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Legge elettorale regionale, Miceli (Pd): “Inspiegabile l’atteggiamento del centro destra”

Liguria. “Spiegate perché non volete votare una legge elettorale che abolisce il listino, introduce la doppia preferenza di genere e assicura a chi vince una maggioranza minima, di 16 consiglieri su 30. Ma non spiegatelo a noi, spiegatelo ai liguri perché non volete far loro questo regalo e consentire ai cittadini di votare con una legge che dà loro piena facoltà di scegliere gli eletti e la maggioranza da cui essere governati”. E’ questo l’appello rivolto dal Capogruppo Pd Nino Miceli al centrodestra questa mattina in Consiglio Regionale.

In discussione c’era la legge elettorale regionale e Miceli illustrava la sua relazione di maggioranza. “Si tratta di uno dei provvedimenti più rilevanti dell’intera legislatura – ha sottolineato Miceli – e arriviamo ad esaminarlo quasi fuori tempo massimo. Questo perché in agosto, quando in Commissione si era trovato l’accordo su un testo che aveva ottenuto 33 voti a fronte dei 27 necessari per l’approvazione in aula, improvvisamente Forza Italia ha cambiato idea, spinta da una lettera-diktat recapitata nella notte da Sandro Biasotti ai consiglieri del suo gruppo”.

“In questa lettera – ha ricordato Miceli – Biasotti motivava l’impossibilità di votare quel testo per tre ragioni. Innanzitutto perché il premio di maggioranza secco previsto allora avrebbe potuto essere bloccato dal Governo sulla base di un precedente pronunciamento della Corte Costituzionale sulla legge elettorale che regolamenta il Parlamento. Poi perché non prevedeva la doppia preferenza di genere, obiezione che andava contro quanto sostenuto dai Consiglieri di Forza Italia in commissione e che proprio per questo, dato che invece noi sosteniamo da sempre l’opportunità di introdurre la doppia preferenza, mi aveva positivamente sorpreso. Infine perché il testo prevedeva in allora una rappresentanza bloccata per ciascuna provincia e non prevedeva il recupero dei resti su base regionale”.

Ha proseguito il Capogruppo Pd: “La proposta che oggi noi presentiamo al Consiglio Regionale soddisfa tutte e tre queste richieste: introduce un premio di maggioranza calmierato che assicura a chi vince di poter governare con almeno 16 consiglieri su 30 – meno di così non c’è più maggioranza; introduce la doppia preferenza di genere; ripristina la norma della legge 108 con il recupero dei resti su base regionale. E quel che più conta abolisce il listino, dando la possibilità ai cittadini liguri di scegliere con il voto il 100% dei consiglieri regionali”.

“La nostra è una proposta – ha detto ancora Miceli – che garantisce di avere un consiglio regionale che funziona e che consente a chi governa di mettere in pratica fin dal primo giorno quanto promesso nel programma elettorale. Garantisce trasparenza, perché dà la possibilità ai cittadini di scegliere tutti i consiglieri regionali e non solo l’80% come accadrebbe con il listino. E consente al prossimo Consiglio Regionale di rispecchiare maggiormente nella sua composizione quella della società. Oggi, con un Consiglio Regionale eletto senza doppia preferenza di genere, le donne sono soltanto 4 su 40. Noi vogliamo che i partiti siano obbligati a comporre le liste rispettando l’alternanza di genere e che i cittadini possano votare un uomo e una donna, così come già previsto dalla legge nazionale per le elezioni comunali”.

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