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La Provincia di Imperia cede le quote dell’aeroporto di Villanova

Imperia. La Provincia di Imperia esce dall’Ava, la società che gestisce l’aeroporto Panero di Villanova d’Albenga, ma non senza polemiche, soprattutto da parte del Pd che è in minoranza. Ieri sera in consiglio provinciale l’amministrazione provinciale ha dato mandato di dismettere lo 0,71 % corrispondente ad un valore nominale di 3.520.74 euro nella societá dello scalo ingauno.

“La nostra partecipazione nella societá Ava – ha sottolineato il presidente Luigi Sappa – non é più indispensabile visto che lo scalo ha ottenuto la concessione ventennale e quindi é subordinata all’obbligo che la societá sia privatizzata attraverso la cessione delle quote attualmente detenute dai soci pubblici, entro 24 mesi dal rilascio della stessa concessione”.

Alessandro Lanteri, consigliere di opposizione del Pd ha ricordato che “per far funzionare un aeroporto occorre un elevato mumero di passeggeri che il Panero non ha mai avuto. La veritá, inoltre, é che non abbiamo mai saputo sostenere l’attivitá di un aeroporto che comunque non é mai riuscito a restare in piedi. Io avevo proposto di acquistare delle quote dell’aeroporto di Nizza dove probabilmente dovremmo spostare il nostro baricentro di interesse”.

Sergio Barbagallo ha condiviso le scelte dell’amministrazione provinciale, ma non senza un accenno di polemica. “Poniamo la parola fine ad una pratica lunga e molto discussa e oggi che ne usciamo avrei gradito che la Provincia portasse all’esame di questa assemblea un minimo di bilancio. Noi abbiamo deliberato di partecipare agli aumenti del capitale sociale, ma ultimamente abbiamo anche capito che la Provincia non aveva più le idee chiare sulla societá Ava. Nel 2010, in una sola settimana, era stato deciso di non aderire all’aumento di capitale, ma poi la situazione si era capovolta. Chissá chi aveva telefonato e deciso di cambiare idea. Oggi ci viene presentata la parola fine di questa vicenda. Posso dire che per l’Ava la Provincia ha versato un milione di euro che, é bene ricordare, era una societá perennemente in perdita – ha sottolineato Barbagallo – Abbiamo investito soldi che erano della collettivitá. Ovviamente condividiamo la scelta di alienare le quote di partecipazione societaria, ma lo avevamo giá chiesto giá in passato. Forse l’amministrazione é arrivata tardi e avrebbe dovuto decidere prima di dismettere le quote. Forse avremmo dovuto guardare più in lá magari verso Nizza e Genova – ha evidenziato il consigliere di opposizione – La scelta oggi di abbandonare l’Ava é inevitabile e ripeto potevamo farlo prima senza che intervenisse il legislatore che impone agli enti pubblici di vendere le quote”.

Marco Greco, consigliere di maggioranza di “Uniti”, ha sottolineato la sua amarezza per “come é finita la partita. Non siamo stati capaci di studiare e di programmare. Ma abbiamo iniziato a fare politica dal primo giorno che ci siamo seduti qui e ora siamo arrivati a questa situazione. Tutto davvero molto negativo”.

Il presidente Sappa, riprendendo la parola prima del voto, ha ricordato come “tra i 32 azionisti ci sono le Camere di Commercio di Nizza, Imperia, Savona, poi i Comuni, gli albergatori e la Filse. Noi abbiamo cercato di difendere un presidio e quindi abbiamo sostenuto i piani di sviluppo e le manifestazioni di interesse da parte della Piaggio che si é trasferita da Finale Ligure a Villanova d’Albenga. Ma al momento di una richiesta di aumento capitale non abbiamo accettato e quindi non ci siamo esposti più di tanto. La Provincia ha rispettato le linearitá procedurali. Abbiamo fatto bene a tenere un profilo più basso rispetto ai colleghi della Provincia di Savona, ente che aveva il 42 % delle quote”. La pratica é passata quindi all’unanimitá e l’amministrazione é uscita dall’Ava.

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