ciclo della vita si rinnova ….